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Lottiamo per ricostruire la società e il nostro paese-di Argiris Panagopoulos

ALEXIS TSIPRAS al parlamento greco:
Abbiamo vinto la sfida della crisi,
lottiamo per ricostruire la società e il nostro paese

di Argiris Panagopoulos 
La Grecia esce dalla crisi con la sua società in piedi a parte “l’irritazione e l’imbarazzo del vecchio sistema politico che è andato in bancarotta e ha saccheggiato il paese” insieme a coloro che nell’estate del 2015 non credevano che sarebbe riuscito il programma di finanziamento e credono che la Sinistra di fronte alle difficoltà debba “sfuggire e arrendersi lasciando la gestione del governo del paese all’ avversario” aspettando che arrivi “il giorno del Giudizio come fanno i testimoni di Geova”, ha detto Alexis Tsipras ieri sera al parlamento greco.
Il primo ministro greco ha parlato dell’uscita definitiva della Grecia dai Memorandum e dalla crisi, e della chiusura di “un grande e difficile cerchio”, dopo avere stretto calorosamente la mano a Manolis Glezos, che seguiva la plenaria del parlamento dal posto di onore degli ospiti e delle autorità. Il gruppo parlamentare di SYRIZA è uscito con una deputata in più, dopo la domanda di una ex deputata dell’Unione di Centro di aderire come indipendente al gruppo parlamentare di SYRIZA, “per aiutare il paese di uscire dalla crisi”, come ha dichiarato, fatto per il quale il gruppo parlamentare di SYRIZA ha raggiunto la quota di 145 deputati.
Per Alexis Tsipras la grande sfida deve cominciare dopo la riunione dell’Eurogruppo del 22 gennaio prossimo, che aprirà la discussione per concretare le misure di alleggerimento del debito.
Secondo il governo greco per la chiusura della terza valutazione del programma greco fissata al 22 Gennaio mancano solo alcuni atti amministrativi e ministeriali di importanza secondaria, dopo il voto di ieri del parlamento sul corpo delle leggi negoziate con i creditori per ottenere la tranche di 8 miliardi.

“Riusciamo dove gli altri hanno fallito”
In un’atmosfera densa di significato per la morte di Teodoro Michopoulos, noto giornalista ed ex direttore dell’ufficio stampa dello stesso primo ministro, Alexis Tsipras ha sostenuto che “la realtà dà coraggio e la speranza a milioni di nostri concittadini, che hanno sofferto sacrifici molto grandi in tutti questi anni, di vedere finalmente la luce e l’uscita dalla crisi, ma mentre dà luce, speranza e coraggio a milioni di cittadini, fa nascere in molti, rabbia e imbarazzo”, facendo “indirettamente” riferimento alle opposizioni di destra e dei socialisti.
Questi sviluppi, ha detto, porteranno lo scontro politico alle elezione al termine dei quattro anni della legislatura, “dove non ci sarà neppure una traccia convincente della narrativa da parte loro”, sottolineando che “anche i più fanatici” capiranno che “dove i governi precedenti hanno fallito più e più volte, questo governo sembra aver avuto successo”.
Tsipras ha notato anche l’imbarazzo, il nervosismo e la frustrazione esistente tra coloro che “hanno creduto e continuano a credere e vogliono credere che la vita gli dimostri che la sinistra non può avere un ruolo di primo piano negli eventi che si sviluppano in una realtà come quella di oggi”.
“Ma hanno dimenticato che alla fine la Storia dura a lungo e che tutti saranno giudicati non dalle circostanze, ma saremo giudicati dalla Storia, principalmente dal rapporto tra due fattori: le alternative che abbiamo avuto in quel momento davanti a noi e che abbiamo ogni volta di fronte a noi, ma anche il risultato prodotto, che, come sappiamo, richiede tempo per essere prodotto e rendersi visibile”, ha continuato A. Tsipras.

Sono crollate le “previsioni” della destra
Rivolgendosi al leader di Nuova Democrazia K. Mitsotakis, il primo ministro greco ha detto che “dal giorno in cui abbiamo preso il controllo del governo, hanno sempre aperto la scatola di Pandora”, parlando di partiti che dal 2010 in poi hanno governato ricorrendo alla paura e dal 2015 stanno facendo opposizione con il catastrofismo. “Non c’è un altro leader dell’opposizione nella nostra storia – e su questo credo che il signor Mitsotakis abbia il primato – che solo pochi mesi dall’assunzione della leadership del suo partito abbia chiesto di andare alle elezioni. Eravamo ai primi mesi del 2016 e aveva previsto che la prima valutazione del programma non si sarebbe chiusa”, ha detto Tsipras facendo un elenco di tutte le “previsioni” dell’opposizione di destra naufragate miseramente.
“Non so se lei, signor Mitsotakis, abbia assunto qualche astrologo, qualcuno che legge la mano, qualche medium, ma deve sapere che questi le dicono quello che lei desidera ascoltare…. Le consiglio di vedere e accettare la realtà”, ha detto Alexis Tsipras. “La realtà è che la Grecia ha cambiato rotta, è un paese che sta riprendendo la crescita, avendo al volante non i soggetti che realmente l’avevano portato sulle rocce”, ha continuato Tsipras riferendosi ai dati sulla crescita reale vicini al 2%, la diminuzione della disoccupazione del 7% in tre anni, il record degli ultimi dieci anni di attrazione di investimenti esteri diretti, arrivati a 4 miliardi nel 2017, la diminuzione dei rendimenti dei titoli decennali ai livelli del 2006, anche al di sotto della soglia del 4%.

Misure a favore della maggioranza sociale
Per Tsipras sono stati significative, “emblematiche” ha detto, le leggi a favore della sanità pubblica, le cure primarie l’istruzione pubblica, la ricerca, la protezione dei diritti dei lavoratori, i diritti sociali. “Ogni negoziazione porta a successi e ripiegamenti. Ma anche in queste circostanze, andiamo ai negoziati per ampliare la portata delle misure a favore della maggioranza sociale. Ed è quello che abbiamo ottenuto in tutte e tre le precedenti valutazioni”, ha detto, ammettendo che ci sono state anche delle perdite significative. Parlando delle leggi che si dovevano approvare in parlamento ieri sera ha sostenuto che gli accordi positivi con i creditori sono molto più di quelli nella direzione opposta.

Catasto: Riforma nel cassetto da 40 anni
Tsipras ha fatto un riferimento particolare alla “riforma ovvia” del Catasto e all’approvazione delle mappe forestali. “Voi che vi chiamate riformisti e modernizzatori, perché non avete potuto fare in 40 anni questa innovazione?”, ha detto rivolgendosi all’opposizione sostenendo che la Grecia moderna dalla sua creazione ha vissuto nell’era “dei firmani d’oro dei sultani e le fatwa del periodo ottomano”.
Per quanto riguarda gli assegni familiari, una questione che è diventata oggetto di severe critiche e di riflessione, ha sostenuto che si sta riparando ad una grande ingiustizia verso le famiglie con uno o due figli, notando che 730.000 famiglie vedranno un aumento, anche il raddoppio del sussidio. Tsipras ha osservato, che il problema delle basse nascite in Grecia si deve affrontare sostenendo le famiglie con uno o due figli, che sono la maggioranza del paese e le giovani copie che vogliono avere per lo meno un figlio ma non ne hanno la possibilità economica.
“Nel bilancio precedente, abbiamo approvato 260 milioni di euro in più per gli assegni familiari e la cifra era arrivata a 650 milioni di euro, mentre ora ha raggiunto i 910 milioni. Questo aumento è in linea con la nostra razionalizzazione. Pertanto, 740.000 famiglie vedranno un aumento dei sussidi che ricevono. La premessa del nostro ragionamento è quello di aumentare i sussidi del primo e del secondo figlio e mettere criteri dal terzo in poi”.

Lo sciopero non è né abolito né minacciato
“Il diritto di sciopero è una sacra conquista della classe operaia. Non è né abolito né minacciato da questo governo”, ha detto Tsipras sostenendo che “noi vogliamo che i sindacati siano di massa, combattivi e in agitazione continua di fronte l’autoritarismo dei datori di lavoro”.
Allo stesso tempo, ha ricordato le richieste del FMI, facendo riferimento alle pretese del FMI e della Confindustria greca SEB o alle proposte del leader della Nuova Democrazia sulle relazioni di lavoro.
Tsipras ha ricordato che la Nuova Democrazia chiede di fissare il quorum per lo sciopero a livello aziendale al 50% più 1, da applicare non solo alle rappresentanze di primo grado nelle aziende ma in tutto il tessuto sindacale, cioè ai sindacati territoriali, settoriali, federali e confederali. Tsipras ha detto che è “una menzogna senza limiti” che il governo sta implementando le richieste dei creditori e della Confindustria greca SEB per la deregolamentazione del mercato del lavoro.
“Pensate a cosa sarebbe successo nelle relazioni di lavoro negli ultimi tre anni se fossero rimasti nelle loro posizioni di governo. Pensateci cosa sarebbe accaduto visto che anche ora stanno sostenendo le proposte del FMI e del SEB”, ha detto indicando con la mano i posti dei deputati della Nuova Democrazia.
Riferendosi alle forze del PAME del KKE, ha notato che la prossima volta che visitano il ministero del Lavoro “non avranno bisogno né di troupe televisive o di vetri rotti”. “Serve dialogo, informazione e vigilanza se davvero la vostra vera preoccupazione è il miglioramento delle condizioni di vita della classe operaia”, ha aggiunto, esortandoli a non “disperdere il disfattismo nel mondo del lavoro, sostenendo che si abolisce il diritto di sciopero”.
“Noi non abbiamo solo un piano per far uscire la Grecia dal regine dei Memorandum, ma abbiamo la visione di una Grecia che diventi uno stato di diritto senza il caos di un’eccessiva regolamentazione e della burocrazia che in ogni momento aiuta il clientelismo parassitario e le tangenti”, ha detto Tsipras.
“Nelle negoziazioni avevamo i contratti collettivi, la liberazione dei licenziamenti collettivi e adottare una legge per il lockout e la legge per i sindacati, nella quale doveva essere una clausola per il licenziamento dei sindacalisti. Senza avere nessun appoggio da parte delle istituzioni ufficiali del movimento sindacale, come la GSEE. Il GSEE che invece, nell’estate del 2015 ha saputo prendere una posizione ed era favorevole al “Sì” del referendum. Ma sul ripristino dei contratti collettivi di lavoro aveva la bocca, ma non ha parlato. Siamo riusciti a ripristinate gli accordi collettivi e a non far passare il lock out. Era rimasto solo la regolamentazione del quorum per lo sciopero nelle organizzazioni sindacali di primo grado. La nuova norma non cambia la modalità di decisione di uno sciopero, che continua ad essere la maggioranza dei presenti”, ha detto Tsipras avvertendo che “non voglio più parlare della posizione della leadership di GSEE o denunciare l’atteggiamento di PAME. Sarebbe esagerato chiedere a PAME di comprendere la sostanza dei negoziati o al KKE, che chiede l’uscita dall’euro e dall’Europa, anche se non ci dice poi se le cose per i lavoratori andrebbero meglio in questa ipotesi”.
“Quello che denuncio come completamente falsa è la campagna secondo la quale la nuova norma sta abolendo lo sciopero e che il governo soddisfa pienamente i requisiti del FMI e del SEB. Su questo è sufficiente chiedere al signor Mitsotakis e alla Nuova Democrazia, che sono i portatori dei punti di vista del FMI e del SEB”, ha detto il primo ministro, aggiungendo rivolto al KKE: “Non disperdete il disfattismo nel mondo del lavoro. Il diritto allo sciopero è una conquista sacra e non è minacciato o abolito da questo governo”.
“Nel 2015, il rapporto tra occupazione part-time e lavoro a tempo pieno era del 60% – 40% ed è ora invertito a favore della piena occupazione. E sono stati creati 320.000 nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di lavoro non dichiarato è sceso dal 19% al 13%”, ha continuato Tsipras chiedendo al KKE: “Pensate quali cose sarebbero accadute in questi tre anni se fossero rimasti nel governo questi che ora hanno l’arroganza di muoverci il dito”.
“La prossima volta che i vostri dirigenti e i vostri sindacati visitano il ministero del Lavoro, non avranno bisogno di troupe televisive o vetri rotti. Serve il dialogo e la vigilanza e di comprendere tutti in quali equilibri succedono le cose”, ha detto Tsipras chiudendo la sua critica al comportamento del KKE.

Sorgente: Oltre

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