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Chi sta con chi? La mappa definitiva delle correnti del Pd

Rappresentano il 60 per cento dei parlamentari del Partito Democratico: sono i renziani che siederanno in Parlamento e che, ad oggi, si dicono fedeli al segretario uscente. Gli smottamenti nel Pd, conseguenza della sconfitta alle elezioni rendono la situazione delle correnti estremamente fluida, con esponenti renziani che si allontano dal segretario e altri che cercano di tenere insieme le fila. Ecco qual è, al momento, la composizione delle aree Pd:

Matteo Renzi

Il segretario sta per passare il testimone a un reggente e, stando a quanto dichiarato dal capogruppo Pd alla Camera dei deputati, non si ricandiderà alle primarie. Potrà contare comunque su un folto numero di parlamentari con cui eventualmente orientare le scelte del partito.

L’Inner Circle renziano

– Maria Elena Boschi: braccio destro di Renzi fin dai tempi di Palazzo Vecchio.
– Luca Lotti: ‘uomo macchina’ al quale Renzi delega i dossier più delicati riguardanti il partito.
– Francesco Bonifazi: accanto a Renzi dai tempi in cui era segretario del circolo Pd “Vie Nuove” a Firenze.
– Tommaso Nannicini: consulente economico di Renzi, a lui il segretario ha affidato il programma Pd.

I renziani duri e puri

– Andrea Marcucci: occhi e orecchie di Renzi al Senato, i suoi tweet riportano la linea del segretario.
– Lorenzo Guerini: con Renzi in Anci, quando entrambi erano sindaci, l’uno di Firenze l’altro di Lodi.
– Ettore Rosato: nasce franceschiniano ma diventa uno dei più strenui difensori della linea del segretario.
– Dario Parrini: renziano della prima ora, è stato per anni segretario regionale Pd.
– Davide Faraone: l’uomo di Renzi a Palermo.
– David Ermini: con Renzi nella campagna per le primarie contro Bersani.
– Alessia Morani: avvocatessa di Pesaro, renziana della prima ora.
– Anna Ascani: convertita alla causa renziana dopo essere arrivata in Parlamento con Enrico Letta.
– Luciano Nobili: organizzatore dell’area Renzi e responsabile della campagna di Giachetti contro Raggi.
– Rosa Maria Di Giorgi: considerata una delle fedelissime di Renzi.

Area Renzi

– Carla Cantone: candidata simbolo di queste elezioni per l’impegno sindacale in Cgil.
– Roberto Giachetti: uno dei più strenui difensori di Renzi contro la minoranza di Bersani e Speranza.
– Filippo Sensi: portavoce di Renzi a Palazzo Chigi e poi al Nazareno, prima di dedicarsi a Gentiloni.
– Silvia Fregolent: torinese, fedelissima dell’ex premier ha guidato la commissione di garanzia del congresso.
– Lucia Annibali: una delle candidate simbolo, assieme a Carla Cantone e Lisa Noja, volute da Renzi.
– Davide Gariglio: segretario regionale in Piemonte ebbe a dire “meglio di Renzi solo de Gasperi”.
– Franco Vazio: una vita nei Ds, bersaniano, si è convertito al renzismo abbracciandone il rito ortodosso.
– Raffaella Paita: candidata fortemente voluta e difesa da Renzi in Liguria, sconfitta poi da Giovanni Toti.
– Maria Chiara Gadda: varesina, incaricata da Renzi per il dipartimento Lotta allo spreco alimentare del Pd.
– Mario Del Barba: frontman del leader Pd in commissione banche.
– Emanuele Fiano: incaricato da Renzi di redigere la prima bozza di legge elettorale, il Fianum.
– Lisa Noja: avvocata che si batte per i diritti dei disabili, accanto a Renzi alla presentazione dei candidati.
– Alfredo Bazoli: nasce prodiano, è passato a Renzi ed è stato tra i pochi a difenderlo dopo il flop urne.
– Elena Carnevali: si definisce “convinta elettrice del Pd e altrettanto convinta sostenitrice di Matteo Renzi”.
– Roger de Menech: uomo di fiducia di Renzi in Parlamento e soprattutto in Veneto.
– Alessandro Zan: a lui il segretario ha affidato la battaglia per le unioni civili alla Camera.
– Luciano D’Alfonso: presidente della Regione Abruzzo, fortemente voluto da Renzi in Parlamento.
– Salvatore Margiotta: di casa alla Leopolda, dice di Renzi “nessuno ha la sua stoffa”.
– Ernesto Magorno: “special one” dei dem calabresi e photobombing in tutte le iniziative con il segretario.
– Daniele Manca: primo cittadino di Imola definito da Renzi “uno dei migliori sindaci che abbiamo”.
– Matteo Richetti: considerato un nativo leopoldino ha avuto alti e bassi con il segretario.
– Simona Malpezzi: a lei Renzi ha affidato il compito di far passare il messaggio della Buona Scuola, ma fonti del Pd oggi la danno in avvicinamento a Graziano Delrio. Mino Taricco: esponente di punta del renzismo nella provincia di Cuneo.
– Giuseppe Cucca: segretario regionale Pd della Sardegna.
– Nadia Ginetti: secondo posto per lei nel listino in Umbria, dietro al Segretario.
– Luigi Marattin: braccio destro economico di Renzi.
– Antonello Giacomelli: sottosegretario al Mise, gia’ franceschiniano, oggi e’ in asse con Lotti.
– Laura Cantini: toscana, vicina al ministro Luca Lotti.
– Camillo D’Alessandro: assieme a Luciano D’Alfonso il nome forte del Pd in Abruzzo.
– Stefania Pezzopane: ex presidente della Provincia dell’Aquila, bersaniana convertita al renzismo (ma data in uscita dall’area Renzi).
– Umberto Del Basso Decaro: già sottosegretario alle Infrastrutture, fedelissimo del segretario.
– Piero De Luca: figlio del governatore campano, la sua candidatura ha destato polemiche.
– Vito De Filippo: ex sottosegretario alla salute con Renzi premier.
– Antonio Viscomi: vice presidente della Regione Calabria.
– Daniela Cardinale: figlia dell’ex ministro Salvatore, voluta da Renzi in corsa in Sicilia.
– Gavino Manca: assieme a Luigi Cucca e’ l’organizzatore dei renziani in Sardegna.
– Luigi Cucca: il secondo pilastro del renzismo nell’Isola.
– Tommaso Cerno: giornalista ed ex condirettore di Repubblica.
– Stefano Collina: per inquadrarlo Wikipedia scrive “vicino alla linea politica di Renzi”.
– Vanna Iori: ex bersaniana, si occupa di temi legati all’infanzia.
– Mauro Laus: già presidente del Consiglio regionale piemontese.
– Marco Di Maio: “il Di Maio buono” ebbe a dire Renzi di lui.
– Stefano Lepri: cattolico, si è opposto a Renzi solo in occasione del voto sulle stepchild adoption.
– Patrizia Prestipino: ultrà renziana, ha confessato di scambiare messaggi ed emoticon con il segretario.
– Lia Quartapelle: stimata da Renzi al punto da essere stata in predicato per diventare ministro degli Esteri.
– Andrea Romano: dalemiano negli anni Novanta, oggi è renziano e direttore di Democratica.

Sinistra è cambiamento

L’area di Maurizio Martina ha sostenuto la mozione Renzi-Martina al congresso e, dunque, è a tutti gli effetti in maggioranza. Gli smottamenti conseguenti la sconfitta e il ruolo di reggente che si appresta ad assumere il ministro dell’Agricoltura potrebbero cambiare lo scenario. Altri eletti, oltre a Martina, sono:
– Micaela Campana: entrata in Parlamento in quota Bersani e passata ai ‘Responsabili’ (altro nome per Sec).
– Mattia Mauri: milanese, uomo-organizzazione della corrente alla Camera.
– Roberto Rampi: brianzolo, al secondo mandato da parlamentare.
– Teresa Bellanova: una vita al sindacato, scelta da Renzi per ricucire con le parti sociali.
– Paola De Micheli: commissaria per la ricostruzione post-sisma succeduta ad Errani a Palazzo Chigi.
– Diego Zardini: segretario Pd a Verona.

Areadem

Si tratta della corrente che fa riferimento a Dario Franceschini, quella con il peso politico maggiore dopo i renziani. Ne fanno parte, tra i nuovi eletti:
– Luigi Zanda: duro lo scambio con i renziani in occasione delle dimissioni del segretario.
– Gianclaudio Bressa: unico non renziano eletto con il maggioritario al Senato.
– Daniela Sbrollini: deputata e responsabile sport Pd (ma molto legata a Ettore Rosato).
– Annamaria Parente: senatrice e responsabile Formazione del Pd.
– Bruno Astorre: romano di formazione democristiana, già assessore con Marrazzo, senatore dal 2013.
– Vito Vattuone: segretario del Pd a Genova, da verificare il suo avvicinamento all’area Renzi.
– Edoardo Patriarca: esperto di Terzo Settore.
– Laura Garavini: torna in Parlamento da senatrice eletta nella Circoscrizione.
– Sonia Ferrari: eletta in Senato, già commissaria del Parco della Sila.
– Caterina Bini: appartiene all’area di Franceschini pur avendo collaborato a stretto contatto con esponenti renziani di primo piano.
– Franco Mirabelli: è stato tra i franceschiniani a prendere posizione contro la scelta di Renzi di “decidere in solitudine” i prossimi passaggi alle Camere.
– Alberto Losacco: franceschiniano, si è avvicinato al segretario. Oggi fonti del Pd lo danno di nuovo in piena Areadem.

Dems

La corrente di Andrea Orlando nella quale sono confluiti anche alcuni esponenti di Sinistra Dem, area guidata da Gianni Cuperlo.
– Andrea Orlando: ministro della Giustizia, ha sfidato Renzi alle primarie.
– Barbara Pollastrini: cuperliana e vice presidente dell’assemblea dem.
– Susanna Cenni: al secondo mandato, Orlando ha battezzato la sua campagna elettorale in Valdelsa.
– Francesco Critelli: segretario del Pd a Bologna, si è schierato con Orlando al congresso.
– Andrea De Maria: già esponente cuperliano, ora sostiene Orlando contro la maggioranza.
– Andrea Giorgis: costituzionalista, in minoranza dal 2013 non ha seguito Bersani in Mdp e Leu.
– Alberto Pagani: ha dichiarato di scegliere Orlando “perché unico a garantire alternanza nel Pd”.
– Antonella Incerti: espressione dell’area Orlando nel reggiano.
– Monica Cirinnà: madrina della legge sulle Unioni Civili.
– Anna Rossomando: stretta collaboratrice di Orlando sui temi dei diritti dei detenuti.

Fronte democratico

L’area del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano conta tre eletti:
– Francesco Boccia: presidente della Commissione Bilancio della Camera e fedelissimo del governatore.
– Marco Lacarra: consigliere e segretario regionale del partito in Puglia.
– Ubaldo Pagano: giovane segretario provinciale sul quale scommette Emiliano.

I governativi

– Paolo Gentiloni: presidente del Consiglio, sostenuto dai padri fondatori Walter Veltroni e Romano Prodi, oltre che da Giorgio Napolitano, che lo vedrebbero bene a Palazzo Chigi anche nella legislatura che si sta per aprire.
– Pier Carlo Padoan: ministro dell’Economia sia con il governo Renzi che con quello Gentiloni.
– Maria Anna Madia: ministro della Pubblica Amministrazione, nasce veltroniana, oggi è considerata renziana.
– Dario Franceschini: ministro dei Beni Culturali, punto di riferimento di Areadem, la corrente di maggior perso politico nel partito dopo quella renziana. I rapporti con il segretario dem si sono fatti più tesi negli ultimi giorni.
– Roberta Pinotti: ministro della Difesa, schierata con Renzi dalle primarie perse dall’allora sindaco di Firenze contro Bersani
– Graziano Delrio: da renziano doc a punto di riferimento per chi cerca l’alternativa a Renzi nel partito.
– Maurizio Martina: ministro dell’Agricoltura e vice segretario del Pd. Sarà lui il “reggente” del partito fino al prossimo congresso.
– Valeria Fedeli: una lunga carriera nel sindacato culminata con la vice presidenza della European Worker Federation. Lascia il sindacato nel 2013 quando diventa senatrice e vice presidente di Palazzo Madama. Gentiloni la chiama a Palazzo Chigi per sostituire Stefania Giannini.
– Marco Minniti: ministro dell’Interno con il governo Gentiloni, apprezzatissimo anche da Renzi per la sua politica sui migranti, è stato anche sottosegretario alla presidenza del Consiglio con il governo D’Alema, ha ricoperto lo stesso ruolo con la delega ai servizi segreti durante il governo presieduto da Enrico Letta.

Gli altri

Un gruppo composito è poi quello degli eletti a cui non è possibile, al momento, attribuire una collocazione d’area.
– Roberto Morassut: veltroniano al fianco del padre fondatore Pd dai tempi della giunta di Roma.
– Walter Verini: collaboratore e amico di Walter Veltroni fin dagli anni Ottanta.
– Mauro Marino: piemontese, vicepresidente della fondazione Italia-Usa.
– Eugenio Comincini: eletto nella circoscrizione Lombardia 4 del senato dietro Simona Malpezzi.
– Francesco Giacobbe: senatore eletto nella circoscrizione estero Australia.

Naturalmente, agli eletti e alle correnti del Partito Democratico, vanno aggiunti gli alleati del centro sinistra, dai socialisti-ambientalisti-prodiani di Insieme, ai radicali, col sostegno dei cattolici di Tabacci, di +Europa, passando per la Sudtiroler Volks Partei e l’Union Valdoten. Questi eletti rispondono a sensibilità diverse, difficili da inquadrare con le categorie delle correnti Pd.

+Europa

– Bruno Tabacci: eletto nell’Uninominale Camera Lombardia, cattolico e leader di Centro Democratico, è stato vicino a Giuliano Pisapia prima che il progetto di Campo Progressista naufragasse.
– Emma Bonino: già ministro degli esteri con Enrico Letta, sostituita da Renzi con il quale, prima dell’alleanza, ha duramente polemizzato per la politica adottata sui migranti.
– Riccardo Magi: segretario dei radicali per Emma Bonino, è il braccio destro della leader.
– Alessandro Fusacchia: eletto con +Europa nella circoscrizione estero, ex capo di gabinetto del Miu con il ministro Stefania Giannini. In precedenza agli esteri con Emma Bonino e al Mise con Passera.

Lista Civica Popolare

– Beatrice Lorenzin: uninominale Camera, Emilia Romagna.
– Pier Ferdinando Casini: uninominale Senato, Emilia Romagna.

Insieme

– Riccardo Nencini: segretario nazionale Psi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con Renzi e Gentiloni, eletto nell’uninominale del Senato.
– Serse Soverini: prodiano e collaboratore del Professore dai tempi di Palazzo Chigi.

Svp

– Albrecht Plangger, Renate Gebhard, Juliane Unterberger, Reinhard Durnwalder.

Unione Valdotaine

Albert Laniece

Sorgente: Chi sta con chi? La mappa definitiva delle correnti del Pd

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