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Pietro Secchia: comunista

“Polemizzando con Amendola, ossia la destra del partito, nel 1968 Secchia scrive a tale proposito nel suo diario: “Non è pensabile di fronte a un movimento rivoluzionario di tanta importanza prendersela con le esagerazioni più estremistiche e anarcoidi. La rivoluzione non si è mai fatta nell’ordine. Anche per quanto riguarda le forme di lotta… non si può, da un lato, preparare le masse a condurre forti lotte economiche e politiche, a impegnare una lotta più decisa contro la Nato e il Patto Atlantico, a saper fronteggiare eventuali tentativi di colpo di stato e dall’altro lato sparare a zero contro i giovani che sanno affrontare la polizia, che si allenano alle lotte più dure…”. ……….”Dobbiamo spiegare in modo molto chiaro, senza lasciar dubbi, che il passaggio dai rapporti di produzione capitalisti al socialismo non avverrà attraverso la progressiva approvazione di una leggina dietro l’altra, di una elezione dopo l’altra al punto che un bel giorno ci ritroveremo in regime socialista senza nemmeno accorgercene come se fossimo tranquillamente seduti su un treno..”………..”si comincia con l’accettare una cosa oggi un’altra domani, si ingoia il no che ci viene alle labbra, e d’un tratto ci si trova immersi in una nuova politica, da cui tornare indietro è impossibile”…………Pietro Secchia

Sorgente: da ricerca face book

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