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Notte da incubo al Cardarelli: 300 influenzati in ospedale | Il Mattino

Una notte di passione, quella trascorsa tra martedì e mercoledì nel pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli. L’ondata di piena dei malati – che sembrava quest’anno essersi riversata soprattutto sul versante pediatrico risparmiando, almeno a Natale, gli adulti e gli anziani ha invece investito come uno tsunami il reparto emergenze dell’ospedale collinare di Napoli. Dal tardo pomeriggio di martedì e per tutta la notte di mercoledì, nel pronto soccorso del più grande ospedale della Campania, non c’era più posto nemmeno sulle sedie e i pazienti, destinati al ricovero in attesa di essere smistati nei reparti, si sono dovuti accontentare delle panchine del pronto soccorso. Un picco drammatico, che ha costretto al rientro in corsia il primario del reparto di Osservazione breve Fiorella Paladino (smontata poco prima) che ha lavorato per ore per fronteggiare una situazione diventata esplosiva. L’ingorgo ha infatti paralizzato anche le attività di alcune ambulanze del 118, impossibilitate a tornare in postazione e costrette e tenere il paziente sulla lettiga dell’unità mobile in attesa della visita e di un posto. A cascata anche la centrale operativa del 118 ha dovuto far scattare il semaforo rosso ai trasferimenti al Cardarelli limitandoli a quelli in codice rosso, in immediato pericolo di vita, e solo se vicini all’ospedale del Rione Alto.

La ripartenza dei turni dei camici bianchi, alle 7,30 del mattino di ieri, rimandava ai numeri di una notte terribile con oltre 300 accessi registrati in 24 ore al pronto soccorso, con 104 pazienti sistemati in Osservazione breve (su 35 letti disponibili), 55 ricoverati in Medicina d’urgenza (circa 20 barelle poi scese a 6 a metà mattinata) mentre in Chirurgia d’urgenza la situazione è rimasta sostanzialmente più tranquilla. Sommersi di ammalati i reparti intensivi con la completa saturazione dei 22 posti di Rianimazione, delle 8 unità di Terapia intensiva post operatoria, dei 6 letti della terapia intensiva dell’unità fegato e con la necessità, in alcune ore della giornata, di impegnare anche i posti in nella sala operatoria.

Un affollamento record che comunque ha riguardato soprattutto l’area medica, cui ha contribuito non poco la recrudescenza dei casi di virosi influenzale e delle malattie stagionali e le complicazioni sorte in pazienti oncologici in corso di terapia. E poi i casi di ictus confluiti al Cardarelli che ha attivato di recente la stroke-unit), gli insulti vascolari, gli infarti, i traumi e molte malattie di interesse interni stico, riacutizzate probabilmente dal clima sfavorevole e dai postumi di mangiate e bevute eccessive nel periodo delle feste spesso incompatibili con la presenza di malattie croniche dicono i clinici in prima linea. Sta di fatto che il numero che codifica il livello di allarme (codice di Edwin) riguardo all’afflusso dei pazienti ha raggiunto il valore di 4,26, quasi un record rispetto all’1,4 dei due giorni precedenti, con l’aumento a dismisura anche dei tempi di attesa medi nel pronto soccorso cui sono costretti i pazienti per essere visitati.

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Sorgente: Notte da incubo al Cardarelli: 300 influenzati in ospedale | Il Mattino

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