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Tra i diecimila turisti bloccati a Cervinia “Siamo rimasti anche senza carburante” – La Stampa

Chiusa l’unica strada che porta al paese. La Protezione civile: non uscite di casa

LUCA FORNOVO
CERVINIA

«Sono rimasto due ore a spalare la neve per liberare il mio fuoristrada e poi vengo a scoprire che la strada è stata chiusa. Siamo bloccati qui e non posso andare a sciare da nessuna parte». Federico contempla con amarezza la pista semivuota del Cretaz: solo qualche bambino con lo slittino e una manciata di sfegatati dello snowboard, che risalgono a piedi. Come migliaia di turisti, è un po’ disperato: «La nostra vacanza è rovinata, ci tenevo così tanto a portare i miei figli a sciare». Cervinia si è svegliata ieri sepolta da due metri di neve e completamente isolata. Secondo le stime del Comune, sono circa 10mila i turisti bloccati: 3.500 negli alberghi e 7mila in case e residence. Un po’ meno rispetto al pienone di Capodanno.

 

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La grande paura ora è per «le maree bianche». La commissione valanghe ha deciso ieri alle 15 di chiudere la strada tra Cervinia e Valtournenche, in entrambi i sensi dal Lago Blu alla frazione di Singlin, permettendo ai turisti che volevano tornare a casa di scendere fino alle 17. «Stavo ciaspolando a Champleve – spiega Paul, un esperto alpinista – e in meno di un’ora ho visto tre slavine. Il livello d’allarme è stato alzato a 4, colore rosso, quasi il massimo: con il 5, il nero, che prevede che non possa neppure uscire di casa».

 

Due valanghe si sono poi staccate nella zona di Perrères, una ha raggiunto la strada; altre slavine hanno lambito la pista del Ventina e l’hotel Principe delle nevi a Cervinia. Il pensiero dei più anziani, come Rocco che sorseggia un caffè nella Casa dello Sport, va subito a quella maledetta valanga del 1978 alla Cava. «Provocò sei morti, rimasero sepolti in macchina». Ma basta andare indietro di due anni per ricordare la valanga che arrivò fino in paese nell’area del Golfo. Il soffio, come chiamano qua la massa d’aria spostata dalla valanga, aveva addirittura aperto le finestre di molte case del centro. L’atmosfera suggestiva da inferno bianco è stata resa ancora più drammatica dall’appello di ieri della Protezione civile che ha sconsigliato ai turisti «di uscire dai luoghi chiusi se non strettamente necessario», sottolineando che «chi volesse lasciare Cervinia deve farlo al più presto». Già, ma andarsene da Cervinia è una parola. La strada è bloccata e anche il carburante è diventato merce rara. «Siamo rimasti senza diesel e verde – spiega il benzinaio – i mezzi di rifornimento non sono più arrivati». A complicare le cose poi sono anche i turisti. «Molti – dice Andrea, che lavora in centro di noleggio sci – sono venuti quassù senza catene e rimangono per strada, finendo per bloccare gli altri automobilisti». Ma ruspe e mezzi spazzaneve qui sono un piccolo esercito molto attivo già dalla mattina per pulire le arterie principali e le strade secondarie. «Non come 15 anni fa – racconta Daniele, proprietario dell’hotel Jumeaux, uno degli alberghi storici di Cervinia, costruito alla fine dell’Ottocento – che a Sant’Ambrogio c’è stato chi ha dovuto passare la notte in macchina».

 

In serata l’ultimo bollettino meteo infonde un po’ di speranza. La tempesta Eleanor dovrebbe dare una tregua, ma molto breve: da oggi a partire dalla tarda mattinata fino a sabato pomeriggio. Poi domenica e lunedì si ricomincia. Ancora neve, probabilmente altri 2 metri. Con molte piste di sci chiuse, il dilemma dei turisti confinati a Cervinia è «e adesso che si fa?». Per fortuna attrazioni e divertimenti non mancano: la pista da pattinaggio e di ice-kart, il go-kart della neve, e una miriade di centri benessere e spa. Per chi vuole fare shopping poi, di negozi, dalla moda ai gioielli, ce n’è a bizzeffe. Di sicuro chi bada poco ai disagi e sembra divertirsi tanto sono i bambini. Sempre in mezzo al manto bianco a fare pupazzi o battaglie a colpi di palle di neve.

 

Sorgente: Tra i diecimila turisti bloccati a Cervinia “Siamo rimasti anche senza carburante” – La Stampa

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