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Verso il voto, il rebus liste

Rush finale per la definizione delle liste per le elezioni del 4 marzo, lunedì alle 20 si chiude. La domanda che tutti si fanno è: dove verrò candidato? Ai tempi del Rosatellum, nessuno può dormire sonni tranquilli. I leader sono tutti al lavoro per comporre gli elenchi, diventati un vero e proprio rebus: dal centrodestra al centrosinistra – Pd, Forza Italia, M5S, Lega, Leu – ogni partito sta valutando con attenzione le ultime mosse prima della scadenza.

PD – Programma pronto, liste no: questa, al momento, la situazione nel Partito democratico. “Ora si parla solo di liste ma credo che ai cittadini interessi poco. Quando lunedì alle 20 saranno depositate tutte, finalmente potremo parlare di idee” ha detto Matteo Renzi. Prosegue comunque senza sosta il lavoro del team del Nazareno, riunito in modalità permanente fino alla Direzione che, salvo novità, dovrebbe slittare a venerdì: comporre il puzzle delle candidature non è semplice per il segretario dem. Ieri Renzi, tra le altre cose, ha avuto un incontro con Riccardo Nencini e Giulio Santagata sul tema della visibilità da dare a Insieme. Giornata di Incontri anche con i leader delle aree interne, Andrea Orlando e Michele Emiliano (che in Puglia premerebbe per tre posti sicuri). Tra i nodi da sciogliere resta sempre la questione delle scelte degli esponenti di governo: per molti (Gentiloni a Roma1, Padoan a Siena, Franceschini Ferrara, Delrio Reggio Emilia, Madia Roma nord ovest, Lotti Empoli, Pinotti Genova, De Vincenti Campania, Martina Milano) la pratica è quasi chiusa, ma restano da individuare i seggi nel proporzionale. Intanto il ‘tormentone’ Marco Minniti si è chiuso: correrà nelle Marche. Per lui è arrivato il via libera del partito locale per l’uninominale a Pesaro-Urbino (come la richiesta di avere Gentiloni nel proporzionale). Il titolare del Viminale non dovrebbe correre in Calabria, dove non dovrebbe esserci nemmeno Maria Elena Boschi (ipotesi circolata nei giorni scorsi per Reggio Calabria o Crotone): la sottosegretaria potrebbe essere uno dei pochi Big a correre solo nel proporzionale, in diverse Regioni, come Toscana e in Trentino forse. Alcuni territori sono però in subbuglio per le scelte del Nazareno, in nome della richiesta di avere parlamentari locali. A Bologna, per esempio, i dem locali hanno ingoiato con malumori la candidatura di Pier Ferdinando Casini all’uninominale del Senato (che resterebbe in campo), mentre al proporzionale in città potrebbe esserci Teresa Bellanova o Carla Cantone. Tutti nomi di ‘esterni’, insomma. In Toscana, dove la fila dei candidati per un posto sicuro è lunghissima, il partito di Prato è in fermento per l’ipotesi di candidare Beatrice Lorenzin (ma circolava anche il nome di Emma Bonino). Resta sempre un mosaico difficile da mettere insieme, quello in Campania. Nel totonomi è finita anche, come anti-Di Maio nel collegio di Pomigliano, la giovane ricercatrice Annalisa Allocca, 32 anni di Marigliano, che con l’Infn di Pisa ha contribuito alla lavoro sull’osservazione delle onde gravitazionali premiato con il Nobel per la Fisica 2017. Inoltre, è ‘count down’ al Pd anche per le liste estere, che come le altre dovranno essere presentare nel weekend. In ballo ci sono 12 deputati e 6 senatori da eleggere nelle ripartizioni Europa e Africa del nord, America settentrionale e centrale, Asia, Oceania e Antartide e America meridionale.

FORZA ITALIA – Ufficialmente tutti i parlamentari forzisti uscenti dovrebbero essere riconfermati. Ma Silvio Berlusconi, raccontano fonti azzurre, vuole valutare attentamente ogni candidatura, nome per nome. Per non ritrovarsi poi in Parlamento voltagabbana pronti a cambiare casacca. Il Cav sta quindi studiando ad Arcore la composizione delle liste e il risiko dei collegi – maggioritari (da ripartire con gli alleati Lega e Fdi e la ‘quarta gamba’) e plurinominali – assieme ai suoi fedelissimi. Intanto, in dirittura d’arrivo, ci sono le liste per i seggi all’estero del centrodestra: si eleggono, con le preferenze, 6 senatori e 12 deputati.

LEGA “Non ho ancora guardato i nomi, le liste si depositano domenica. La Lega non è mai stata così forte, candiderò chiunque si riconosce nel motto della Lega ‘prima gli italiani'” ha fatto sapere Matteo Salvini.

CENTRODESTRA – Anche la ‘quarta gamba’ del centrodestra sta lavorando alle liste ed è pronta a schierare tutti i suoi leader come capolista nel proporzionale. Il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, dovrebbe correre nel Lazio, dove sfiderebbe il premier Paolo Gentiloni. Maurizio Lupi, invece, si presenterebbe in Lombardia, mentre Flavio Tosi in Veneto. Raffaele Fitto, uno dei fondatori di ‘Noi con l’Italia’, a quanto si apprende, ancora non avrebbe deciso se candidarsi o meno: scioglierà la riserva oggi, quando Nci e l’Udc dovranno definire la griglia dei nomi nei collegi plurinominali e maggioritari. Renzo Tondo, raccontano fonti parlamentari, scenderà in campo – sempre nel listino bloccato – in Friuli e Michele Iorio in Molise. Saverio Romano, leader di ‘Cantiere popolare’, correrà nella sua Sicilia. Per l’ex ministro degli Affari regionali, Enrico Costa, sarebbe pronto un seggio di fascia alta in Piemonte.

M5S – Liste in chiusura anche per il Movimento 5 Stelle. “Stiamo chiudendo le liste per gli uninominali – ha annunciato ieri il candidato premier pentastellato, Luigi Di Maio -: ci saranno molte sorprese, molti nomi noti che faranno tremare i polsi agli altri partiti che credono di aver già vinto”.”Molte persone stanno addirittura ricevendo telefonate dai leader di altri partiti che gli dicono ‘ti prego non ti candidare con M5S, ti rovini’. Allora chiamano me e mi dicono: ‘guarda ho deciso di candidarmi con voi'” ha aggiunto Di Maio. “Tra qualche giorno li presenterò tutti insieme e conoscerete il dream team” ha poi detto, spiegando che tra i candidati ci saranno persone provenienti dal mondo delle forze armate, dell’imprenditoria e dell’università.

LIBERI E UGUALI – In queste ore si attende l’ok di Pietro Grasso, che sta seguendo in prima persona la definizione delle candidature. Al momento ci sono alcuni punti fermi ma le cose potrebbero cambiare anche all’ultimo. Tensioni in Sicilia e in Sardegna, dove è scoppiata la grana ‘paracadutati’ che potrebbe costare il posto a Michele Piras; ma anche in Calabria, dove l’ipotesi che Nico Stumpo (plenipotenziario sulle liste di Leu) corra come capolista nelle due circoscrizioni calabresi Nord e Sud sta provocando un terremoto locale. Al momento Grasso è candidato capolista a Roma e Palermo, Laura Boldrini a Milano, anche se si parla di una possibile sfida con Marco Minniti nell’uninominale a Pesaro. Roberto Speranza è candidato nell’uninominale in Basilicata e nel proporzionale a Roma e in Toscana, Nicola Fratoianni a Pisa sia nell’uninominale che nel proporzionale e anche in Piemonte, Pippo Civati in Lombardia. Per quanto riguarda i big: Massimo D’Alema è al Senato in Salento, Pier Luigi Bersani nel proporzionale Camera in Emilia e in Veneto, Vasco Errani a Bologna nell’uninominale e capolista proporzionale in Senato in Emilia. E ancora, Sergio Cofferati in Liguria e Gugliemo Epifani in Campania. Ma non è ancora del tutto certo. Tra gli uscenti riconfermati Federico Fornaro, Giorgio Airaudo e Nerina Dirindin in Piemonte, Giovanna Paglia e Cecilia Guerra in Emilia; sarà capolista in Veneto al Senato Davide Zoggia, Arturo Scotto a Napoli, Paolo Fontanelli al Senato in Toscana, Stefano Fassina a Roma e Alfredo D’Attore nel Lazio. Tra i nuovi l’ex presidente Legambiente Rossella Muroni – che sebbene toscana potrebbe essere dirottata in Puglia – e la ‘pasionaria’ del ‘No al referendum’ Anna Falcone. Anche la ex direttrice di YouDem Chiara Geloni potrebbe avere un posto: uninonimale a Carrara.

Sorgente: Verso il voto, il rebus liste

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