Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Chi vota per Liberi e Uguali ? – nuovAtlantide.org

Liberi, uguali e diversi. Una indagine demoscopica
1. I tratti socio-demografici delle scelte di voto

Quali sono i caratteri dei votanti di LeU ? Dove trova un terreno più fertile di ascolto ? Avevo un debito verso Desogus, oltre che con la sociologia elettorale, e adesso sono in condizioni di onorarlo. La base di riferimento è una vasta indagine campionaria (2400 casi) sulla popolazione elettorale dell’Emilia-Romagna. Allo scopo prenderò in esame in chiave comparativa alcuni tratti socio-demografici dei votanti, evitando di fornire le stime di voto, per ragioni di segreto istruttorio, e limitandomi a dire, en passant, che la stima di LeU è incoraggiante. Ed eccoci al dunque.

I votanti di LeU sono anagraficamente giovani e nel fiore dell’età. Quasi il 70 % ha meno di 55 anni, con contingenti molto forti di under 35 e di persone fra i 45 e i 54 anni. Comparativamente agli altri blocchi elettorali quello LeU figura come il più caratterizzato da questi due strati anagrafici. Solo gli elettori leghisti vi si avvicinano, mentre il M5S ha una stratificazione più in linea con la media. Quelli di Pd e Fi appaiono come gli elettorati più vecchi. In questi ultimi gli over 64 coprono un terzo dei votanti, mentre in LeU si limitano al 16%. Questo tratto ‘giovane’ dei votanti di LeU è inequivoco e peraltro confermato da altre indagini di carattere nazionale.

Questo aspetto anagrafico ha un immediato corrispettivo nella stratificazione sociale. Le persone inattive (pensionati e casalinghe, con grande prevalenza dei primi) costituiscono oltre la metà dei votanti del Pd e di Fi, anche in questo assai simili. Una cifra che in LeU si ferma al 30 %, la più bassa di ogni altro partito.

Leu è anche il primo partito in termini di incidenza relativa dei lavoratori manuali (operai, in modo preponderante, e lavoratori autonomi tradizionali). Solo la Lega tiene il passo toccando il 16 % laddove LeU è al 17 %. Pd ed Fi sono i partiti dove gli operai contano relativamente di meno, sotto l’8 %.

Aspetto ancor più interessante è quello relativo al blocco dei disoccupati e dei precari, cioè la parte più disagiata della società. Anche in tal caso l’elettorato dove è più elevata la loro incidenza è quello di LeU, con una cifra prossima al 10 % e più che doppia rispetto a quanto si evidenzia nei votanti degli altri partiti – Pd, more solito, fanalino di coda.

Unico aspetto in cui LeU, Pd, ed anche M5S, si somigliano è qiuello relativo ai ceti ‘superiori’ (imprenditori, dirigenti, professionisti), confinati su grandezze residue. I partiti di destra si confermano come i destinatari più importanti dei flussi di voto di questi ceti, più in Fi che nella Lega, più in Fd’I che in Fi.

Se si considera che LeU è anche il partito che contiene dentro di sè una quota di impiegati superiore a quella che riguarda gli altri partiti, si tra la conclusione che LeU, nel suo piccolo (of course), è la formazione che presenta l’elettorato socialmente più attivo e più espressivo delle classi medio-basse, ovvero del lavoro dipendente operaio-impiegatizio, e degli strati più disagiati (disoccupati e precari). Un primato avvicinato solo dalla Lega, che appare, in termini di bacino sociale, come la più diretta concorrente. Il M5S è il più allineato alla media sociale, mentre il Pd e Fi, si ingrossano traendo a sè le più vaste componenti di inerzia sociale. Il comportamento dei pensionati e degli anziani in genere si deve non solo alla più marcata passività socio-culturale e all’orientamento geneticamente più conservatore, ma anche al fatto specifico che le misure in materia pensionistica hanno colpito assai di più i futuri pensionati, ovvero gli ‘attivi’, che la popolazione già in quiescenza. Nel caso dell’Emilia-Romagna agisce inoltre un più forte e tradizionale elemento di fidelizzazione verso il Pd, ancora percepito secondo una sequenza lineare che ne fa l’evoluzione ‘naturale’ del Pci.

Si può dunque concludere che almeno una parte del messaggio di LeU (centralità del lavoro, dell’occupazione, dei diritti ecc.) mostra di poter penetrare la base sociale assunta come referente dell’offerta di rappresentanza, contendendo la penetrazione della destra leghista, la più socialmente ed elettoralmente dinamica delle tre componenti che strutturano la destra. Certo si tratta di indicatori relativizzati ai singoli segmenti elettorali (in termini di massa, ad esempio, il M5S attrae il numero più elevato in assoluto di operai), ma comunque indicativi. L’incipit è buono ma ci sono ampi margini di miglioramento.

Scusandomi per la bruttezza dei grafici (non sono riuscito a convertirli in Jpeg se non fotografandoli) anticipo che a seguire fornirò altre interessanti indicazioni sull’agenda problematica degli elettori e sulle singolari evoluzioni dell’auto-coscienza politica.

Sorgente: Chi vota per Liberi e Uguali ? – nuovAtlantide.org

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Adsense