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Al via la Direzione Pd, Martina: “A chi ha vinto l’onore e l’onere di governare” – Rai News

Renzi assente: “Tornerò all’assemblea, e li spiegherò le mie ragioni”. Ha aperto la direzione il vicesegretario Maurizio Martina, che riceverà il mandato di guidare il partito fino al congresso: “Guiderò il partito con massima collegialità”. Cuperlo: “Sconfitta incalza padri nobili e chi ha piantato la tenda altrove”. Oggi si vedrà se le correnti andranno all’attacco o rimanderanno l’offensiva finale  Il Pd dopo la sconfitta: le aree e gli eletti, ecco chi sta con chi Orfini: governo con M5s sarebbe la fine del Pd Renzi: il mio ciclo si è chiuso. Non faremo da stampella a Lega o M5S, giochi chi ha vinto Rosato: Renzi non parteciperà alle primarie. Martina reggente Pd. Orlando: nessun accordo con M5S Orfini: Renzi si è dimesso, basta discussioni. Ma Orlando: ora gestione collegiale Calenda si iscrive al Pd, Gentiloni ringrazia. Portavoce Renzi: falso che va a sciare
12 marzo 2018
E’ iniziata senza Matteo Renzi, al Nazareno, la Direzione del Partito Democratico chiamata a esprimersi sui prossimi passi da compiere dopo le dimissioni del segretario. Ha aperto il presidente Matteo Orfini, che ha letto la brevissima lettera di dimissioni di Renzi: “Preso atto dei risultati elettorali rassegno le mie dimissioni ti prego di convocare l’asssemblea, in quella sede spiegherò le ragioni delle dimissioni”. Quindi, la relazione del vicesegretario Maurizio Martina. Martina: “Guiderò il partito con massima collegialità” “La segreteria si presenta dimissionaria a questo appuntamento. Ma io credo sia importante che continui a lavorare insieme a me in queste settimane che ci separano dall’Assemblea. Con il vostro contributo cercherò di guidare il partito nei delicati passaggi interni e istituzionali a cui sarò chiamato. Lo farò con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso. Chiedo unità” dice il vicesegretario nella sua relazione. Dovrebbe essere lui incaricato di condurre il partito fino all’assemblea che si terrà entro il 5 aprile. “Tocca a chi ha ricevuto maggior consenso l’onore e l’onere del governo del paese” “La nostra sconfitta è stata netta. Intendiamo rispettare profondamente il voto di tutti gli italiani e saremo coerenti con gli esiti del 4 marzo- conclude Martina- Ora tocca a chi ha ricevuto maggior consenso l’onore e l’onere del governo del paese. Noi continueremo a servire i cittadini, dall’opposizione, dal ruolo di minoranza parlamentare” con la “responsabilità” che il Pd ha sempre dimostrato. Martina conferma quindi “profonda stima” e fiducia nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella, cui va l’applauso della direzione. Delrio: “Staremo all’opposizione, seri e responsabili” “Abbiamo ricevuto una cartolina netta, chiara, dagli elettori. Noi staremo dove ci hanno messo gli elettori: all’opposizione”. Una opposizione “seria, responsabile, costruttiva” dice Graziano Delrio nel suo intervento: “Quando il Paese si renderà conto che le promesse saranno irrealizzabili, gli elettori chiederanno conto”, afferma. Cuperlo: “Diamo fiducia a Martina, è tempo di svolta” “Ho apprezzato la relazione di Maurizio Martina, a partire dal giudizio sincero sul voto. Per la sinistra è stato il dato peggiore della storia dell’Italia repubblicana- afferma Gianni Cuperlo- Oggi deve essere il tempo della verità e della svolta. Perdiamo per un vuoto decennale di identità. Martina ha ragione sulle cause di questa sconfitta e bisogna ripartire dalle idee. Dovremo dare fiducia a Maurizio e costruire subito la collegialità necessaria per affrontare questa fase. Il Partito democratico c’è, ora dimostriamo che questa sconfitta non è un destino”. “Sconfitta incalza padri nobili e chi ha piantato la tenda altrove” “Le radici della sconfitta affondano almeno negli ultimi 10 anni. Pararsi dai guai rovesciando tutta la responsabilità sul segretario che si è dimesso – cui va la mia solidarietà sul piano umano – sarebbe una soluzione senza onestà” aggiunge Cuperlo. “Questa sconfitta interroga e incalza l’intera classe dirigente del Pd: partito, governo, padri nobili, minoranze, chi ha scelto di piantare la tenda altrove e ha raccolto pochissimo – continua con riferimento anche al risultato di LeU alle elezioni -. Sono responsabilità diverse perché c’era chi ha comandato e chi no, chi ha sempre applaudito e chi no, chi ha chiesto di cambiare per tempo e chi no. Ma poiché la sinistra rischia di dileguarsi, questo non può che essere un tempo di verità e di svolta”. Oggi l’offensiva finale delle correnti? Oggi si vedrà se le correnti andranno all’attacco o rimanderanno l’offensiva finale contro il segretario dimissionario e i suoi. Sarà, infatti, l’assemblea l’appuntamento cruciale per capire se il Pd supererà o meno il renzismo. E sarà quella la sede in cui Matteo Renzi tornerà a spiegare le sue ragioni. L’orientamento attuale è quello di non celebrare un vero e proprio congresso con le primarie, ma di nominare un segretario-reggente, come fu per Guglielmo Epifani, che restò in carica un anno dopo le dimissioni di Pierluigi Bersani. “Personalmente – ha spiegato Orfini – non penso che convocare le primarie tra tre mesi sarebbe la soluzione migliore perchè torneremmo a discutere di nomi e non delle ragioni della sconfitta”. Al momento non ci sono candidati ufficiali, ma molti quelli accreditati Candidati ufficiali al momento non ce ne sono, ma quelli accreditati di una possibilità sono già molti. Il presidente del Lazio Nicola Zingaretti potrebbe raccogliere un vasto consenso, ma non subito (vista la recente rielezione), piuttosto quando saranno convocate le primarie, tra almeno un anno. Un punto di convergenza potrebbe essere rappresentato dal ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, un “diversamente-renziano”, cattolico, già sindaco, che potrebbe mettere d’accordo varie componenti. Tra i nomi che circolano ci sono poi quelli dello stesso Martina, di Michele Emiliano (che ha ottenuto il 10% alle scorse primarie), di Carlo Calenda, anche se il diretto interessato nega ma chiede di “riattivare le iscrizioni e renderle più semplici”. Ma la corsa alla segreteria, per quanto già partita in modo sotterraneo, si giocherà a cominciare da martedì e comunque dovrà partire dai numeri. L’assemblea è a maggioranza renziana L’assemblea è a maggioranza renziana, e se i sostenitori dell’ex premier si dicono certi di poterla conservare, gli avversari sono al lavoro per il “ribaltone”. Ma certo non sarebbe facile eleggere un segretario reggente “contro” Renzi, che pur avendo fatto un passo indietro non intende farsi processare e condannare come unico responsabile della sconfitta. Per questo, anche lontano da Roma, è in stretto contatto con i suoi fedelissimi, che oggi hanno però smentito la notizia di un ‘summit di renziani’. E’ “totalmente falsa”, hanno scritto in una nota congiunta la sottosegretaria Maria Elena Boschi, il ministro Luca Lotti e il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi. Intanto prosegue il dibattito interno su eventuali alleanze: il nodo sono i 5S Intanto, nel Pd prosegue il dibattito interno su una eventuale alleanza di governo. Per Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, il Pd deve dare un “appoggio esterno” a un governo del M5s: “Non ha i numeri, gli si daranno i voti per farli governare e si condivideranno quei punti che sarà possibile condividere”. Prospettiva che viene nuovamente respinta da Matteo Orfini. Per il presidente Dem un’alleanza con il M5s è “contro natura” e “qualora dovessimo sostenere un governo con il Movimento 5 Stelle sarebbe la fine del Pd”. Invece le presidenze di Camera e Senato ad esponenti di Lega e Movimento 5 Stelle sarebbe un fatto “legittimo: hanno vinto le elezioni; penso che sarà la base per costruire un governo insieme”. “Il Pd non voterà mai per un esecutivo Di Maio”, è la netta chiusura del senatore renziano Andrea Marcucci.

Sorgente: Al via la Direzione Pd, Martina: “A chi ha vinto l’onore e l’onere di governare” – Rai News

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