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Di chi è la colpa del Burian? – La Stampa

Di chi è la colpa del Burian?

 

Il grande freddo che ha colpito e sta ancora colpendo la nostra Penisola in questi giorni è stato provocato da grandi masse di aria gelida arrivate sul Mediterraneo da Nord-Est. Perciò è stato erroneamente associato al Burian, o Buran, il vento delle steppe che soffia in questa direzione sulle pianure della Siberia e che in Italia è sempre stato definito Bora (nella Rosa dei Venti il vento di Nord-Est è indicato in realtà come Grecale). Queste masse d’aria non arrivano però dalle steppe asiatiche e dunque a portarle da noi, se si vuole essere precisi, non è stato davvero il Buran. Il freddo polare è arrivato proprio dall’Artico, spiega il dottor Silvio Davolio, ricercatore dell’Isac, l’Istituto per lo studio del clima e dell’atmosfera del Cnr, ed è stato causato da un comportamento anomalo di un fenomeno atmosferico che viene chiamato Vortice polare stratosferico .

Photo credits University of Maine Climate Re-analyzer   «Il Vortice polare stratosferico è una circolazione ciclonica, un anello quasi circolare di correnti che avvolgono il Polo Nord dall’autunno alla primavera in senso antiorario, da Ovest verso Est, in direzione opposta a quella della rotazione terrestre e a un’altezza tra i 10 e i 40 chilometri dal suolo, in quella che viene chiamata appunto stratosfera. È stato descritto già negli anni Quaranta del Novecento ed è provocato dal raffreddamento della zona più settentrionale del globo quando smette di essere riscaldata dal Sole. Infatti si dissolve con la primavera».

Da qualche tempo i meteorologi come Davolio hanno capito che non sempre questo Vortice resta uguale. L’energia degli strati più bassi dell’atmosfera a disturba la sua monotona. Quando questo succede, l’aria all’interno del Vortice si riscalda ed esso può spezzarsi in due vortici più piccoli in un meccanismo che viene chiamato Polar Vortex Splitting.   I due vortici che si creano smettono di avere il centro sul Polo Nord.

È una specie di terremoto atmosferico, che però succede ad altissima quota. Uno degli effetti possibili è che lo smottamento si trasmetta alle zone più basse dell’atmosfera: il surriscaldamento della stratosfera può innescare così il movimento di grandi masse di aria fredda a livello della troposfera, cioè tra la Terra e 10-15 chilometri di altitudine, dove si svolgono i fenomeni meteorologici che ci riguardano più direttamente. Ed è proprio quello che è accaduto in queste settimane.   Questa volta l’aria fredda dall’Artico e dalla Russia Settentrionale, lambendo la Lapponia, ha preso la strada dell’Europa Centro-orientale e poi del Mediterraneo. Tra qualche giorno si sposterà verso Est, verso il Mar Nero.   Nel frattempo attorno al Polo la temperatura è più alta del solito e superiore allo zero. In passato, nel 2014, l’aria fredda si è diretta verso il Canada e gli Stati Uniti con effetti che quattro anni fa sono stati così intensi da dare origine anche a una voce di Wikipedia e a studi scientifici, e da diffondere negli Usa la conoscenza del Polar Vortex e dei suoi effetti.

Sorgente: Di chi è la colpa del Burian? – La Stampa

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