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Macerata, il questore Vincenzo Vuono rimosso per il corteo di Forza Nuova – Corriere.it

Contestata una «catena di errori» cominciata subito dopo la sparatoria di Luca Traini e terminata sabato sera alla fine del corteo antirazzista

di Fiorenza Sarzanini

È stato prima messo «sotto tutela» e poi rimosso. Accusato di aver commesso «una catena di errori» cominciata subito dopo la sparatoria di Luca Traini e terminata sabato sera alla fine del corteo antirazzista. Per questo da ieri mattina Vincenzo Vuono non è più questore di Macerata.

La versione ufficiale

Sostituito appena tre mesi dopo la nomina avvenuta il 20 novembre scorso. Vanno a vuoto i tentativi del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di ridimensionare la vicenda, negando che ci siano stati problemi e parlando di «normale avvicendamento» con Antonio Pignataro. La verità è che la gestione della piazza è stata giudicata inadeguata dal capo della polizia Franco Gabrielli e in accordo con il ministro Marco Minniti si è deciso di «cambiare passo». Una decisione clamorosa e certamente inaspettata.

Si torna dunque a sabato 3 febbraio, quando Luca Traini, 28 anni, spara all’impazzata dalla sua auto in corsa e ferisce sei stranieri. La campagna elettorale si infiamma sul tema della sicurezza, numerosi partiti e associazioni annunciano di voler manifestare a Macerata. CasaPound programma un sit in per il 7 febbraio, Forza Nuova risponde con una fiaccolata per il giorno successivo, l’Anpi organizza un corteo antirazzista per sabato 10 febbraio. Un affollamento che convince il sindaco Romano Carancini a lanciare un appello: «Si fermino tutte le manifestazioni, si azzeri il rischio di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze, che non vogliamo». I promotori del corteo si adeguano e immediata arriva la presa di posizione di Minniti: «Ringrazio Anpi, Cgil, Arci e Libera che hanno accolto la richiesta in questo momento così delicato per la città, che ora ha bisogno di pace e di tranquillità. Mi auguro che altri lo facciano. Se questo non avverrà, ci penserà il ministro dell’Interno ad evitarle».

L’attacco di Forza Nuova

Il primo stop è per Forza Nuova. La fiaccolata viene vietata. L’unica concessione, visto che si tratta di una manifestazione elettorale, è che alcuni militanti si riuniscano in un locale dove parla il leader Roberto Fiore. Ma il programma non viene rispettato. Poco dopo le 20 una cinquantina di militanti va verso il centro di Macerata, tentano di entrare in pieno centro a piazza della Libertà. Evidentemente nessuno ha provveduto a impedirlo ed è questa la contestazione principale che viene mossa al questore. Quando la polizia tenta di fermare gli attivisti è ormai troppo tardi. Ci sono scontri e manganellate, una decina di manifestanti vengono portati in questura, il bilancio è di sei agenti feriti. Il dibattito politico esplode con nuove polemiche.

Il dirigente del Viminale

Alcune sigle annunciano che sabato saranno in piazza. La seconda contestazione al questore è quella di non aver trattato adeguatamente con i promotori della marcia visto che era stato proprio Minniti ad annunciare che non si sarebbero consentiti cortei. Si decide dunque di mandare a Macerata Massino Zanni, il capo del servizio Ordine Pubblico del Viminale, insieme a due funzionari.

È proprio lui a gestire la mediazione che porta a un cambio di percorso del corteo: viene autorizzata la marcia, ma fuori dal centro città. A sera dal Viminale filtra «la soddisfazione perché tutto è andato per il meglio». Il questore Vuono è già stato trasferito a Roma e messo a disposizione del capo della polizia per un nuovo incarico.

Sorgente: Macerata, il questore Vincenzo Vuono rimosso per il corteo di Forza Nuova – Corriere.it

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