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“Ad Amburgo l’alta qualità della vita per le famiglie non è utopia: dallo Stato asili gratis, sussidi e tanti aiuti per chi lavora” – Il Fatto Quotidiano

Giordana è una napoletana trapiantata in Germania, dopo avere lavorato come architetto a Barcellona e a Dubai. E ora vive nella città tedesca insieme ai suoi due bimbi e al marito. E a differenza dell’Italia, dove l’aiuto dei genitori sarebbe indispensabile, ad Amburgo sanità e servizi per le famiglie e l’infanzia sono tanti e funzionano. “Cosa non va? Sarò banale, ma il clima è tremendo”

“No no, qui non è come in Italia, dove l’aiuto dei genitori è fondamentale: noi possiamo reggerci sulle nostre gambe. Mio marito ed io siamo infatti dei professionisti e ad Amburgo veniamo valutati e pagati come tali. La qualità della vita è molto alta, e ci consente anche mettere da parte dei soldi per fare quello che ci sta più a cuore: viaggiare in tutto il mondo, insieme ai nostri due bambini”. Giordana è una napoletana trapiantata in Germania. Prima di approdare qui, ha lavorato come architetto quasi dieci anni in Spagna, a Barcellona, e sei mesi a Dubai dove era stata chiamata da un’azienda giapponese responsabile del Dubai Metro Project, per  partecipare alla progettazione delle due linee metropolitane della città. “Sono andata per fare un po’ di cash”, dice ridendo. Ancora prima, per otto mesi, aveva fatto il giro del mondo per intervistare noti architetti come Kuma, Legorreta, Mad, Ando, dei paesi più diversi. Incontri dai quali è nato un libro, ArchitecTour, uscito nel 2010. Poi la decisione definitiva, per il paese più freddo – “Sono passata dai 40 gradi a Dubai ai meno 15 di qui”, racconta – dove però l’aspettava il fidanzato e futuro marito Stephan, conosciuto nell’affascinante Baia di Halong, in  Vietnam.

Massaggi e linfodrenaggi? Li passa lo Stato (e pure la psicoterapia) – La vita di Giordana è quella di una madre con figli in un paese dove le famiglie sono aiutate, la maternità è tutelata, ma soprattutto la conciliazione tra lavoro e famiglia non è un’utopia irraggiungibile ma una cosa semplice e persino ovvia. “Qui ho trovato la quadratura del cerchio”, spiega. “Ho un part time verticale con contratto a tempo indeterminato, e lavoro lunedì e martedì 8 ore e mercoledì 4, per un totale di 20 ore. Ad Amburgo gli asili sono del tutto gratuiti per le prime 25 ore, così io non pago nulla e posso godermi il mio bambino più piccolo nel resto della settimana; che sarà anche l’ultimo, visto che ho quasi 44 anni e cinque biglietti aerei per i nostri folli viaggi comincerebbero ad essere pesanti”.

Qui ho trovato la quadratura del cerchio. Ho un part time verticale con contratto a tempo indeterminato

Ma non è tutto. Lo Stato tedesco dà ad ogni bambino, indipendentemente dal reddito dei genitori e fino a 18 anni (o 25 se si va all’università) 180 euro al mese (il cosiddetto Kinder Geld). A disposizione dei genitori ci sono inoltre numerose strutture gratuite per le famiglie, dove si svolgono varie attività: sportive, nuoto compreso, ma non solo. “Il mio grande ha passato un periodo di irrequietezza: ci hanno consigliato un percorso di psicomotricità in una bella palestra non lontana da casa, totalmente gratuito e sotto la supervisione di volontari competenti. È stato utilissimo”. Qui in Germania per la sanità bisogna pagare un’assicurazione che varia a seconda del reddito: “Io pago 400 euro”, spiega Giordana, “ma metà di questa cifra la paga il datore di lavoro. Se vi sembra tanto, pensate che in questo importo è incluso davvero tanto, dal dentista ad alcuni farmaci, corsi di ginnastica post parto e molto di più: mio marito ha fatto un ciclo di massaggi col fango per la schiena e io una serie di linfodrenaggi durante la gravidanza, tutti coperti dall’assicurazione”. E poi c’è anche l’assistenza psicologica: “Quando mio marito ha avuto 18 mesi fa un problema di salute, dopo abbiamo avuto appoggio psicologico mirato alle strategie usate per  evitare stress inutile all’interno della famiglia. Ci è servito tantissimo, davvero”.

Lavoratori mai abbandonati e bambini protetti – Ma è soprattutto sul tema del lavoro e della protezione dei lavoratori che si misura la civiltà di questo pur freddo paese. “Esiste un sussidio di disoccupazione che dura un tempo proporzionato agli anni in cui si è stati impiegati “, spiega Giordana, “ma nessuno lo prende a lungo, perché trovare lavoro è possibile. Quando prendi l’assegno di disoccupazione qui lo Stato ti controlla, in senso positivo: tengono sotto esame il tuo conto corrente, ti chiamano per fare corsi di aggiornamento, ti assistono. Insomma non sei abbandonato. Se poi il periodo con diritto alla ricezione dell’assegno di disoccupazione scade e tu non hai ancora un lavoro, non resti senza nulla come in Italia. Qui ricevi un aiuto sia per la casa, che per le bollette e per gli alimenti, specialmente se hai bambini. A noi fortunatamente non è mancato mai il lavoro, ma conosciamo diverse persone che usufruiscono di questi sussidi”.

Quando prendi l’assegno di disoccupazione qui lo Stato ti controlla, in senso positivo

E a proposito di bambini: la Germania è uno dei paesi con la più alta tutela dell’infanzia del mondo. Si comincia con la gravidanza. “Quando sei incinta, nelle cliniche ti invitano a degli incontri dimostrativi, con tanto di buffet, dove ti chiariscono temi  come la percentuale di tagli cesarei o la percentuale di episiotomie e relative motivazioni. I parti sono gestiti interamente dalle ostetriche, e gli ospedali sono molto efficienti. Per colazione la mattina ti portano un carrello di vivande dove puoi scegliere persino il tipo di pane”. Ma la vera misura che fa la differenza nella vita di un bambino viene dopo, perché lo Stato invia sia un’ostetrica per aiutare la madre nel post parto (“Un giorno sì un giorno no nelle prime settimane, poi a scalare per i prime cinque mesi”), sia anche un’assistente sociale che si accerta che il bambino venga trattato bene, sia desiderato, si trovi in una situazione adatta. Non solo. “L’assistente sociale svolge anche un servizio esplicativo informando le mamme sulle attività dei consultori dove fare visite pediatriche gratuite, seguire un corso di baby massage, ricevere assistenza sull’allattamento, prendere un caffè con le altre mamme”.

Se il clima è brutto si parte per luoghi lontani – Non c’è proprio nessun aspetto negativo che ci aiuti a riprenderci dopo il racconto di tanta civile meraviglia? “È banale, lo so”, risponde, “ma il tempo è tremendo. Il problema non è il freddo, ma la mancanza di luce. Per me che sono cresciuta a Napoli è quasi insopportabile. E poi parliamoci chiaro, i tedeschi sono un po’ freddi e poco flessibili, se devi organizzare qualcosa, anche un caffè, devi mandargli una mail una settimana prima e a volte nemmeno funziona”. Per entrambi i problemi, però, Giordana ha trovato una soluzione: “Mi muovo molto nella comunità italiana di Amburgo, vivace ed affiatata, organizzo workshop di cucina per bambini per favorire l’utilizzo della lingua italiana in gruppo, gestisco gli incontri di un gruppo di adulti per lo scambio di libri e film in lingua italiana, organizzo spesso eventi. Quanto al clima, beh, ogni volta che i bambini hanno le vacanze partiamo. Ricordiamo però che in Germania è vietato prelevare un bambino e portarlo all’estero durante il periodo scolastico, si può incorrere in problemi legali non da poco o addirittura essere bloccati in aeroporto dalla polizia, è già successo. Bisogna tener presente che loro hanno 14 settimane di vacanza diffuse in tutto l’anno, ad esempio nel 2018 ad Amburgo in estate le lezioni finiscono il 5 luglio e il 15 agosto si rientra sui banchi. Così per resistere al grigiore amburghese viaggiamo spesso. I nostri bambini sono stati in 5 continenti, dal Giappone all’Australia, dalla Florida alle Seychelles, grazie, come dicevo, a uno stile di vita sociale che ti permette di vivere in tranquillità e di gestire i tuoi soldi per le attività disimpegnate e non di sopravvivenza. I racconti dei nostri viaggi li potete trovare nel mio blog, aperto ormai dieci anni fa“.

I tedeschi sono un po’ freddi. Mi muovo molto nella comunità italiana di Amburgo, vivace ed affiatata

L’ultima domanda è sulla discussione pubblica sugli immigrati. È vero che in Germania c’è un dibattito sull’ipotesi di ridurre il welfare per gli immigrati europei ed extraeuropei? “No, non è vero come si vuol pensare, a parte la destra che però c’è ovunque”. “Qui – conclude Giordana – c’è una forte volontà di integrazione, che parte anche dalla lingua, visto che lo Stato paga a noi immigrati un corso di lingua fino al livello B1. In generale, comunque, tutti sono consapevoli che gli immigrati siano una risorsa, che gli expat siano importantissimi per il paese. A partire dall’aumento demografico fino ad arrivare alla sua economia”.

Sorgente: “Ad Amburgo l’alta qualità della vita per le famiglie non è utopia: dallo Stato asili gratis, sussidi e tanti aiuti per chi lavora” – Il Fatto Quotidiano

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