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Radio Cora – COLPO ALLA ‘NDRANGHETA, MA SERVE UNO STRAPPO DALLA POLITICA

Articolo di Luca Soldi

È di questa notte una maxi operazione dei Carabinieri del Ros e di quelli del Comando provinciale di Crotone contro la ‘ndrangheta e quel mondo politico che sembra diventarne sempre più diretta emanazione.Le denunce degli organi dello Stato, del procuratore Gratteri, trovano riscontro in una importate operazione, denominata Stige, contro alcune ‘drine del calabrese: 169 gli arresti in corso di esecuzione dalle prime ore di questa mattina in diverse regioni italiane e in Germania, al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia.Ci sono degli arresti di assoluto rilievo che sembrano raccogliere ed evidenziare le preoccupazioni che ormai da anni arrivano dalla società civile, Libera in prima.Preoccupazioni per una deriva che rischierebbe di essere incontrollabile.Emerge la necessità di uno strappo forte e deciso che parta dalla politica per fare proprio dall’occasione del prossimo voto nazionale una svolta convinta.Fra i fermati di queste ore ci sarebbe anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla, sarebbe lui il volto eccellente delle 169 persone arrestate nell’ambito dell’operazione Stige. Parrilla, fra l’altro anche sindaco di Cirò Marina, sarebbe accusato di associazione mafiosa ed è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Oltre a Parrilla, ci sono altri due sindaci nel mirino degli inquirenti, quello di Strongoli, Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio, Angelo Donnici. Fra gli amministratori locali coinvolti ci sarebbero altre figure di spicco a dimostrazione di come la parola “infiltrazione” della ‘ndrangheta sia un puro eufemismo: figurano infatti anche il vice sindaco di Casabona Domenico Cerrelli e il presidente del Consiglio comunale di Cirò Marina Giancarlo Fuscaldo.Devastanti non solo per la realtà calabrese, le accuse rivolte ai 169 indagati si parte da associazione mafiosa, estorsione, peculato, turbata libertà degli incanti, per fermarsi alla corruzione e danneggiamento, reati tutti aggravati dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dall’indagine, curata dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dai pm Domenico Guarascio, Fabiana Rapino e Alessandro Prontera, la cosca Farao si sarebbe infiltrata in tutti i settori della vita economica e politica della zona di Cirò, dal porto, al commercio del pescato, dalla raccolta dei rifiuti al business dei migranti oltre che il settore turistico e naturalmente del gioco d’azzardo e le slot machine.Le indagini dei carabinieri del Ros si sarebbero indirizzare verso le attività criminali della cosca Farao-Marincola, una delle più potenti della Calabria con ramificazioni anche in altre regioni, in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia ma anche in Germania fra i ristoratori di origine calabrese. Le indagini hanno documentato l’infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in Italia che all’estero, circostanza che ha consentito alla cosca di strutturarsi come una vera a propria ‘holding criminale’ capace di gestire affari per milioni di euro.La cosca imponeva ai ristoratori di origine italiana della zona di Stoccarda, in Germania, prodotti di imprese legate a doppio filo ai propri interessi.Un pizzo camuffato dall’acquisto di vino, prodotti di pasticceria e semilavorati per la pizza.Tredici sarebbero le persone che sono state arrestate per estorsione in Germania. Secondo l’accusa, gli emissari della cosca Farao-Marincola erano divenuti i referenti dei ristoratori per la composizione di eventuali controversie che si venivano a creare.

Sorgente: Radio Cora – COLPO ALLA ‘NDRANGHETA, MA SERVE UNO STRAPPO DALLA POLITICA

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