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 A San Francisco dei passanti sfondano delle auto autonome

In California, dove le vetture autonome solcano le strade, alcuni residenti non vedono di buon occhio l’arrivo di queste nuove tecnologie nello spazio pubblico. I più virulenti addirittura degradano alcune macchine. Comportamenti che ne ricordano altri.
Immesse in circolazione in California da settembre 2012, le auto autonome sono state progettate per proteggere le strade americane. Il paese sta vivendo un preoccupante aumento del numero di vittime della strada negli ultimi anni: più del 21,5% in tre anni. Il risolutore tecnologico applicato alla sicurezza stradale promette di salvare molte vite riducendo un importante fattore di rischio: quello umano.
Tuttavia, a San Francisco, alcuni abitanti esprimono la loro ostilità verso queste macchine senza conducente. Un rapporto del Department of Motor Vehicles della California, pubblicato da The Los Angeles Times, spiega che un terzo degli incidenti che coinvolgono automobili autonome sono stati deliberatamente innescati dall’uomo.


Come riporta il Guardian, il primo incidente di quest’anno risale al 10 gennaio. Nel leggendario quartiere Mission di San Francisco, un pedone si è precipitato su un veicolo autonomo della GM Cruise mentre stava aspettando che dei passanti attraversassero la strada. Secondo il Guardian, l’individuo “urlava contro la macchina, picchiando ripetutamente sul suo paraurti”. In un altro incidente del 28 gennaio, a pochi isolati dal primo, un tassista uscì dal suo veicolo per colpire la finestra del passeggero dello stesso modello di auto. In entrambi i casi, non è stata presentata alcuna denuncia.

“Rage against the machines” (Rabbia contro le macchine)

Questa non è la prima volta che alcuni abitanti nella zona di San Francisco, il cuore mondiale dell’innovazione tecnologica, maltrattano le macchine. A dicembre 2017, un rifugio per animali ha dovuto fare a meno del suo robot di sicurezza Knightscope che pattugliava l’edificio in seguito a denunce da parte di residenti e senzatetto che affermavano di essere stati molestati dal robot.


Una persona arrivò addirittura a mettere una trappola al Knightscope per degradarlo colpendolo e versando salsa barbecue nei suoi circuiti. Ad aprile un uomo ubriaco aveva già attaccato un automa dello stesso modello a Moutain View, la città della Silicon Valley che ospita la sede di Google.

Questi incidenti non sono di certo i primi. In particolare, ricordiamo le disavventure del povero robot HitchBOT nel 2015. Questo piccolo automa creato da un team canadese aveva lo scopo di osservare la reazione degli umani di fronte ai robots. Così, HitchBOT ha allungato il pollice da solo sulle strade tedesche e canadesi, arrivando persino a percorrere tutto il paese senza problemi. Ma quando arrivò negli Stati Uniti, il viaggio del robot fu rovinato. Dopo alcuni giorni di viaggio sul suolo americano, la carcassa del robot autostoppista è stata trovata in diversi pezzi sul lato di una strada a Philadelphia.

HitchBOT quindi non ha potuto scoprire il continente americano a causa dell’ostilità percepita da alcuni cittadini statunitensi nei confronti dei suoi simili e di coloro che li concepiscono. Soprattutto quando questi ultimi provengono dalla Silicon Valley.

Una radicalizzazione dei nemici della tecnologia

Questa rabbia sembra cristallizzarsi in particolare a San Francisco, sede di un grande numero di dipendenti di grandi aziende come Google, Yahoo! o Amazon. Quest’ultimo ha istituito autobus speciali per trasportare i dipendenti sul luogo di lavoro. E questi, facilmente riconoscibili nel traffico, sono stati il bersaglio di un movimento più strutturato di queste manifestazioni solitarie.

« Difendere le nostre città contro le devastazioni del tecnocapitalismo »

Dimostrazioni pacifiste e degradazioni varie sono state alcuni anni fa la vita quotidiana di questi autobus e dei loro occupanti che sono, secondo gli attivisti, responsabili dell’aumento dei prezzi e della disoccupazione nella città californiana e nei suoi dintorni. Il più virulento come il collettivo “The CounterForce” salì persino sul tetto degli autobus per vomitare su di essi. L’obiettivo di questo gruppo anarchico è “Difendere le nostre città contro le devastazioni del tecnocapitalismo“, come rivelato da un articolo del Monde nel 2014.


Sempre nel 2014, nel bar della città, un’editorialista high-tech che indossa dei Google Glass, gli occhiali per realtà aumentata della compagnia statunitense (ritirati dal mercato nel 2015), è stata violentemente presa di mira da diverse persone. Insultata, contestata e perfino privata dalla borsetta, la giovane donna suscitò la rabbia dei clienti abituali che temevano di essere filmati e guardati a loro insaputa. Durante il suo assalto, parzialmente filmato dagli occhiali, una donna arriva a dire: “State distruggendo questa città!”.

Le autorità iniziano ad agire

Ben consapevoli della gravità della situazione, le autorità californiane hanno deciso di reagire. L’anno scorso, una consigliera comunale di San Francisco, Jane Kim, ha lanciato una campagna chiamata Jobs of the Future Founds, che mira a tassare più severamente i robot che “rubano” il lavoro degli umani, come spiegato da Wired.

« Non tutte le innovazioni sono buone per la società»

Nel dicembre 2017, la città ha anche approvato una legge per limitare la consegna di robot in città. Un altro consigliere comunale ha detto al Guardian: “Non tutte le innovazioni fanno bene alla società. Se non valutiamo la nostra società e la fortuna poter andare in un negozio senza essere schiacciati da un robot … Cosa sta succedendo?” Tante misure che mirano a calmare lo sfpgo di questi potenziali neo-luddisti e a rendere San Francisco un po ‘più … umana.

Sorgente: VOCI DALLA STRADA: A San Francisco dei passanti sfondano delle auto autonome

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