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SYRIZA fa bene alla salute… dei Greci e degli immigrati – Argyrios Argiris 

SYRIZA fa bene alla salute… dei Greci e degli immigrati:
Aumenta X 5 la spesa per gli ospedali, abolisce i ticket e caccia privati e corruzione
di Argiris Panagopoulos

Dopo l’ingresso di quasi 2,5 milioni di cittadini greci e di tutti gli stranieri nel sistema sanitario nazionale, tagliati fuori dalle politiche della destra, dei socialisti del PASOK e della Troika, l’assunzione di miglia di medici ed infermieri si intensificano gli sforzi del governo di SYRIZA per migliorare le strutture sanitarie pubbliche e per la creazione di un nuovo modello di assistenza, mentre sono stati aboliti tutti i ticket ed è stato cancellato o abbassato di molto il costo delle medicine per la maggior parte delle persone.
Il governo di SYRIZA attraverso la sua “corretta” amministrazione ha superato il duro commissariamento e ha fatto sì che la spesa per gli ospedali si sia moltiplicata per cinque in due anni e mezzo, arrivando ai 744 milioni di euro nel 2017, dopo aver registrato 576 milioni nel 2016 e 143 milioni nel 2015. Nel 2018 la spesa per gli ospedali arriverà ad un nuovo record superando gli 800 milioni di euro.
Se non bastasse tutto questo, va notato che, grazie all’amministrazione onesta il sistema ha ottenuto un surplus di 745 milioni a fronte del deficit di 243 milioni di due anni fa.
Se uno vuole fare il bilancio del governo di SYRIZA solo per quello che si è fatto nel settore della Sanità pubblica si vede che aveva ragione, Alexis Tsipras e Syriza, e chi torto quando il Luglio e il Settembre del 2015 SYRIZA non voleva mollare il paese alle politiche criminali della Nuova Democrazia e del Pasok per tornare all’opposizione e vedere la continuazione della distruzione del paese, come pretendevano i compagni della sinistra… inutile Lafazanis e Konstantopoulou o Varoufakis, che gira l’Europa per trovare visibilità e spazio perché in Grecia sembra che è finita l’era che gli correvano indietro telecamere e fotografi. Tra “traditori”, “puri e duri” e narcisisti qualcuno ha salvato prima di tutto le persone e anche il paese e qualcuno è rimasto perfino fuori dal parlamento e senza… flash.

La Sanità pubblica è per tutti
Il viceministro della Sanità Paulos Polakis è orgoglioso del suo operato e si domanda dove invece andassero a finire i soldi per la Sanità sotto i precedenti governi del PASOK e di Nuova Democrazia, visto che anche sotto il commissariamento gli ospedali sono passati ad avere un avanzo di 340 milioni nel 2017 a fronte di un deficit di 935 milioni nel 2015.
Intanto il ministero della Sanità continua ad assumere personale a tempo indeterminato negli ospedali. Nel 2018 è prevista l’assunzione di altri 2.760 medici a tempo indeterminato e di altre 3.900 operatori sanitari, sempre con contratti a tempo indeterminato.
Il governo di SYRIZA, che non ha mollato il paese ai corrotti, ha fatto una battaglia per la creazione di nuovi posti di lavoro abbassando di 7% la disoccupazione, al 20% dal 27%, portando al Sinistra Sanitario nuovi… contribuenti che hanno portato nelle casse degli ospedali e nel sistema sanitario pubblico almeno 400 milioni di più, facendo arrivare il livello di liquidità degli ospedali a 700 milioni di euro. Con le positive previsioni per l’economia greca il ministro della Sanità aspetta un’altra boccata d’ossigeno nelle casse degli ospedali dai contributi dei nuovi lavoratori, dal momento che la disoccupazione in Grecia continuerà a scendere. Per il governo di SYRIZA però anche questo non basta perché dopo sette anni di austerità la spesa sanitaria in Grecia ammonta al 5,1% del Pil, quando la media in EU ammonta al 6,5% – 7%.

Viceministro della Sanità Polakis: “Si è seccato l’albero della corruzione”
Il governo di SYRIZA continua la sua battaglia contro le case farmaceutiche, registrando alcune vittorie, come per esempio quella sui medicinali contro la Epatite C, ma anche le dure reazioni di alcune case farmaceutiche, come la Roche. La battaglia per diminuire di più i pressi delle medicine continua senza sosta.
Il ministro della Sanità aspetta la fine dei Memorandum dell’agosto del 2018 puntando sulla fine del duro commissariamento e la possibilità di muoversi in un’altra maniera per accelerare ancora di più le assunzioni del personale e negoziare nuovi contratti con i fornitori e le case farmaceutiche.
“La serra che coltivava le tangenti nel settore pubblico non produce più frutta”, ha detto il viceministro della Sanità Polakis, sostenendo che la cacciata dei privati dagli ospedali ha già fatto risparmiare allo stato ben 90 milioni di euro. Secondo Polakis questa politica sarà portata avanti fino a quando andranno via dagli ospedali tutti i privati che hanno appalti di servizi di pulizia, mensa o sicurezza, perché le convenzioni firmate sono scandalose e le condizioni di lavoro vergognose e ricordano… le galere.
La cosa però più emblematica della rottura con la corruzione nel settore della Sanità è stata consumata nel Centro di Prevenzione e Controllo delle Malattie KEELPNO, che per un anno aveva bloccato le assunzioni di migliaia di infermieri e medici, ma le convezioni da banditi che firmava evaporavano l’85% delle sue risorse. Quando il governo di SYRIZA è arrivato anche all’amministrazione di KEELPNO la spese per la pulizia sono diminuite del 85%, mentre per la sua “sicurezza” si spendevano quasi 2,5 milioni, ma negli ultimi mesi dopo una dura battaglia sono andati via i privati e le persone sono state assunte regolarmente per il loro bene e per il bene delle casse dello stato.

Ministro della Sanità Xanthos: “L’austerità fa male alla salute”
Quando il ministro della Sanità Andreas Xanthos è andato all’Assemblea Generale del Organizzazione Mondiale della Sanità nel maggio del 2017 a dire che “l’austerità fa male alla Salute” e che “la sostenibilità della Sanità ha come precondizione la sua significativa diminuzione”, perché la Sanità pubblica “è un campo privilegiato per cancellare le diseguaglianze, stabilire i diritti umani ed avere una redistribuzione sociale ed equa dello sviluppo” era chiaro che la sua riforma per l’istituzione dei Centri di Cura Primaria e la rivendicazione di contrattare con le case farmaceutiche portava ad uno scontro molto grande perché dietro questo tema ci sono interessi molto grandi e molti, ma molti molti… soldi.
Xanthos non ha alcun dubbio sul fatto che le farmaceutiche devono abituarsi all’idea di vedere i loro profitti diminuire perché i pazienti devono avere le medicine a prezzi accessibili. “L’eliminazione delle diseguaglianze nella Sanità e nell’accesso alle medicine rappresentano le condizioni della coesione e sopravvivenza delle società contemporanee”, ha insistito Xanthos, continuando la sua battaglia presentando in Grecia il “Progetto politico e strategico per combattere la corruzione nel sistema Sanitario”.
“Dobbiamo invertire la privatizzazione passiva della Sanità. Dobbiamo prendere cura delle persone che non hanno contributi e assistenza sanitaria, perché siamo uomini e non facciamo parte della fiesta di corruzione nel sistema Sanitario. I nostri avversari politici affrontano la questione della corruzione come un campo di confronto micropolitico, lasciando intatto il sistema che riproduce l’illegalità. Il nostro obiettivo è invece quello di invertire il clima sociale per “l’immunità” del sistema politico”, ha detto Xanthos, proponendo la riforma della Sanità in Grecia anche in chiave di distruzione dei circuiti di corruzione con il controllo dei fornitori e la razionalizzazione della spesa.

Salute pubblica… contro corruzione e clientelismo
Il governo di Alexis Tsipras ha cercato fin dall’inizio di rompere le catene di corruzione, clientelismi e malaffari nel settore della Sanità pubblica cominciando una vera guerra contro l’invasione dei privati negli ospedali pubblici, con controlli ferrei negli appalti ed una dura contrattazione dei prezzi dei farmaci, che in Grecia costano già almeno la metà di quello che costano in Italia.
Il ministro della Sanità Andreas Xanthos ha cominciato a “buttare nel cestino” nel vero senso della parola i privati che gestivano le pulizie degli ospedali e avevano trasformato le loro lavoratrici in schiave contemporanee. Con la circolare n.4368/2016 ha permesso agli ospedali pubblici di “disintossicarsi” dal monopolio dei privati, cominciando a controllare se i privati pagavano le lavoratrici e se le pagavano con degli stipendi convenuti, aprendo così la strada per le lavoratrici di poter firmare con gli ospedali pubblici contratti di assunzione direttamente senza l’intermediazione dei privati. Cosi la direzione degli ospedali poteva assumere direttamente le lavoratrici per la pulizia, le mense ecc. con tutte le procedure legali.
Per queste lavoratrici l’apertura delle porte degli ospedali pubblici con una vera e propria assunzione, con tutte le garanzie del pubblico, è stato un sospiro del sollievo, anche perché lavorano le stesse ore o anche di meno e ricevono ormai salari migliori con tutte le garanzie previste dalle leggi.
Vediamo però alcuni esempi…

“Evangelismos”: Caccia dei privati dal maggior ospedale greco
“Abbiamo mandato via il più grande appaltatore di pulizie anche dal più grande ospedale del paese, nonostante la guerra spietata fatta sotto ogni profilo. Duecento cinquanta lavoratrici nel settore delle pulizie con contratti hanno cominciato a prestare il loro servizio all’ospedale di “Evangelismos” [di Atene]. Congratulazioni alla direttrice e a tutto il personale amministrativo dell’ospedale che hanno lavorato duramente per raggiungere questo risultato”, ha detto il 10 gennaio del 2018 il viceministro della Sanità Paulos Polakis.
Nell’ospedale “Evangelismos” i lavoratori impiegati dai privati sembrava percepissero tra i 1.540 – 1.570 euro netti al mese, ma in realtà a mala mena arrivavano a 800 euro con la maggioranza di loro che prendere tra i 400 e i 800 euro al mese. Il resto dei 8,7 milioni l’anno, pagati per i contratti, andava in tasca del privato, finché l’ospedale ha assunto direttamente le lavoratrici togliendolo di mezzo.

L’ospedale di Trikala (Tessaglia)
“In un momento storico in cui tutto si riduce a numeri e consumo, in cui i lavoratori sono stati trattati come servi della gleba, Constantina Kouneva ha messo di fronte la sua altura, ha costruito le proprie Termopili… dicendo no ai privati ricordando loro che i lavoratori hanno diritti”, ha detto il 2 Agosto del 2017 il direttore dell’ospedale di Trikala in Tessaglia Dimitris Parthenis fiero che l’ospedale che dirige “è stato il primo ad aver cacciato le imprese private di pulizia” presentando in una serata estiva l’eurodeputata di SYRIZA di origine bulgara Constantina Kouneva, che era stata aggredita con acido nel viso dai guardiani di una impresa di pulizie perché cercava di organizzare un sindacato nel settore e rivendicare i loro diritti.
“Un anno dopo da quando abbiamo completato la cacciata dei privati la direzione vuole annunciare che una parte importante dello sviluppo dell’ospedale viene dalle risorse che abbiamo risparmiato mandando via gli appaltatori”, ha aggiunto Parthenis, riconfermando la constatazione di tanti altri ospedali.

L’ospedale di Giannina (Epiro)
L’ospedale di Giannina nell’Epiro non ha cacciato solo via i privati ma ha preso l’iniziativa di portare in tribunale i privati perché non avevano pagato le loro lavoratrici per 500.000 euro, pur essendo obbligati dai contratti firmati con l’ospedale. Questi 500.000 euro di stipendi non pagati alle lavoratrici ma risultavano conteggiati tra i profitti nei libri dell’azienda privata. Nella stessa città la direttrice di una ditta di pulizia all’Università aveva aggredito seriamente una lavoratrice che aveva rifiutava di firmare che aveva pulito molti più spazi per aumentare le entrate della ditta. L’Associazione dei Lavoratori Amministrativi dell’Università ha denunciato il caso.

L’ospedale di Kavala (Macedonia)
L’ospedale di Kavala, nella Macedonia vicino a Salonicco, ha mandato via i privati dai settori delle pulizie e delle mense guadagnando 630.000 euro e dimostrando che non “fabbrica” più… debiti. La direzione dell’ospedale ha invitato i lavoratori a creare anche una cooperativa per mostrare la loro solidarietà alle persone colpite dalla crisi.
Dall’agosto del 2016 l’ospedale non ha rinnovato l’accordo di 1,41 milioni con il privato per le pulizie e ha assunto i suoi 75 lavoratori. Questi 75 lavoratori hanno visto quasi raddoppiare i loro salari, hanno i loro giorni di ferie, turni di lavoro normali e legali e con il nuovo contratto lavorano ora solo cinque giorni la settimana. Alla fine dei conti l’ospedale ha scoperto dodici mesi dal momento che il costo complessivo di questa operazione costa solo 840.000 euro invece dei 1,4 milioni!
La direzione dell’ospedale alla fine del 2016 ha seguito lo stesso esempio anche per la mensa, dove il privato aveva 24 lavoratori che costavano 312.000 l’anno all’ospedale. Con i contratti di assunzione gli stessi lavoratori costano solo 250.000 euro, 62.000 di meno e con i lavoratori che lavorano con tutte le garanzie. Alla fine l’ospedale di Kavala risparmia 637.000 euro l’anno mandando semplicemente via i padroni di due società private e offrendo una nuova vita ai loro lavoratori.
Subito dopo la direzione dell’ospedale ha fatto un incontro con i fornitori e ha contrattato di nuovo tutto vedendo diminuire i prezzi delle medicine, dei materiali e dei servizi che offrivano senza un corrispettivo qualitativo delle prestazioni.
Però questo non bastava alla direzione dell’ospedale, che ha richiesto ai lavoratori che facevano lavori pesanti, nelle caldaie ecc., di costituire una cooperativa per prendere loro direttamente il lavoro attraverso una gara pubblica. Questa partita non è finita ancora, ma la direzione è convinta che i lavoratori che lavorano ora pee la ditta privata riusciranno a vincere la gara.
Lo stesso ospedale pagava 150.000 l’anno per il trattamento dei rifiuti pericolosi prodotti ad uno dei più grandi costruttori e fornitori di servizi della Grecia. Ora con una spesa che son supera i 140.000 euro per comprare i macchinari potrà gestire da solo il trattamento dei rifiuti risparmiando praticamente quasi.. tutto!
Durante l’inverno, che è abbastanza duro al nord della Grecia, l’ospedale apre le sue porte anche ai senza tetto.

L’ospedale di Kalamata (Peloponneso)
L’ospedale di Kalamata nel Peloponneso ha potuto risparmiare 348.000 euro all’anno dalla cacciata dei privati, applicando le circolari e la nuova legislazione sulla Sanità, risparmiando 256.000 dal settore delle pulizie, 65.000 dalla sicurezza e 26.000 dalla mensa con i lavoratori liberi da un datore che gli pagava appena 300 – 350 euro al mese e li lasciava senza paga per tre mesi l’anno. Oggi gli stessi lavoratori prendono almeno 780 euro al mese, il minino che si prevede per il loro lavoro, e hanno tutte le garanzie previste dalla legge.

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