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Lucia Del Grosso » BERSANI CONOSCEVA I SUOI POLLI

Penso che Bersani non si intenda solo di mucche e tacchini, ma anche di polli. E la vicenda delle candidature PD ha disvelato di che natura sono i polli circolanti in quel partito in tutte le aree correntizie, anche in quella bersaniana.

Sono parole di Renzi: «E’ una disperazione far fuori 150 uscenti… C’è quello che ti dice ho il mutuo da pagare, l’altro che ti fa sapere che gli manca una legislatura per la pensione, un altro che accampa un buon motivo….».

E tutti questi mutui accesi e tutte queste pensioni da maturare non sono certo concentrate in area renziana, molte sono anche in quella ex bersaniana, cuperliana, ex dalemiana ……..

E noi, che ascoltavamo increduli le acrobazie dialettiche di Bersani, Speranza e altri ritardatari nel lasciare il PD, di fronte all’immondo spettacolo dei questuanti davanti la porta chiusa di Renzi, dobbiamo ammettere che sì, qualche motivazione l’aveva, il Bersani, a tirarla per le lunghe. Me lo immagino guardarsi intorno e soppesare il grado di autonomia di ciascuno dei “suoi” dal sistema di distribuzione di posti, incarichi e altri vantaggi e poi allargare le braccia sconsolato nel chiedersi: “Chi mi seguirà fuori dal PD?”.

E c’è voluta la legge elettorale per convincere un po’ di polli a lasciare il PD, mentre altri sono rimasti a farsi tirare il collo da Renzi in una nottata di mattanza.

E io gliene ho dette tante al Bersani per la sua mancanza di coraggio, e le confermo tutte, per la perdita di tempo, per la corda lasciata a Renzi, per …. per …. per ….. e non c’è bisogno di spiegare, la notte dei lunghi coltelli dice tutto. Ma una piccola lancia, no, un manico di scopa, facciamo uno stuzzicadenti, via, dobbiamo per onestà spezzarlo per Bersani e i ritardatari, quella era la loro aia e quelli erano i loro polli.

E dobbiamo pure ammettere che tanti anni di scempio della politica ha evoluto, o meglio involuto, i polli ruspanti dei partiti che conoscevamo un tempo in questi polli da batteria che beccano in tutti i partiti e tutte le formazioni politiche e sarà dura rimettere insieme una dialettica politica decente con questi volatili.

Ma prima c’erano i partiti che facevano la selezione della specie e portavano in Parlamento i polli ruspanti, ora c’è l’appuntamento elettorale che cernisce quelli che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo in una grande zuffa: vincono i rapaci.

E mentre si consuma questa tragedia immane c’è chi strepita di paracaduti e paracadutati, come se i polli paracadutati fossero tutti di batteria e quelli dei territori tutti ruspanti. Ma da dove verrà mai questa bizzarra convinzione che i territori siano i migliori selezionatori della classe politica? Bah, di notte tutti i polli sono grigi (erano le mucche, ma non fa niente) e questa è la notte più lunga e nera della politica.

 

 

 

Sorgente: Lucia Del Grosso » Blog Archive » BERSANI CONOSCEVA I SUOI POLLI

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