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Essere professore a contratto all’università…per 3,75 euro l’ora | Euronews

Piuttosto vengo gratis e quei soldi dateli in beneficenza, ha scritto su Facebook un noto analista politico. La mappa e la situazione dei docenti universitari precari in Italia

Uno stipendio di 11€ netti all’ora per insegnare all’università, meno di quanto chiederebbe uno studente per dare ripetizioni al liceo, “è un compenso incompatibile con qualunque attività professionale”. Lo ha denunciato su Facebook a inizio gennaio Lorenzo Pregliasco, esperto di comunicazione politica, sondaggi ed elezioni tra i più noti in Italia.

Gli stipendi italiani sono un fattore di non competitività del nostro sistema

Gaetano Manfredi Rettore a Napoli e Presidente della CRUI

Per questa cifra, Pregliasco è stato chiamato ad una docenza magistrale all’Università di Torino. Anche quest’anno il laboratorio si terrà, ha comunicato, ma la cifra sarà devoluta in beneficenza. A Londra, per dieci giorni di docenza – non un semestre intero – la mia remunerazione è più di dieci volte tanto, scrive Pregliasco a euronews.

Nella sua situazione in Italia ci sono più di 25mila professori (26.162 stima il Coordinamento Nazionale Precari della Flc Cgil), praticamente 10mila in più rispetto al 1998 quando, secondo dati del Miur, erano 16.274. Per dare un’idea delle proporzioni, quelli “strutturati”, di prima o seconda fascia, sono poco meno di 33mila.

Si chiamano docenti a contratto e sono un caso di precariato didattico da manuale in Italia. 

Nel 2011 un decreto fissa la loro retribuzione dai 25 ai 100 euro lordi – a discrezione dell’ateneo – ma solamente per le ore di lezione frontale. Esami, ricevimento studenti, correzione delle tesi di laurea, viaggi, incarichi amministrativi, le ore passate a preparare le lezioni non sono pagate se non da alcuni atenei “virtuosi”.

De facto, in Italia un docente a contratto guadagna tra i 4,28 e i 17,14 euro lordo/persona per un corso di 60 ore e tra i 3,75 e i 15 euro lordo/persona per un corso di 30 ore.

Lo rivela un questionario della rete dei precari della didattica e ricerca Unibo in collaborazione con Flc-Cgil che mette a nudo di professori “malpagati, precari e spesso costretti a vivere di espedienti”, di cui parla anche Repubblica in un articolo dal titolo Il prof per campare fa le consegne.

Eppure il loro apporto al funzionamento della macchina universitaria è decisivo: l’85% dei prof. a contratto che hanno risposto al questionario bolognese svolge infatti un insegnamento curriculare, solo il 15% uno opzionale. Il tempo dedicato alle lezioni frontali – quello pagato, per intenderci – è circa il 22% del totale.

Vale a dire: i professori a contratto lavorano pro bono per il 78% del loro tempo.

“L’immagine del docente a contratto esterno è quella del professionista della Lamborghini che viene a fare lezione a Bologna e non ha bisogno di questi soldi, ma in realtà questa figura quasi non esiste”, commenta Barbara Grüning assegnista di ricerca, docente a contratto e coordinatrice della rete dei precari della didattica.

Non solo. Oltre la metà dei rispondenti, denuncia Grüning, “continua a lavorare anche quando il contratto è scaduto per garantire le sessioni d’esame e la continuità didattica agli studenti: garantiscono sulla propria pelle il diritto allo studente ad avere un servizio di qualità”.

Clicca qui per visualizzare i dati a tutto schermo se i grafici non dovessero funzionare su questa pagina

Sorgente: Essere professore a contratto all’università…per 3,75 euro l’ora | Euronews

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