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In memoria di una generazione di vicentini, la mia

di Gianni Sartori

Quando nel marzo 2015 era morto Guido Bertacco avevo rinviato a lungo prima di scriverne un ricordo per Umanità nova.

Forse attendevo che qualche altro sopravvissuto del MAV (Movimento AnarchicoVicentino) prendesse l’iniziativa.

Difficile, dato che ormai in giro non è rimasto nessuno o quasi, almeno per quanto riguarda la militanza. Oltre a Guido, nel corso degli anni se ne sono andati per sempre Anna Za, Laura Fornezza, Mario Seganfredo, Patrizia Grillo, Nico Natoli…

Già nel 1999, al momento della morte di Nicolò “Nico” Natoli, dovendo stendere un necrologio sempre per Umanità nova, mi ero ritrovato a fare i conti con la scomparsa, risalente a qualche anno prima, sia di Anna Za che di Laura Fornezza e di Mario Seganfredo (“Mario Cavejo”, per evidenti ragioni di chioma).

Tutte compagne e compagni che in qualche modo avevano contribuito attivamente alle lotte del 1972 contro l’oppressiva situazione vissuta dagli internati dell’ospedale psichiatrico (“el manicomio de san felise”) di Vicenza (in epoca non sospetta: sostanzialmente pre-Basaglia).

Nel caso di Nico restava il rammarico di non avergli portato in tempo la foto, ritrovata dopo circa 25 anni, di una manifestazione del novembre 1972 davanti al carcere militare di Peschiera. Una immagine in bianco e nero dove, tra cartelli contro la proprietà privata e bandiere con la A cerchiata, si potevano riconoscere Guido Bertacco, Stefano Crestanello, Giuliano Francesconi (ma solo forse, all’epoca le folte barbe talvolta ingannavano), Nico e altri compagni del MAV in trasferta. Ricordavo anche un altro “scatto” (una foto – mancata – che invece era stata sequestrata, insieme all’intero rullino)

dove chi scrive e Nico salutavano a pugno chiuso dopo essersi arditamente arrampicati su per una statua.

I primi ricordi di Nico risalivano agli inizi degli anni ’70. Faceva parte di un gruppo di ragazzotti del Villaggio del Sole autopoliticizzati e fricchettoni: Nico, Jojo, Renzo, Cica…

Figli di operai, cominciarono ad apparire, sempre in “branco”, alle riunioni e manifestazioni del movimento, caratterizzandosi subito in senso

spiccatamente libertario (“forse fin troppo” si disse allora). Tra le loro “imprese” ricordo il “sabotaggio” di una celebrazione patriottica per il 4 novembre in piazza dei Signori. Trovarono il modo di versare una qualche sostanza innocua ma altamente puzzolente; in breve l’atmosfera divenne irrespirabile e la manifestazione venne prontamente abbandonata dalla maggior parte del pubblico. In altra occasione (durante la campagna elettorale del 1972) Nico, che era agilissimo, si arrampicò sui lampioni del villaggio del Sole togliendo gli striscioni dei fascisti. Probabilmente sono ancora ad ammuffire in qualche scantinato. Ricordo poi che parteciparono anche alle iniziative “editoriali” di Vicenza-Freak e di Vicenza-Contro (un bollettino ciclostilato con una “redazione”, alquanto informale, costituita sia da anarchici che da simpatizzanti di Re nudo, con qualche sfumatura situazionista), diventato nel numero conclusivo dell’estate 1974 (un vero colpo di mano del gruppo più politicizzato e meno incline alle devianze da “proletariato giovanile”) un incendiario “Contro – Vicenza”.

In seguito l’avevo perso di vista per molti anni ritrovandolo, presenza costante (insieme a quella dell’amico Jojo) , alle iniziative del centro sociale Ya Basta! Nell’ultimo incontro avevamo parlato della sua partecipazione alle manifestazioni di Ginevra contro il WTO. Mi aveva raccontato con entusiasmo delle migliaia di persone scese in strada, degli scontri durati quattro giorni… Banche costrette a chiudere; gli uffici dei mercanti d’armi Lockeed occupati; la mercedes di Renato Ruggiero, direttore della WTO, capovolta; la distruzione di un McDonald’s… Avevamo ironizzato sul fatto che ormai per certe cose non avevamo più l’età. “In effetti – mi confidò – dopo aver corso per tutta la notte tra martedì e mercoledì in mezzo ai lacrimogeni ero parecchio stanco… Ma comunque – aveva concluso – ne valeva la pena, ne vale sempre la pena”.

In seguito altri due del suo gruppo se ne sono andati prematuramente. Prima appunto Jojo e più recentemente Lorenzo Bortoli (omonimo, ma non parente, del compagno di Thiene arrestato nell’aprile del 1979 e morto in carcere).

E vorrei qui ricordare anche Giorgio Fortuna, sicuramente un libertario, presente fino alla fine alle iniziative contro il Dal Molin.

A qualcuno tra i membri del MAV (come un compagno che alla fine degli anni sessanta aveva vissuto l’esperienza della “Casa dello Studente e del Lavoratore” a Milano) toccò in sorte di sperimentare direttamente quelle istituzioni totali che aveva precedentemente avversato, in particolare il carcere. Per militanza politica beninteso.

In un libro fotografico di Uliano Lucas c’è l’immagine del processo ad alcuni anarchici in cui si riconoscono un paio di anarchici vicentini. Non ancora come imputati, ma come pubblico rumoreggiante, a pugno chiuso. Il Movimento Anarchico Vicentino era stato fondato da Bertacco, Rino Refosco e Claudio Muraro. Al ritorno da Milano (dove avevano partecipato alle occupazioni della Casa dello studente e del lavoratore) aprirono una sede in Contrà Porti. Sede destinata ad essere perquisita spesso, soprattutto dopo gli eventi del 12 dicembre 1969 (la “strage di stato”). Chi si azzardava a entrare veniva accolto da uno striscione vagamente truculento: “Date a Cesare quel che è di Cesare: 23 pugnalate!”. Può non piacere, ma questo era il clima dell’epoca.

Di tutto l’impegno di una quindicina circa di compagni (più o meno sempre gli stessi con qualche abbandono e qualche rientro in corso d’opera) tra la fine degli anni sessanta e i settanta ora come ora resta poco. Forse i reperti più consistenti (conservati dal sottoscritto) sono una bandiera rossa con A cerchiata nera (non proprio ortodossa, ma ha sventolato ai funerali del Borela, Ardito del popolo di Schio e maestro del TAR) e un pacco di volantini di cui credo non esista altra copia cartacea. Sono quelli distribuiti nel corso del 1972 (regolarmente, quasi ogni 15 giorni) davanti al locale manicomio (così chiamato, senza eufemismi) in epoca pre-Basaglia; direi una lotta d’avanguardia per chi aveva letto, se non “La maggioranza deviante”, almeno”Morire di classe”. Denunciavamo le violenze, i ricoveri coatti (una sorta di TSO di massa) nei confronti di soggetti scomodi (“disadattati” secondo l’ideologia dominante) improduttivi, sostanzialmente non addomesticati. Dall’interno c’era chi ci sosteneva, informava, guidava: il compianto medico Sergio Caneva, fedele alla sua giovinezza partigiana, destinato a morire proprio mentre teneva una conferenza sulla Resistenza.

Come mi ha ricordato Franco Pianalto (vecchio militante operaio degli anni sessanta, passato dal PCI ai marxisti-leninisti e in seguito anche per Lotta comunista; oltre che amico di Bertacco) non va dimenticato il ruolo fondamentale di controinformazione svolto da un altro CANEVA, Sante (quasi omonimo del medico e partigiano Sergio Caneva, ma non parente). Provenivano direttamente da lui

gran parte delle informazioni sulla vergognosa situazione in cui versavano. Per il suo impegno subì angherie e vere e proprie persecuzioni che contribuirono, nel corso degli anni successivi, ad avvelenargli non poco la vita. Ancora negli anni sessanta, in collaborazione con un altro sindacalista e socialista, un Sartori, aveva denunciato l’assurda situazione per cui i reclusi vennero in pratica costretti per quasi due anni a “mangiare con le mani” in quanto i due medici che dirigevano il lager, pardon il manicomio, non trovavano un accordo sui cucchiai. Mentre per uno dovevano essere di legno, per l’altro di stagno. Non è una barzelletta; perfino il Giornale di Vicenza dovette occuparsene con un articolo carico di, per quanto moderata, indignazione. Questa era la realtà delle istituzioni totali prima del tanto vituperato “68”!

Rivedendo le firme poste in calce a una lettera aperta diventata anche uno dei volantini distribuiti al San Felice (vedi allegati), purtroppo, ho colto quei due-tre nomi di compagni scomparsi prematuramente. E ho anche ripensato a quelli che non avevano firmato per ragioni “politiche” (forse malintese).

Infatti alcuni – tra cui Bertacco, Anna Za e altri tra cui il sottoscritto – ci rifiutammo assolutamente di firmare (anche se partecipavamo regolarmente ai volantinaggi davanti all’istituto di segregazione) pensando fosse una cosa “piccolo-borghese”, una forma di “protagonismo” che sfregiava il volto autentico delle lotte proletarie “anonime e collettive per definizione”. O almeno per nostra definizione, dovrei dire.

Con il senno di poi credo abbiano avuto ragione quelli che firmarono (e noi forse abbiamo avuto torto). Quelli che oltre alla faccia (quella comunque ce la stavamo mettendo tutti) ci misero anche la firma. E non tanto per passare alla Storia, ma per una forma di testimonianza efficace. Infatti potei constatare che chi riceveva il volantino con le firme sembrava apprezzare il gesto (mentre alcuni compagni, per esempio i soliti di PotOp sbeffeggiarono).

Comunque questa iniziativa del MAV era stata apprezzata dai compagni del Germinal di Carrara dove avevamo mandato copia dei volantini e degli articoli comparsi sulla stampa locale. Alfonso Failla, per anni direttore di Umanità Nova e Umberto Marzocchi (volontario in Spagna nelle Brigate Internazionali con Camillo Berneri; toccò a lui nel maggio 1937 riconoscerne il corpo dopo che era stato assassinato dagli stalinisti) ci invitarono per prendere contatti ed eventualmente allargare il discorso contro le istituzioni totali. Come ho già raccontato nell’articolo in morte di Bertacco, partimmo in quattro nel novembre del 1972. Oltre a me e Guido

(l’unico con la patente e l’auto, gli altri tre eravamo tutti motociclisti) facevano parte della delegazione Stefano Crestanello e Mario Seganfredo che quattro anni dopo perì in un incidente stradale. Di notte, quando non ci ospitava qualche compagno, dormivano due in macchina e due fuori, all’addiaccio (dura lotta per far rispettare i turni, credo).

Ricordo nitidamente la sosta in un bar sulla sommità di un passo appenninico, una sensazione da “confine del mondo”: rocce rossastre, color ruggine (erano forse le Metallifere del mistico ribelle Lazzareti?). Mario suonò un pezzo rock (suscitando qualche sguardo perplesso negli avventori, peraltro cordiali) sul vecchio pianoforte che completava l’arredo. Poi Carrara: due giorni a parlare, discutere, nella mitica sede del Germinal con Alfonso Failla e Umberto Marzocchi, combattenti inesausti.

Marzocchi mi regalò un libro su Malatesta, libro che in seguito prestai a Mario (fece in tempo a dirmi che lo aveva entusiasmato, ma non ho mai avuto il coraggio di andare a riprenderlo dai suoi). La nostra scorribanda si concluse appunto a Peschiera dove incontrammo altri vicentini, sia anarchici che pacifisti. Il carcere militare in quei giorni ospitava soprattutto obiettori totali. Sostanzialmente testimoni di geova e anarchici (tra cui un nostro compagno vicentino, Alberto P.). Ma questa ve l’ho già raccontata.

Gianni Sartori

VOLANTINI:

Vicenza, 28/7/1 972

AI procuratore dena Repubblica presso il Tribunale di Vicenza AI procuratore della Repubblica presso 1a Corte d t Appello di Venezia

AI Prefetto di Vicenza

AII ‘Ispettorato del Lavoro

AI Ministro della Sanità

AI capogruppo del PCI , alla camera dei deputati

AI capogruppo della DC, al Consiglio Provinciale
AI capogruppo del PCI,
AI capogruppo del PSI,
AI presidente dell ‘Amministrazione Provinciale

AI capogruppo del PSI , alla camera dei deputati

AI capogruppo del PSDI , alla camera dei deputati

AI capogruppo del PRI , alla camera dei deputati

AI capogruppo del PCI , al senato

AI capogruppo del PSI,

AI c ap ogrupp o del PSDI ,

AI capogruppo del PRI 9

Inviamo questo esposto e 1a lettera allegata per sottoporla alla Vostra cortese attenzione. E I il riepilogo di una serie di fatti e della situazione in cui si trovano i ülalati di mente nella provincia di Vicenza.

Della maggior parte dei fatti esposti abbiamo le prove e le testimo— nianze di infermieri e di ex degenti. Di altri fatti bisognerà appurare 1a veridicità,  inumano e vergognoso per tutti permettere che una tale situâzione perduri. E t atto di giustizia e umanità allontanare e punire i responsabi li di tali episodi, e della situazione in generale. Anche coloro che di— sinteressandosi hanno permesso che talo situazione venga a crearsi, e co— prono, i soprusi e le violenze, facondo finta di ignorarli

Preghiamo 1a S.V. di fare tutto quanto stà nelle sue possibilità af— finchè tutto questo abbia termine, al più presto.

In attesa La salutiamo distintamente e

Retosco Rino, IVIuraro Claudio, Francesconi Giuliano, Crestanella Stefano, Ghellini Gigi, Fornezza Laura, Za Enrico, Cadorin Gianni, Fornasier Sergio Venturini Fausto, Seganfredo Mario

Con una serie di volanti ni e di interventi pubblici intendiamo denunciare alla popolazione 1a vergoguosa situazione in cui si trovano gli ammalati del| 8 ospedale psichiatrico e delle case di salute nella nostra provincia. Intendiamo contrapporre alle versioni ufficiali dell amministrazione provinciale 1a drammatica realtà che è ben diversa e purtroppo sconosciuta alla maggior parte delle persone, per 1a malafede dei politicanti nostrani.

Nel nostro manicomio i malati vengono ammassati indiscriminatamente come bestie in reparti sovraffollati che contengono il doppio delle- persone che potrebbero ospitare o ambiente è squallido carcerario.

Anche le più elementari esigenze vengono sistematicamente igxorate: carta igienica è grazioso dono di questi ultimi tempi; poeta è eensv.rata come pure i pochi giornali che entrano; unico secchiello per fare 1a barba a tutti;

**i malati sono continuamente guardati a vista;

**se non fanno .i “bravi” vengono puniti e persino picchiati; vitto è insufficiente e cattivo; malati stanno. anche 5 anni senza essere visitati da un medico e

MA       DICONO        1 NOSTRI  “SONO ALL’AVMGUARDIA

NEI, SETTORE DELLA PSICHIATRIA” , ch gl- ammalati sono trattati e curati bene, e se loro 10 affermano, è vero , perchè loro sono uomini d’ onore!

In provincia di Vicenza vi sono quasi tremi 1a ammalati curati da IO me—

dici, cioè un medico può seguire trecento malati di mente e curarli ade— guatamente?!    !

se 10 dicono loro è SICURAMENTE VERO! !

Fino a poco ternpo fa i malati che davano fastidio venivano legati; ora

non occorre : basta imbottirli di sedativi e psicofarmaci. Secondo loro queste sono le terapie più moderne.

Non esiste 2a psicoterapia di gruppo essi affermano di averla isti— tuita,e se 10 dicono loro senz altro c ‘è 6

Sfruttano i malati speculando sul loro lavoro gli costringono a lavorare con il ricatto, 7 ore per 200 lire al giorno 0 Dicono che è ergoterapia: come si pub dubitarne???

Noi non abbiamo fiducia nelle istituzioni in coloro che le dirigono; sappiamo che “dall alto” nulla verrà mutato (è contro i loro interessi) ; ATTIVA PAREC12AZ101\TE Dl PORRE A QUESTA

INDEGNA SITUAZIOTE.

maggio e 72 cicl. i n proprio Via S. Lucia

AIURCHICO

l’iLANIC01!110 Dl ì:10NECCHïO Ì,IAGGIORE : 300 malati, nessun medico 0 11 diretto re dotte Carboniero, primario dei reparti femminili a So Felice, vi passa tre ore ogni mercoledì c In Ere ore questo indefesso e inesauri— bile medico cura 1? amministrazione delI q ospedale, mantiene in perfetta efficenza il Centro di Igene ÌvTenta1e e visita accuratamente 300 arnma— Iati: per lui fare tutto questo significa prendere visione dei nomi  di coloro che sono ancora vivi e stracciare le cartelle di quelli già Dei 35 infermieri una quindicina assistono i malati durante il giorno e quattro durante 1a

: 400 malati, nessun medico fino mese fa. Ogni tanto un medico dell ospedale civile faceva il giro dei reparti in bicicletta. Una vecchia suora 9 per altro neppure diplomata, curava i malati diagnosticando le malattie e prescrivendo i farmacie Dei 30 infemieri una decina euratar i rna.-.ati durante il giorno, due durante 1a notte 4

ILANICOMIO Dl MONTECCHIO     800 malati, due medici 6

ILANICOMIO Dl NOVENTA : 360 malati,     medico n

MANICOMIO Dl LONIGO ;       malati, un medico 0

MANICOMIO Dl So FELICE 750 malati 9 5 medici; evidenti, 1a situazione privilegiata esistente a Vicenza a Ecco alcuni dei “privilegi” di cui possono goderc malati di Sa Felice;

** le cartelle cliniche dovrebbero essere aggiornate ogni settimana; a

Vicenza alcune cartelle non sono aggiornate da 5 anni, cioè alcuni ma— Iati non vengono visti da un medico solamente da 5 anni;

** le cartelle dei farmaci devono es • ere aggiornate ogni’ giorno; a Vicen za molte cartelle non vengono aggiornate da 15 anni;

** 1a legge 431 del’ 18/3/68 prevede almeno 3 medici ogni 125 ammalati, 1 direttore ogni 500 ammalati 9 url infermiere ogni 3 posti letto.

so Felice può vantarsi. dl avere perfino un vero direttore (1a legge ne prevede due) il dotto prof. Lino Fracasso, noto e stimato professioni sta, sovrintendente di tutti i manicomi delLa provincia 9 consulente INPS ecce ua sua funzione puramente estetica: per i malati non ESISTE, con— tr011a il funzionamento dei reparti andandoci durante le feste natalizie  tranne che al terzo reparto -in eui non si vede da 10 anni a Dell’ andamen— to del| 9 ospedale non si interessa e meno ancora delle case di salute e Certamente Fracasso ignora 1a situazione in cui si trovano i n suoi” am— malati) altrimenti avrebbe cercato di porvi rimedio dato che ha 1a fa— coltà di farlo e Certamente non sa che a Se Felice vi sono solo 5 medici perche altrimenti anni anni avrebbe bandito almeno un concor so e non respingerebbe quelli che si presentano per chiedere un posto. Di questa ignoranza non si. può fargliene una colpa; é occupato tutto il giomo nel1 f a.mbulatorio di S. Felice dove visita i suri clienti privati per 1 2c 000 lire infatti 10 stipendio di dire ttore ( 1.500.000 mensili) é così misero che deve arrotondarlo con una quindicina di visite private al giorno a Di sicuro ignora che tali visite. sono vietate da Ima disposi zione del Consiglio – di Stato ( sez. V 9 29-3-58 ; 1 51 )

ci cl. in Pr rio vi a san

magg10                                  MOVIMENTO ANARCHICO di VICENZA

PS E 9 nostra intenzione proseguire 1 azione di denuncia sugli Ospedali psichiatrici a

Chiunque si interessi si metta in contatto con coloro che distribüis scono il presente foglio 0

L’azione da noi intrapresa sugli ospedali psichiatrici si é este sa a macchia d’olio e viene seguita con interesse e consensi oltre che da nvnerosi giornalisti, anche da medici e psicologi, da al cuni partiti politici, dalla gentes e come voi stessi potete con statare, dai malati e dai Loro parenti a  innegabile che i malati si trovino in condizioni disperate e disumane o

A parte qualche singoLo caso, sappiamo che La responsabilità non é vostra bensì del sistema violento e gerarchico su cui si fonda I t attuale struttura del manicomio 0 La gravissima responsabilità é dell amministrazione provale  di Marzot e di Fracasso. Per questo crediamo che, ormai messi con le spalle al muro, per uscire da questa situazione e poter conservare intatti i loro privilegi e i loro altissimi stipendi, intendano agire come é stato fatto in altre città: colpire qualcuno di voi scaricandovi addosso La colpa dei crimini perpetrati nel manicomio, e mettere così tutto a tacere.

L t amministrazione non deve fare questo !

Sappiamo benissimo che questo meccanismo non 10 avete voluto voie che siete anche voi vittime di un sistema oopressivo che vi strumentalizza per i suoi scopi. Ma credendo di fare i vostri interessi avete accettato che fino ad oggi -rimanesse in piedi una istituzione che non solo é ormai su-perata dai tempi, ma é  contraria ai vostri veri interessi, agli interessi dei Lavorato ri e delle loro famiglie a

I vostri reali interessi coincidono con quelli dei malati. Un nuovo tipo di assistenza significa anche per voi un notevole miglioramento : — Maggiore qualificazione professionale (infermieri e non custodi e inservienti)

Paga maggiore adeguata al nuovo ruolo .

Riduzione dell orario di Lavoro e assunzione di nuovo oersona— le ( cioé meno esaurimenti nervosi, meno nevrosi, meno soldi spesi per farsi curare, più tempo da dedicare alla famiglia)

LA LOTTA CHE STIAI’IO CONDUCENDO ASSIEIVŒ AGLI A)VALATI QUINDI ANCHE LA VOSTRA LOTTA o

Impediamo che 1 amministrazione provinciale scarichi le sue

Ga sparotto Silvano (38 anni) , di Ber tesina, appena uscito da so Felice si e impiccato. stato ucciso dal nani conio, dai p 0— liticantie è solo il caso più recente purtroppo.

2ntrat,o il 24/19 dime sso  ‘R/6, iL 24 delLo stesso mese si è im— a casa sua, Soggetto a crisi depressive erano note le sue tendenze al suicidino In dicelnbre aveva preso una scatola di Verdal; al neuro di Noventa 10 avevano trovato mentre stava anne— gandosi in una vasca da bagno; a Se Felice Lo hanno scoperto che stava riem.)iendone una

Quattro     Qerapia: fleboclisi       in oiedi fiË-icansnteo Poi ergoterapia con discorso del prilüerio ai parenti: “211 dica che se vuole uscire deve prima lavorare” La dimissione: 1a Dro ssa I{igliorihi aveva avvertito il primario che il malato soffriva ancora di allucinazioni uditive messo 10 stesso, in uno stato di prostrazione psichica peggiore di quando era entrato, sapendo che avrebbe avuto una ricaduta, che si sarebbe suicidato 0

Vinicio Visonà, lavora IO ore al giorno (per 80 lire) in cuci— nan Ha perso due dita nel tritacarne o Liquidato con 24000 lire

— 2 ti listi che vengono tenuti dentro per vent ‘anni solo per far— li lavorare, perchè 1a Provincia non ha soldi per pagare dei di— pendenti Per costoro si fanno pagare anche 1a retta dal Le famiglie ; gli sequestrano La pensione

T degenti vengono fatti lavorare gratis, non vengono curati, sono maltrattati $ picchiati a sangue 9 j IT,bottiti di sedativi in dosi ma ssicce indiscriminatamente, aœnassati in cortili piccolis— simi, dormono sulla ghiaia a contatto con malati contagiosi ( si—  fili tici e TBC) sudzczurne ovu:n-que, topi

TI vitto è schifoso, 1a verâura (pagata per buona) è quella mezza marcia rifiutata da L :zercato; le carni che vengono da Iffon— tecchio Preco spariscono, rirnane solo 1a parte peggiore (vero  Suore?)

A S, Felice si va per  per  Un lager, un deposito di mattin un caznpo di sterminio S. Felice uccide, a poco a poco: un malato non grave diventa cronico, irrecupera bile, Per mancanza di cure o Per L’ arrzbientea di•mostrato che 1a malattia di mente E’ UNA MALATTIA SOCIALF=, so Felice è 1 ‘ambiente migliore per far regredire le Ina lattieo

Altissima percentuale di esaurimenti e nevrosi anche fre gli infermieri b

000

AI di là degli imŒediati responsabiLi, a chi va 1a colpa di que— sta situazione? ALI armninistrazione provinciale e in particolare all ‘assessore a LI : igiene e sanità Marzo t. Egli va vantando si di tutto quello che ha fatto. Cioè niente; o Ineglio solo “bilan— ci preventivi non dico di quest ‘anno ma del L ‘anno scorso”

Mentre Margot fa bilanci, fa interventi di quattro ore che san— no di epitaffi, 1a gente a S. Felice langue, muore 0

Segue

Perchè prima di fare gli interventi non va a vedere i manicomi e le case di saùute’? Perehè non va a parlare. con i suoi” amma— Iati? Non verrebbe compromessa. 1a sua carriera politica

*Non iriteressanc . le sue percentuali. e le sue statistiche, Cifre senza significato , diminuita di due- giorni a IL v anno 1a degenza media? Vuol dire che i malati vengono fatti morire più in fretta e, non che escono guariti (vedi sopra) o

Ha.nno fatto avere• 1a pensione ‘a 300 malati? Però i soldi se li tengono loro 0

I medici sono li in discreto nurnero”? Rapporto medici in servi— zio malati: 1 a 500,

Si vantano di spendere 3 raiLiardi all t anno (oltre a cospicue sovvenzioni dello Stato, rette, pensioni sequestrate, lavoro ma— ecco ? ) per gli ospedali psichiatrici? {)uali ospedali? Noi abbiamo -visto solo lager 9 Ina alle nostre domande vo Marzot risponderà con un altro bilancio

ANARCHICO      Dl VICENZA

îic}ost     in proprio v x s, • ucia

san FELICE

Come avevamo previsto, 1 Q avv. Marzo t, durante il consiglio provinciale ha tenuto uma relazione di tre ore e mezza.

Esso non ha soddisfatto nessuno, tanto che si è deciso di affidare urxa inchiesta ad Ima comnissione,

Egli si è solo difeso: ci ha chiamati cinici, esseri inqualificabili 0

Ha speculato sulle cifre, ha travisato 1a realtà. Ha preso in giro -ma— Iati 9 parenti e infermieri; ha pensato solo a scaricare 1a sua respon— sabilìtà sul raedico provinciale, sulla coŒ1issione di vigilanza. Si è dimostrato offeso nella sua digriità: dignità che non avrebbe cer— to perso andando a parlare con i malati prina di fare 1a relazione 0

Ciò vuol dire che nonostante li chiarni uomini LI CONSIDERA AI\TCOI-I.A OG— GETTI.

Si è detto che i manicomi sono oasi di pace di serenità. allora. per— chè si vieta alla gente e agli stessi consiglieri provinciali di ‘ en— trare liberamente nei manicomi 9 e rendersi personalmente conto situazione reale, visto che uù0Lti di loro hanno parlato di ospedali psichiatrici senza averne mai visto Imo o in malafede. Le scuse di ira— pedimento legale alla libera entrata negli o. po vale forse solo per Se Felice non per Lonigo, Verona, Padova ecc, Ciò dimostra che hanno molto da nascondere, che sono in malafede 9 che quello che stato d t— to è falso.

si è detto che il cibo è buono, igienico, che si raangia meglio che nel-le loro casea

Si è detto che 1 q “ergoterapia” praticata a S. Felice è valida, che le 200 AL SONO ANCHE TROPPE, che è giusto far lavorare i maIati senza pagarli, in nome del santo principio che 1 V ozio è il padre dei vizio

Si è detto che si sta così bene che qualunque provvedimento, a parte le tinte ai muri, sarebbe in soprappiù 0

Si sono lamentati perchè il caffeLatte che pochissimi prendono alla sera costa più d 11a minestra a

Si è parlato dei ricoveri volontari: raa non è stato dotto che 1a firma per il ricovero non vale quando si tratta di uscire 0

Si è parlato di rette: è logico pensare che Ilarzot come avvocato e as— sessore sia al corrente non solo clA1e leggi del 1904 e del 19309 ma anche delle disposizioni più recenti, fra cui 1a circolare 101 del rni— nistaro della sanità: le rette sono per i primi sei nesi a carico de— gli enti assistenziali e della provincia (per coloro che non sono as-si stiti da enti e non possono pagare) 0 1 lungo degenti sono in ogni caso a carico d 11a provincia.

Si è detto che ci sono pochi nedici perchè sono pagati poco 9 meno de— gli impiegati: non si è parlato nè del perchè nè di aumenti di stipen— dio

II consigliere Perronato ha esaltato con un tema da educanda le bel— lezze delle colline di Ilontecchio Precalcino, e le ampie vetrate del nuovo edificio, Evidenternente è rinasta• ancora alla preistoria della psichiatria 0 Cone si fa a proporre un centro di igiene mentale a l;ion-tecchio Preco un paese di un migliaio di abitanti, se il centro di igiene mentale deve avere una funzione preventiva? Esso va fatto dove 1a gente si ar-mala; vicino alle FABBRICHE, nei QUARTIERI.

Segue

II consigliere. Rude11a, male infornato, ha parlato di centri di i— giene mentale perfettayaente funzionanti: perchè non rendersi conto di persona di corne funzionano?

stata decisa 1a costruzione del nuovo ospedale. di Laghetto, •con• oltre 200 posti letto e Anche in questo easô anninistrazione ha dimostrato 1a sua incompetenza: si vuol rifare 1 q errore. già com— rnesso ospedale psichià±rico di Ilarzana (VR) .

Vogliono costruire • 1a bella copia di S. Felice: ghetto bello luccicante. Costruendò il nuovo ospedale si- rifiutano di affròn— tare il problema, cercano

IL NUOVO OSPEDALEil malato di mente sarà ancora lm escluso; un carcerato 9 anche se” 1a -gabbia sarà più bella. FINIRE 9 e perchè finisca bisogna• impostare su nuove basi tutta 1a psichiatria, NON farc ospedali nuovi o tinteggiare quelli vecchi.

 

ANARCHICO

Dl VICENZA

ciclost- Iato in proprio                      0

SAN FELICE           40

Abbiamo già denunciato 1a situazione vergognosa in cui si trovano i malati di mente della provincia

Perché questa situazione? Come vi SI é arrivati? CHI HA VOLUTO QI.E MANICOMI ?

AL di là di alcune responsabilità particolari 9 che ricadono su de— terminate persone (1a troika  abbiamo trovato una sola risposta 0

I manicomi sono per gli operai, i contadini, i poveri 0 1 padroni, i politicanti vanno nelle case di cura private 9 dove si guarisce in fretta, da cui non si esce bollati a vita col marchio d f infamia è stato in manicomio” Nessun ricco diventa matto; loro prendono solo esaurimenti o

Premesso che il maniconio serve solo per gli operai, allora perchè è stato creato per loro questo inferno?

Anche qui una sola risposta, che parte da un dato di fatto: 1 t isola— mento e I t esclusione in cui sono tenuti i malati di mente o

TI malato di mente non esiste per 1a società, come 1a società non esiste per Lui. Vive nel suo mondo rinchiuso tra le mura del mani— conio o La sua vita è tutta qui dentro o Quello che accade fuori non Lo viene a sapere, non deve veni rlo a sapere

La censura, 1a sc-;rveglianza, il ridotto orario delle visite servono  àd isolarlo fisiçamente e moralmente o Per gran parte della società egli è un essere diverso dagli altri) una specie di marziano, pro— veniente da un altro mondo 0 Da lui è meglio tenersi alla larga può essere- pericoloso 0 Sono queste le vere mura che isolano il ma— Iato di mente: i pregiudizi di lui, pregiudizi che uccidono

In realtà noi nei manicomi abbiamo trovato solo persone umane

II malato di mente è un condannato a morte: nel manicomio è una nullità, un oggetto nel Le mani degli altri, una ‘T cosa ‘ t di cui ci si può servire impunemente per i propri scopi; fuori dal manicomio non ha più 1a possibilità di vivere 0 un bollato a vita 0

Qualche volta gli stessi parenti 10 sfuggono, e 10 rinchiudono nuo— vpnente perchè si vergo gnano di averlo in ca sae Perchè non si ver. gognano di avere un diabetico (si fa per dire) in casa? In ambedue casi si tratta di una malattia o Perchè il malato di mente è un escluso e il diabetico non 10 è? PERCHË’ 1 MANICOMI ASSOMIGLIANO A

CARC2R1        A       OSP2DAL1 ? Anche qui una sola risposta a

T manicomi sono aree. di scarico per questa società. Chi non trova posto in essa, chi accetta 1a sua logica disumana o non riesce ad adattarvi si, Chi. in .una parola dà fastidio e pone dei problemi che non si vogliono affrontare, viene rinchiuso in manicomio I manicomi raccolgono ‘i disadattati, gli etili s ti, gli anziani, i minorati -osi chi ci 9 tutti coloro che sono di peso in casa e nella società, coloro che rallentano e intralciano 1a normale routine, coloro che escono da quella che viene spacciata per normalità. Normalità é 1a salute, La giovinezza, 1’ intelligenza, ma sopra t— tutto 1 ‘accettare passivamente determinate imposizioni 9 come lavo— rare per far soldi, per produrre

Chi in fabbrica produce poco, non rende, rallenta 1a produzione de— gli altri perche distrutto ù u.11e cozaizioni e dal ritmo di lavoro chi in casa per dispiaceri si dà a LI ‘alcool o prende l’esaurimento 9 va in manicomio o

Per costoro ci pensa poi 1 t ambiente in cui verrano a trovarsi a far peggiorare 1a malattia

Proprio perchè campi di concentramento, depositi -oer esseri “che di— sturbano 9, i manicÇi sono in queste disperate condizioni 0 TJna volta tolto L ‘ incomodo, non serve più spendere soldi per curarlo, riabili— tarlo, cercare di reinserirlo 0 Una volta dentro non dà più fastidio ; perchè porsi ulteriori problemi? r:egli lasciarlo marcire e morire tra quelle quattro mura

L, ‘ attuale psichiatria è appunto un paravento medico—scientifico <del—

1a funzione repressiva dei inani comi Sotto il -ore te sto di curare i ma Lati (e abbiatno diù10 strato che i malati non vengono curati) questa

diviene Dl    COVANDA    ASSICURAR@ LA NORMATITTA’ e “1 ‘ordine costituito”

Medici e ‘infermieri devono rifiutare questo tipo di manicomi in cui 1a Loro funzione è 1a stessa dei poliziotti nelle carceri: guardie attente che il malato stia tranquillo e soprattutto non scappi fuori nella società, fra gli esseri “nonna li” Devorxo rendersi conto di essere s t. r u m e n t i r e s s i o n e g e ri t e s o p r a c a r• e z z a n d o l i p e r p e r p e t u a r• e

s i s t e m a v i o l e n t o o p p r e s s i v o. L’ infermiere dev’essere qualcosa di più di colui che sorn-ministra psicofarmaci 9 0 fa iniezioni ai malati; anche perchè gli psicofar— maci rientrano in questo quadro: sono strumenti per tener tranquil— Lo i L malato al posto degli ormai sorpassati busti e polsini di con— te.nzione

Vanno visti sotto questa luce anche i maltrattamenti cui sono sotto— sti•i malati, i L comportamento di taluni infermieri, 1 ‘abuso di psicofarmaci ecc queste sono LOGICHE CONS3G(JDNZ2 Dl UNA PSICHIAAL CONTROLLO ALLA

Una psichiatria che deve scomparire per lasciar posto a un nuovo tipo di assistenza psichiatrica volta ALLA  ALLA RIABILITAZIO-

Movi ro ento Anarchico di Vicenza Yug116 }uergprio ciclo i

ERGOTERAPIA

Cifre alla mano, 1 r avvocato vo Marzot ha dimostrato al consiglio provinciale che Lavorando sette ore al giorno nei laboratori di San Felice non si riesce a guadagnare nemmeno 200 lire al giorno o

La V inar occupava nel 1967 430 operaia Ora non arrivano neanche a 1800 T. t intero reparto montaggio, macchinar.i compresi, è stato ille— gaLmente trasferito negli ospedali psichiatrici a scopi -terapeutici La Virna r, dice Marzo t, ha pagato in un anno 16 milioni per il lavo— ro dei” ricoverati che sostituiscono oltre 150, operai mandati a spas— so 0 150 operai a 135 000(.) lire di stipendio al mese, caro l\Œarzot9 co— stano in un anno quasi 250 milioni o Vorremmo sapere in quali tasche  finiscono i restanti 230 milioni 0

Ha detto che a S. Felice esiste un tecnico per il controllo del Ia-voro: esisteva, ora non c ‘è più 0 Ha detto che il materiale viene controllato pezzo per pezzo in ditta: a noi gli operai della Virnar hanno detto che non è vero o In ogni caso questo non giustifica 1a differenza di 230 rnilionio

Sappiamo che il lavoro a domicilio è pagato poco 0 Un pezzo monta— to con le macchine in fabbrica costa IO lire, a domicilio 495 lire;  perchè montato negli ospedali; senza macchine, e quindi con maggior perdita di tempo costa solo 295 Lire ? Questo spiega parte della scomparsa dei 230 milioni e 1a terapeuticità del lavoro svolto per 1a Vilnaro E i restanti 75 milioni ???

Due anni fa a Nontecchiô Preco con 50 operai il fatturato era di 25 q oli 1a settimana: quantitativo enorme vista 1a leggerezza della bachelite e le piccole dimensioni dei pezzi. A so Felice il fattu— rato era di 70 qoli 1a settimana con 80—90 lavoratori. Ora visto che è raddoppiato il numero dei pazienti in cura nei laboratori 9 pensiamo sia raddoppiato anche il fatturato 0 poi Marzot dice che i malati Lavorano poco 0

Rimane ancora 1a domanda: perchè a so Felice ci sono solo una quin— dici na di assicurati (80 comprendendo anche gli altri ospedali) perchè per ne ssuno vengono versati i contributi INPS ? Chi lavora viene forse pagato dandogli 1a pastasciutta e il bicchiere di vino a pranzo? Non è forse un ricatto per invogliare a lavorare anche gli altri sfaticati che non vogliono collaborare alla loro guari— gione?

stato detto che il vitto è buono e che i malati possono sce— gliersi il menù! La mine stra è il cibo quotidiano e si può alterna— re con pastasciutta solo lavorando 0 La minestra avanzata viene con— servata, viene fatta bollire con 1a pa stasciutta (pure avanzata) finchè 1a pasta diventa una poltiglia uniforme o Viene aggiunta ac— qua ed altra pasta o Viene servita in tavola o Capito perchè 1a mi— nestra è così farinosa, così densa, perchè viene gettata via da— gli alllmalati schizzinosi che rifiutano il cibo sano 9 igienico, per cui 1a provincia spende tanti soldi ?

poi patate, a pranzo, a cena, ogni giorno 0

Segue

SOVRAFFOLLAIŒ@NTO

Ci è stato riferito che in occasione della visita della giunta alcuni malati hanno gridato: ‘l Delinquenti, vergognatevi di farvi vedere qui, non vedete che siamo stipati come cavalli?” Unico orovvedimento: uova all I occhio di bue anzichè sode al giovedì sera 0

Ci è stato pure detto che per non -turbare 1a tranquillità degli amministratori, cinquanta letti del terzo reparto sono stati na— scosti nella cantina del reparto neuro, assieme ad altrettanti am— malati; cantina che non è stata ispezionata. Così il reparto non é risultato sovraffollato

Marzot conosce benissimo cifre e statistiche, non sa che una tren— tina di malati dormono nei corridoi, vicino a cessi maleodoranti, con il solo materasso per terra, senza brandina. Materassi che scompaiono in occasione di ispezioni. poi ha il coraggio di de— finire i manicomi veri eden, oasi di pace e di serenità, di defi— nire integerrimi i responsabili (lui compreso) 0

II professor Lino Fracasso, ormai noto 9 1 ‘uomo che dirige, so— vraintende, consulta, che è all ‘oscuro di tutto perché assorbito da altre attività più redditizie: visite private, consulenze, ecco II dotto Stefano Carboniero, primario a so Felice, direttore a

Ma gg o (dove in tre ore visita trecento malati, tiene il    centro di igiene inentale che 9 a detta di Rudella, funziona perfettamente, amministra 1a casa di salute) 0 Inoltre fa visite private a so Felice e nella sua abitazione interna all ‘ospedale 0 Ex consu— lente INAM 9 per ergoterapia fa custodire il cane da un malato du— rante tutta 1a giornata, manda malate a raccogliere radicchi nei campi, ecco Fa uso abbondante di busti e polsini di contenzione , perchè L t ammalato agitato ha bisogno di assistenza e le visite private andrebbero a farsi benedire. Invece di cercare i colpevo— li dei maltrattamenti, cerca coloro che ne parlano in giro. Ritor— ne remo sull argomento ora che quelli che Marzot chiama uomini vengano trattati come tali, che le bellissime promesse fatte per carpire 1a fiducia de— gli elettori vengano mantenute

11 lager di so Felice è democratico, è cristiano (chi più soffre più facilmente va in paradiso) : 10 dimostra 1 ‘ultimo consiglio provinciale in cui si è evitato di affrontare il problema, si è solo cercato di scaricare una responsabilità che sta sulle spalle dell intera amministrazione 0 Così La manovra di Marzot è riuscita o

Mo vimento Anarchico di Vicenza ciclo st Iato in proprio

Y 1a so

Luglio

n o 12

La malattia é sempre stata espressione delle contraddizioni esi— stenti in una determinata struttura sociale. Ogrli tipo di società ha sempre fatto della malattia quello che più le é convenuto: I l ha strumentalizzata ai suoi fini .

Nel medioevo il malato era un essere da curare per restituirgli

quella perfezione per cui dio 10 aveva creato; il malato di mente, irrecuperabile, era considerato un indemoniato: 1a sua fine era il  rogo, assieme alle streghe

Per il fascismo il malato é un essere imperfetto, un neo nella razza, quindi da eliminerea Hitler mandando alla camera a gas i  “matti ‘t ha potuto recuperare 80000 SS già addestrati: gli infermie— ri 0

Nella società industriale, in cui viviamo, ammalarsi vuol dire non produrre, cioé impedire ai padroni di guadagnare. La malattia comporta 1 ‘allontanamento dalla produzione e dalla società. Se I t allontanamento è breve e 1 ‘individuo può essere facilmente recu— perato, il suo posto di lavoro gli è tenuto libero, e cessato il disturbo può riprendere a produrre, Se 1a malattia è grave 1 l al— lontanamento é definitivo. L t individuo viene emarginato: emar— ginazione é garantita dal binomio inguaribilità—pericolosità. Pe— ricoloso é chi intralcia 1a normale routine e rallenta 1a produ— zione 0 Pericolosi sono tutti coloro che non vogliono stare al gio— co di questa società fondata sulla competizione e sulla violenza,  Un operaio che rovinato dallo stress, dai ritmi, dalla monotonia del lavoro, manifesta tendenze suicide è pericoloso: il suo gesto può rendere altra gente consapevole del punto cui può portare 1a

attuale organizzazione del lavoro. Costoro vengono perciò catalo— gati come pazzi, definiti irrecuper bili, rinchiusi nei manicomi, condannati a morte. I vecchi che non sono più in grado di lavora— re, di reggere al ritmo frenetico delle fabbriche, che sarebbero un intoppo, vengono esclusi, rinchiusi nei ricoveri. Una volta il nonno a novant anni era colui che reggeva 1 ‘ intera famiglia, il capo, il patriarca: ora è il vecchio demente, rompiscatole, arte— rio sclerotico .

Altra tendenza della società attuale é quella di ridurre 1 t arco  di tempo della vita. degli uomini destinata al lavoro. TI ritmo inverosimile del lavor.o logora 1a mente e il fisico: é necessario sfruttare al massimo 1 ‘uomo per il tempo in cui può reggere a ta— le ritmo 0 dunque importante che 1 t operaio lavori intensamente, non che lavori a lungo, ()ggi si comincia a lavorare più tardi e si va in pensione prima: a cinquant r anni si é vecchi, tagliati fuori. Aumenta il numero degli emarginati: 1 ‘uomo é considerato una macchina, come tale deve rendere il ma ssimo; se 1a macchina è rotta o funziona male viene gettata via o così i manicomi han— no raddoppiato le degenze. E’ il prezzo che si deve pagare per 1a società del bene ssere’ una società basata sulla legge del guadagno e dello Sfruttainen:to, che tiene in considerazione 1 ‘uomo per quanto produce e non si cura dei suoi bisogni. Se essa non fosse tale, non esisterebbero i manicomi lager, Questi dimo strano quan— to to sono costretti a pa.gare malati di mente per poter dare agli altri 1a tranquillità e il benessere. Solo che a pagare sono 150.000 uomini: numero che aumenta pauro samente .

Segue a retro

Cardini della società industriale sono 1a seLezione e l’esclusione. Sulla selezione si basano le scuole, le fabbriche, 1 ‘ intera macchina sociale. Per i “posti chiave” di capi, di dirigenti, vengono scelte persone fidate: quelle che accettano senza recriminare 1a logica di questo sistema (violenza, autoritarismo, competizione, sfruttamento, ricchezza) e 1a fanno propria 0 Chi non si integra viene emarginato : come pena estrama per questi esseri “diversi” c ‘é il manicomio. Que— sto viene spacciato per luogo di cura 9 di salvaguardia e di recupero  deL malato di mente. Ma 1a sua definizione serve solo a mascherare  1a violenza e le ingiustizie di questa società, Entro i manicomi poi 1a violenza diventa palese: qui non c ‘é bisogno di maschera. Qui il sistemâ autoritario e capitalistico no stra La sua vera faccia: a b— biamo dimostrato come si vive, o, meglio, come si muore nei manicomi,

Poiché sono uno strumento, una creazione dei padroni, i manicomi tendono a ricreare nella loro organizzazione interna i rapporti ti— Pici della società esterna: questa é gerarchica e pure quelli 10 so— no 0

Anzi è perprio questo rapporto di potere a scatenare nei manicomi 1a violenza e 1a sopraffazione. Dalla direzione, che detiene 1a mag— gior parte del potere, si scende in basso: ai medici, ai capi infer— mi eri, agli infermieri. In fondo alla piramide il malato, senza al— cuna facoltà, nemmeno di protestare: una nullità, un essere uffi= cialmente da curare, in realtà da distruggere. chi ha il potere 10— gico che 10 adoperi per i suoi scopi persona Li: con oculatezza nella società dove può tenere delle reazioni, sfacciatamente nel manico— mio dove le sue vittime sono del tutto inermi. Se potere e gerarchia sono sinonimo di sopraffazione e di violenza, l’attuale psichiatria é esercizio di potere, gestione pseudo scientifica e pseudocaritativ•a di ghetti per uomini che non servono più, “macchine guaste” o é orga— nizzazione specialistica a orientamento sociologico deputata a re— primere i comportamenti devianti

Questo vale per tutta 1a medicina attuale: essa ha il compito di recuperare e sfruttare al massimo le capacità. dell individuo nelL T ar— co di’ tempo di massimo rendimento della vita . II medico delle mutue é bravo se riesce a fare diagnosi a tempo di record, se prescrive una caterva di ricette, se riempiendo il paziente di pillole 10 ri— mette in sesto in breve tempo cosicché possa tornare subito nella fabbrica o Se funzione del medico fosse quella di curare 1 ‘uomo per— ché malato e non per poterlo reinserire nelle fabbriche 1a sua azio— ne Sarebbe a livello di ambiente, di prevenzione, si cercherebbero le cause delle malattie, almeno di quelle di natura ambientale e so— ciale; si prenderebbero provvedimenti per evitare infortuni, non ci si limiterebbe a fasciare una mano ormai persa sotto 1a pressa 0 n, ‘ L’uso capitalistico della malattia, della salute, che sono vi— ste in funzione della produzione, del massimo guadagno, Non si può negare questa realtà, confermata tra 1 ‘altro da LI i ultimo consiglio provinciale. Sotto le belle parole di impegno e Ineditazione, sotto le generiche promesse e le lunghissime programmazioni, si é notata 1a malafede, 1a non volontà di cambiare tipo di assistenza. II moti— vo é evidente: 1 l attuale sistema ha ancora bisogno di questi ghetti, di queste aree per distruggere i “rifiuti” Aprire le porte dei ma— nicomi, impostare diversamente 1 ‘assistenza medica, togliere gli e— marginati dall esclusione, vorrebbe dire rallentare 1a produzione,  un numero enorme di disoccupati che turberebbero 1 t ordine e 1a nor— malità. Per loro qu sto non deve succedere! Per loro possono. crepare nei vari lager, ma 1a società (cioè 1 7 industria, 1a produzione, il guadagno) non devono essere toccati! ! !

ciclo i  Movimento Anarchico di Vicenza h gli é

Martedì u es. a Palazzo Nievo dalle 18 alle 20 si è tenuta una farsa con

primo attore, registra e suggeritoroe Era 1a famosa con-•nissione d q in— chiesta costituita dal consiglio prozinciale. TI presidente inevita— bile, V, Il:larzot a tenuto un monologo di un’ ora e mezzo; per 1a restante mezz a ora 9 secondo il copione, ci sono state alcune battute dei. suoi ami— ci, Le prove riprenderanno dopo le ferie a

Marzot ha negato che 1a connissione abbia funzione d t inchiesta sui pes— taggi ecc. ha invece il conpito di visitare il S; Felice. Previo proav— viso di qualche mese al direttore, cosiccgè possa stipare nelle cantine malati che non devono essere visti, e preparare uno spuntino con champagne per i  corae già successo Q

Non ha detto che 4 giorni prima mentre era a So Felice a prenedcro accor— di con il direttore alcuni malati gli avevano gridato Delinquente assassino, vergognati ! Cho fece ì:larzot? PErdonò e disse sorridente

“Ragazzi, non sono v-n oratore, tornerò un? altra volta e metteremo a posto tutto n così ha fatto! Tutto a posto. Isolamento e largactil per tutti Di chi 1 ? idea? Ma è naturale! Di nessuno ! ! !

I t! nostri” hanno paura che 1a veri tè venga a galla c con erusa tut to il marcio dell arministrazione. Ignorano le nostre insinuazioni, Intanto tutto è cono prina nonostante i loro discorsi e Parole vuoto.

Garzia, Marzo t, Fracasso, Carboniero devono andarsene, e con loro tutti i marmasantissina doll araninistrazione; alcuni di essi ora integerrimi impietati negli uffici shao vanzi di galera, ex ufficiali del SOS benemeriti di Mathausen, Aschwitz e Se Felice. finchè ci saranno loro non sarà possibile alcun carzbiancntoo La loro contorta mentalità fascista non recâpisce alcun discorso so non fatto da camerati. La colpa è di madre natura, non loro e Chi nasce nong010id09 chi fascista. Ai loro tempi gli aguzzini erano premiati con promozioni lampo; hanno fatto 10 stesso a S. Folicce E t loro rimasta 1a mania edile dul duce: risultato è 1 ‘ ospedale di Laghetto. , con grande davanzalo, Iaroido ricordo e tante scritto sui muri secondo 1a modernissima terapia: 1a nazifascioterapia di gruppo raentrc loro costruiscono casc, a S3 Felice i loro chileghi costruiscono casse. Da morto, 60 anno 0 così risolta 1a crisi degli edili c dci falegnami. Intanto a So Folicc le Inalate votagono violentate,

Corno è successo a una c tilista di vent g anni, cui focosi inf >rraieri hanno strappato i peli della feee cono ricordQ. Un? altra raalata di sedici anni ha pure lei lasciato 10 scalpo” agli Apaches di Se Felice. Anche questa è terapia di av-nguardia: sesso terapia: individualo e di gruppo, *illa Ì’.larzot

Fracasso e Carboni oro non hanno tempo. Le visite private rendono. kerò loro nomi non sono fra i benefattori del fisco 6 0 si sono dimenticati qualcosa, porchè troppo impegnati, o hanno visitato gratis qualcuno del fisco. Queste sono basse o inqualificabilii insinuazuini, che però esigono una risposta. A S. Folicc vi sono ragazzi di 14 anni che godono dello costanti attezioni ds. i pederasti c Ma 1a loro vorginità tr non intcrcssa conmissione.

Compagni di S. Felice è ora di finirla di essere prosi in giro da gente che pensa solo ai suoi intcrossi, alla carriera, • I magnifici quattro se .ne devono andarce La loro epoca è passata 0 (icveno rendersi conto Oho finiti, non sorvono più. Ultimi baluardi di un passato che sta rilO— rendo, por fortuna !

Per inciso, ci pizccrobbo sancro porchè Carboniero è pensionabilà con 50 anni di servizio e Ha forse carninciato a lavorare como psichiatra a

 

10 anni?

Cicl, in proprio  via s. Lucia

luglio 72Dl VICENZA

lŒatti non si nasce, 10 si diventa. Sono il lavoro, 1a faûliglia, 1a società a far diventare tnat-t • L’attuale organizzazione del lavoro e tutte le alt-Fe strutture ene di tale D rganizzazione riflettono 1a struttura: faaiglia, so ci età, ambiente, ecco generano malattie per 10— ro natura intrinseca 0 Sono causQ di tnalattie professionali fra cui le nalattie mentali, degli infortuni, del detericrauento dell t ambiente 9 del fisico e della ‘mente degli individui 0

Finora le ITIa1attie professionali, gli infortuni 9 ecce sono stati pre— sentati corne logica cc;nseguenza del progresso. Niente è più falso. Causa principale di questo tipo di inala t tie è il lavoro in sè, ma il cone si lavoras si è costretti a lavorare. Essi sono risultato di un lavoro di una società basata sulla competitività 9 sul éhi guadagna

di più, sull I arabi zione, sull I arrivisû10 personale. Una società malata alle radici e IQor1 ci vien fatto cred bre fondanentalmente sana e con qualche lieve difetto 0

La-  del lavoro che si riduce seccpre più a ripetizione di ge— sti setapr uguali, fa sentire t uono una macchina: tale lavoro àlienan to deterŒina insofferenza, psicosi, nevrosi, c porte, spesso alla pazzia. La p.oca disponibilità di sti lavoro 9 1a possibilità senpre costante di perdere il posto, sono LTLàtivi di ansia 9 e così pure il fatto di dover sprecare tern-po e soldi per raggiungere il Iuogc di lavoro 0

E)! il rapporto di lavoro basato sulla legge. dol Ttassirno guadagno che bisogna caubiareo Per non spendere soldi il  rifiuta di prendere le più elementari precauzioni por tutelare 1a salute degli operai; . Va alla ricerca di inanod {opera a basso costo, rifiutando di assumere o li— cenziando gli operai (lavoro a domicilio e manicomio) ; fa crescere i ritmi di lavoro ai limiti della possibilità.

Per guadagnare di più bisogna produrre di più, spendendo• meno: • a farne Ie- spese è 1a gente 0

Producendo di più si deve . vendere: a farne le spese è La gente 0

Certo oggi si ûlangia meglio, c ? è 1a macchina, 1a 11 V, e soprattutto c r è tanta pubblicità o Qanta da far riÌ2beci11ire totalmente 1a gente o Vien voglia di avere tutt o belle cose che si vedono, si vive in funzione di quelle 0 Se -nem si ad averle si sta filale, si soffre

T soldi non bastano -alai c E allora bisogna guadagnare di più, lavorare di più, Allora liti i ri casa perchè i soldi sono pochi, perchè 1 l ami— co ha questo e quest i altroe Per le Liti in casa uno si da all ‘alcool, o quanto meno si diventa nevrotici, e così si va a so Felice. E da so Feli— ce non si esce più,

Poi qualcuno esalta 1a nostra società,  del benessere e del pro— gresso, Per noi Anarchici è una società disuŒana, irrazionale, II costo del benessere si vede. 1500 000 ricov@rat’i nei Tie carceri , piene di “delinquenti ” c Un ûlorto sul lavorò. ogni 1 0 infortuni al— 1 ‘anno 0 In 30 anni mezzo 211 ione di e 30 milioni di feriti sul Ia— voro !ŒoLtissina gente che nuore appena andata in pensione e i restanti sono ûlorti 10 stesso, in viIlan to tagliati fuori da tutto perchè non lavo— rano più, 1 ‘inquinament02 e il deterioranento dell ‘ambiente?

Questo è il risultato di una società basata sul massimo profitto, sul guadagnarc ssupre di più 0 -u i uotno vale quanto produce e finchè produce. E t umano tutto ci o?

segue

Noi non neghiamo il progresso e     benessere, anzi.  il prezzo da pagare a questo progresso, prezzo che ci    troppo elevato. Noi anarchici consideriamo umana una società che bada ai veri bisogni dell l uomo: 1a sua vita, e 1a sua salute, che rispetta 1a persona umana 0 Una società che prirna di creare un bisogno prenda tutte le precauzioni per evitare i Qorti, i feriti 9 le nevrosi, gli inquinanenti,

E t più importante 1a     a colori 0 1a nostra vita? Noi preferiatno che Quei miliardi vadano spesi per altri scopi; ma tant t è, ormai le indu— Strie di elettrodomestici hanno creato 1a psicosi della TV a colori e 1a gente quando Questa sarà posta in vendita, piuttosto che rinunciar— ci preferirà perdere un dito. Intanto nei manicocai e nelle fabbriche 1a gente crepa. Ida i nostri padroni ci fanno vedere Carosello, così 1a gente non sa, non vede. Tanto ci sono già state Le Elezioni. Abbiano eletto i nostri delegati, coloro che decidono per noi della nostra vita e della nostra morte. Lasciarno fare a loro che sono persone oneste: basta vedere cosa fanno qui a S. Felice.

Una volta ci pensavano i preti a far star buona 1a gente, dicendo di sopportare, di tacere. Più uno soffre e più sarà ricornpensato, gli ul— timi saranno i priŒ1i, i ricchi non vanno in paradiso se prima un cammel— Ip non passa per 1a cruna di un ago   Ora ci pensa 1a Q v, 1a pubblicità a non far pensare 1a gente o a farla pensare Quello che vogliono gli altri: i padroni. Lo scopo è che non ci sia mai mi— nuto in cui si psssa riflettere, aa se 1a tecnologia usata male pub por— tare a questo, 1a stessa utilizzata in un ‘altra maniera può essere un mezzo per superare tutto il deterioranento cai ha portato.

Tutto questo fiume di parole per dire che 1a lotta per i manicomi e per 1a salute mentale non è una lotta isolata, ma si inserisce in un discorso più vasto. Siamo coinvolti tutti, non solo i malati o gli infermi eri. Per avere un senso tale lotta deve estendersi. L’unico soggetto in • grado di operare un catnbianento radicale sono coloro che ci riuettono perso— nalmente, gli operai, 1a gente, tutti noi. Tacendo ci sotruiamo i lager don le nostrà nani. Ci costruiamo una vecchiaia squallida, più squallida di quanto ora non sia. Se un cambiamento ci sarà, deve esserci, non sarà certo I ‘Amninistrazione provinciale a  visto il passato nazi— fascista di buona parte dei nostri democristiani è logico che per loro i lager non debbano essere nè smantellati nè ai gliorati. Un donani potreb— bero tornar loro utili!

Ifovimento anarchico di

Vicenza

in proprio Via S. Lucia 21 luglio 72

Distruggere i LAGI-IER

be,rbarie dei temp- moderni: pvnire     respon_ca-oili ! .

Periodici, quotidiani e volantini stanno – denunciando, ancora una volta, 1a sc andalosa situazione esistente in provincia di Vicenza nei cosidetti -Manicomi e Case di salute.

Migliaia di lavoratori, operai, contadini poveri, ce sa Linghe figli del popolo- sono reclusi in luoghi inadatti, spesso senza-assisten— za, molti costretti a lavorare per 200 lire al giorno.

Si hanno casi di omicidio e di suididio; ammelati di mente che pongono fine alle loro sofferenze gettandosi da 11a finestra o che finiscono le loro pene per le botte o le sevizie ricevute.

Nei Psichiatrici provinciali ( Vicenza e Montecchio Precelcino) oltre 1000 ammalati sono affidati alle cure di 7 medici e di primari e direttori che praticamente non esistono, tante sono le loro altre incom— benze ( tra le quali, gli ambulatori privati a 12.000 lire per visita a 11 q interno dei Psichiatrici stessi) .

Nelle cosidette Case di salute ( Noventa , Lonigo, Montecchio Maggiore e Marostica che ricoverano circa 1500 amma lati, 4 0 5 medici, pochi infer— mieri–e q alche decina di inservienti costretti a praticare 1 P assi stenza senza alcuna abilitazione di legge e quindi senza 1a relativa retribuzione

IN QUESTI LAGHER DEI TmP1 MODERNI SONO MANDATI A MORIRE 1 LAVORATORI, 1 ONTADINI POVERI, LE CASALINGHE. Per gli altri ci sono le cliniche e le case di cura private. 1 figli del popolo ammalati di mente sono matti” e 1a società provvede a recluderli in vere e proprie carceri e li dimentica. I rischi, o chi ne ha possibilità, sono invece affetti da “esaurimento nervoso”

E’ NECESSARIO DISTRUGGERE QUESTI INFAMI LUOGHI Dl PENA E NON Dl CURA !

1 RESPONSABILI Dl QUESTE SITUAZIONI DEVONO ESSERE INDIVIDUATI E PUNITI !

LE MALATTIE MENTALI VANNO PREVENUTE INDIVIDUANDO MOTIVI CHE LE DETERMINANO ( rumori, orari e ritmi déi luoghi di lavoro, ambiente socia Le, miseria , alienazione che deriva dal cosidetto progresso, ecc.) !

LE PiALATTIE MENTALI VANNO CURATE CON PERSONALE ADEGUATO E PREPARATO ( non carcerieri), possibilmente senza allontanare 1 ‘ammalato dal suo ambiente, dalla sua residenza !

IN QUESTA DIREZIONE DEVONO OPERARE GLI ENTI OSPEDALIERI, LA REGIONE, LA PROVINCIA, 1 COMUNI !

Lavoratori, cittadini mobilitiamoci per questa giusta lotta; gli speculatori e gli aguzzini degli ammalati di mente devono essere individuati e allontanati dai luoghi di cura. E 1a Giustizia dovrà punirli per le loro malefatte.

DAI LUOGHI Dl LAVORO PARTA UNA FORTE SPINTA IN QUESTA DIREZIONE CHE SPAZZI VIA 1 LAGHER E GLI AGUZZINI

Vicenza, luglio 72                     CGIL         Vicent ina

 NO AL SUPERCôRCEBE

SABATO 16 NOVEMBRE SARA’ INAUGURATO, PRO      ILMENTE CON LA PRESENZA

MINISTRO Dl GRAZIA E GIUSTIZIA MARTINAZZOu1, IL SUPERCARCERE QUARTIERE DT S. PIO

Chiesto di S. Pio xo è uno delle decine di carceri già esistenti o in cos truzione in tutta Italia, che ha in sè tutte le caratteristiche delle carceri di massima sicurezza,  perchè progettate e costruite in pieno clima   emergenza, che hadato Frutto a una serie di provvedimenti legislativi repressivi, a partire dalle “leggi spe— ci ali Cossiga” del

Alle cosidette carceri “normali’! -come quello di S. Biagio, ( noto per le sue condizioni strutturali igienicamente invivibili, che nessuno dice più di chiudere), si aggiungono. cosi carceri che sin dalla loro i ideazione incorporano quell i -art. 90 ( anch’ esso Frutto dell’ emergen— za e abolito solo formalmente), che mira in modo più sofisticato e specializzato alL’ annientamento psicofisico dei detenuti: e

II quartiere di Se Pio X 0 , che si sta sempre più trasformando in tipico ghetto di periferia, con armassamento di nuove cos truzioni e innumerev02i laboratori neri, già ampiamente militarizzato per 1a presenza della base Nato Il Ederle” 1′ esempio tipico della ges ti one locale di url potere citta— dino completamente asservito alla politica governativa: centinaia di miliardi stanziati per 1a costruzione di can-ceri speciali ( a Vicenza e a Padova), di tribunali e aule bunker ( a Padova e a Venezia) , per il rafforzamento e 1a ulteriore specializzazione delle cosidette “Forze dell’ on— dine ‘l ( nuova questura li Vicenza, nuove caserme a Montecchio Magg. , a Valdagno e altre) e addiri t tura per trasformare reparti di ospedale in invivibili bunker

SOLDI CHE VANNO TOLTI DALLE TASCHE DEGLI OPERAI E PROLETARI

E DAL TAGLIO DEI SERVIZI, CASA; SCUOLA E SANITÀ* IN PRIMO LUOGO. La legge Finanziaria, già contestata da decine di migliaia di studenti e proletari a livello locale e nazionale, ne è 1 ‘ ultimo esempio.

SOLO L’ ORGANIZZAZIONE PROLETARIA E OPERAIA DENTRO E FUORI DAL CARCERÉ,

PER UNA MIGLIORE  DELLA VITA, PUO I SMASCHERARE E SMANTELLARE

L’ USO DEL CARCERE, DELLA PENA E DELL’ ERGASTOLO, DELLA REPRESSIONE E DEL CONTROLLO SOCIALE, NELLE FABBRICHE, NELLE SCUOLE E   TERRITORI,

COME DETERRENTE E SPAURACCHIO PER GLI STRATT POPOLARI CHE NON ACCETTANO Dl ESSËRE SUBORDIN12T1 AD UN SISTEMA CHE LI VUOLE INTEGRATI E UBBIDIENTI.

—Celle singole e piccolissime, porte automatizzate per eliminare ogni contatto tra detenuti e perfino coi secondini, telecamere in ogni cella per il continuo con frollo del detenuto, servizi in cella per evi—  tane ogni spostamento, perquisizioni costanti e così via:

NELLA PROSPETTIVA DELLA ESTINZIONE DEL cARCERE, LOTTIAMO PER ELIMINARE RADICE TUTTE QUESTE FORME Dl VESSAZIONE :

A questo proposito denlmciarno pubblicamente le strurnentalizzazioni del Vicenza” che presenta il carcer come un “albergo ” , con attività sportive, che essendo esterni alle sono destinati agli agenti di custodia e al personale

COLLETTIVO      INIZIATIVA COMUNISTA

RCDIO EST

RIDIO COOPERATIVA

CTP TOLENTINO

VENEZIA

 

Per maggiori informazioni segnalo:

In memoria di Guido Bertacco

http://www.ecn.org/uenne/archivio/archivio1999/un04/art361.html

e ovviamente suggerisco un’attenta lettura dei volantini qui allegati, magari un poco “rozzi”, ma espliciti (diciamo che all’epoca almeno ci abbiamo provato, poi le cose andarono come si sa…)

 

 

Sorgente: nuovaresistenza.org

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