Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Perché fioriscono le “liste 1 per cento” – Piovono rane – Blog – L’Espresso

fotografia d’archivio

Tra le pieghe più grottesche del Rosatellum c’è la questione dell’uno per cento, che un po’ fa ridere e un po’ fa piangere, ma in ogni caso sta avendo diverse conseguenze su queste elezioni (e ne avrà sul dopo).

La legge infatti prevede che i partiti in coalizione ottengono rappresentanza parlamentare propria se raggiungono il tre per cento, mentre se superano l’1 (ma stando sotto il 3) i loro voti vengono regalati al resto della coalizione (articolo 83 comma c).

Ad esempio: se la mitica e petalosa lista Lorenzin prendesse il 2 per cento, nessun rappresentante di quella lista entrerebbe in Parlamento, ma quel 2 per cento contribuirebbe – nella ripartizione dei seggi – alla coalizione del Pd.

Il meccanismo ha fatto fiorire diverse liste più o meno probabili che il 3 per cento difficilmente lo vedranno: tipo appunto “Civica Popolare-Lorenzin” (che sa ua volta tiene dentro cinque simboli, da quel che resta dell’Idv agli alfaniani) o “Insieme” (che sua volta contiene i socialisti di Nencini, i Verdi di Bonelli e Area Civica, vale a dire qualche ex prodiano sparso).

Sotto il 3 per cento (al momento, secondo i sondaggi) è anche +Europa (cioè Bonino e radicali col supporto di Tabacci).

Il quadro potrebbe allargarsi a un’ulteriore lista, quella sponsorizzata da Verdini con il simbolo del vecchio Pri, sempre che Renzi alla fine se li prenda.

Anche il centrodestra ha una lista che potrebbe prendere più dell’uno ma meno del tre, quella di Cesa e Fitto che si chiama Noi per l’Italia. «Saremo determinanti per la vittoria», dicono i due, e si capisce che si riferiscono anche a un eventuale risultato tra l’1 e il 3, dato che comunque porterebbero acqua a Berlusconi, Salvini e Meloni.

La situazione tuttavia è un po’ più complessa nel centrosinistra, un po’ perché le liste “cespugli” sono tre e un po’ perché i leader di questi ultimi iniziano a sospettare che Renzi voglia proprio questo da loro: un risultato tra l’1 e il 3 per cento, in modo che portino voti senza prendersi i seggi. Almeno questo è quanto ha detto Bonino al Messaggero di oggi.

Ora, Bonino è persona orgogliosa e sicuramente lei al 3 per cento ci punta davvero.

Qualche dubbio in più viene guardando alle altre piccole liste coalizzate.

A cui forse un risultato tra l’uno e il tre non andrebbe affatto male.

E anzi forse proprio per questo sono nate.

Perché non prenderebbero parlamentari, d’accordo, ma con quel risultato maggiore di uno, a elezioni concluse possono andare dal capo della loro coalizione. E dirgli: beh, ti abbiamo regalato mezzo milione di voti, che vogliamo fare?

E via, si tratta: poltrone nei consigli di amministrazione, ai vertici delle partecipate, ferrovie, enti, Enel, Poste, Finmeccanica, se va male qualche presidenza di Asl e se va bene ci scappa pure un sottosegretario.

Sorgente: Perché fioriscono le “liste 1 per cento” – Piovono rane – Blog – L’Espresso

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.