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Siria, offensiva turca contro i curdi siriani. Usa: “Moderazione”. Erdogan: “Non ci tireremo indietro” – Repubblica.it

Le forze di terra turche sono entrate in azione contro i miliziani curdi dell’enclave di Afrin in Siria. Il governo di Ankara avrebbe preavvertito gli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato dal segretario della Difesa americano, Jim Mattis. Lavrov contro Washington, incoraggiano separatismo curdo

AFRIN – “Ramoscello d’ulivo” è il nome dato da Ankara all’operazione delle truppe turche nell’area curda di Afrin, nel nord-ovest della Siria. La ‘pace’ che il presidente turco Erdogan vorrebbe, cacciando dal cantone siriano le forze curde Pyd-Ypg, che lui definisce “terroriste” perché considerate affiliate al Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan che si batte per l’indipendenza dalla Turchia.

Dopo i raid aerei e gli intensi bombardamenti a colpi di artiglieria pesante, lanciati sabato che hanno distrutto 108 dei 113 obiettivi previsti, domenica Ankara ha dato il via alle operazioni via terra. L’Esercito libero siriano (Els), sostenuto dalla Turchia, avanza da est, mentre le truppe d’elite di Ankara, penetrano da nord.

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Le forze armate turche hanno esteso l’operazione militare al distretto di Azaz, a est della regione di Afrin. A riferirlo è l’agenzia di stampa turca Anadolu, che cita un comunicato dello Stato maggiore turco, pubblicato intorno a mezzogiorno di oggi. Il premier turco Binali Yildirim ha detto che l’operazione mira a creare una “zona di sicurezza” con una profondità di 30 km dal confine turco siriano. Erdogan giura vendetta, spalleggiato dalla Russia, non si tirerà indietro. Un missile avrebbe colpito il confine turco nella provincia di Hatay: “I colpevoli pagheranno un prezzo altissimo per questo”. “Prenderemo il controllo di Afrin così come è successo a Jarablus, Rai, Al Bab, i siriani potranno tornare nelle loro case”.

Immediate le reazioni: dalle proteste del presidente siriano, Bashar al-Assad, alla decisione francese di convocare una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Tiepida invece la replica americana, visto che sono proprio gli Stati Uniti gli alleati dei guerriglieri curdi nella lotta contro l’Isis. Da Washington la portavoce del dipartimento di Stato, Heather Nauert, esorta Ankara alla “moderazione” e a evitare vittime civili.

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Come dice il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Jim Mattis, il governo turco aveva preallertato quello americano sull’inizio dell’offensiva. Mattis spiega che Ankara ha dei “legittimi” motivi di preoccupazione per la situazione nell’area. “La Turchia si è comportata in modo trasparente”, sostiene, “ci ha avvertito prima che lanciassero l’azione dicendoci che era loro intenzione muoversi in consultazione con noi, e al momento noi lavoriamo attraverso il ministero degli affari Esteri”. Fonti della milizia curda in Siria sostengono che l’esercito turco è stato respinto.

Secondo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, “Washington continua a “incoraggiare attivamente” il separatismo dei curdi in Siria. Da tempo gli Usa cercano in tutti i modi di scoraggiare i curdi dal dialogo con Damasco” sottolinea, “cercando di capire i motivi di tale politica non possiamo che supporre che si tratti o di mancata comprensione della situazione o di una provocazione cosciente”.

La Russia si opporrà fermamente ai tentativi dall’Occidente di usare l’organizzazione terroristica Jabhat al-Nusra per abbattere il regime siriano, prosegue Lavrov. “Gli Stati Uniti e la coalizione da loro guidata stanno facendo di tutto per risparmiare Jabhat al-Nusra, evidentemente per salvare questo gruppo terroristico e usarlo per rovesciare il regime in Siria: per noi è assolutamente inaccettabile e ci opporremo fermamente a tali tentativi”.

Lavrov comunica anche che la Russia ha deciso di invitare i rappresentanti curdi a partecipare al Congresso del dialogo nazionale siriano previsto per il 30 gennaio a Sochi. “Non c’è dubbio sul fatto che vada garantito il ruolo dei curdi nel processo di soluzione politica – dice Lavrov – È per questo che rappresentanti curdi sono stati inclusi nella lista dei siriani invitati al Congresso del dialogo nazionale”. Al momento non è previsto un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e le delegazioni che parteciperanno al Congresso, una possibilità che tuttavia non viene esclusa.

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Il Cremlino sta seguendo “con la massima attenzione” l’operazione dell’esercito di Ankara in Siria e i rappresentanti della Federazione russa “sono in contatto con la leadership siriana e turca a questo proposito”, dichiara il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, commentando le notizie secondo cui l’offensiva turca contro Afrin sarebbe coordinata con Mosca. A suo dire, il Cremlino ritiene “ancora fondamentale il principio di preservare l’integrità territoriale della Siria” e sta monitorando “da vicino gli aspetti umanitari, collegati a quanto sta accadendo nella zona di Afrin”.

Sorgente: Siria, offensiva turca contro i curdi siriani. Usa: “Moderazione”. Erdogan: “Non ci tireremo indietro” – Repubblica.it

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