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Lo show degli Usa di Trump: insulti con l’ex guru neonazi

 

La Casa sbianca. Il presidente contro l’ex guru: in un libro in uscita il «consigliere» ridicolizza la Casa bianca

Il libro uscirà negli Usa la prossima settimana, ma le sole anticipazioni dei contenuti di Fire and Fury: inside the Trump White House, «Fuoco e Furore: dentro la Casa bianca di Trump», titolo dell’opera del giornalista e scrittore Michael Wolff, hanno già creato un grande scompiglio mediatico.

IL LIBRO DI WOLFF è una raccolta dei colloqui avuti con membri dell’amministrazione Trump, e tra questi Bannon è stato uno dei più spietati. Steve Bannon, giornalista, filmmaker e politico con tendenze neo nazi statunitense, è tornato a fare il direttore del portale di ultradestra Breitbart, ma è stato il coordinatore della campagna elettorale di Trump, e suo capo stratega dal 20 gennaio al 18 agosto 2017; dal 29 gennaio fino al 5 aprile 2017 è stato membro del Consiglio per la sicurezza nazionale.

BANNON ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione del «Trump presidente», dando una forma al grumo scoordinato di violento populismo che era la sua campagna elettorale. Una volta bandito dalla Casa bianca aveva affermato che avrebbe sostenuto Trump anche meglio dall’esterno: in realtà da quel giorno è stata una carneficina. Tornato a Breitbart ha sostenuto che il presidente non stava mantenendo le promesse elettorali e che quel glorioso e rivoluzionario momento si stava spegnendo. Ora gli estratti del libro di Wolff anticipati al Guardian sono un’altra sciabolata, innanzitutto contro i suoi più acerrimi nemici: i figli e il genero di Trump.

LA CONTRAPPOSIZIONE tra Bannon e giovani Trump rappresentava le due correnti «interne»: il gruppo dei figli, con Ivanka e il marito Jared in testa, dava vita all’influenza «ragionevole e moderata» a cui Trump, secondo Bannon, era troppo sensibile. Con Wolff Bannon ha parlato di incontri «sovversivi» tra il figlio di Trump, Don jr, ed emissari russi, di conversazioni definite «antipatriottiche» che hanno portato al Russiagate; quanto a Don Jr la previsione di Bannon è che verrà «rotto come un uovo in diretta televisiva». Dalle anticipazioni del libro di Wolff viene fuori il ritratto di una presidenza senza alcuna strategia e sguardo globale, che passa, improvvisando, da una crisi all’altra in mezzo a scontri e battaglie intestine, dove tutti sospettano di tutti.

AL CENTRO DELLA NARRAZIONE ci sono i dettagli dell’incontro del giugno 2016 alla Trump Tower tra il genero Kushner, Don Jr, il presidente della campagna elettorale Paul Manafort e l’avvocata russa Natalia Veselnitskaya. Bannon conferma che l’incontro è avvenuto sulla base di una promessa: materiale compromettente su Hillary Clinton.
«Quei tre pensavano fosse una grande idea incontrare gli emissari di un governo straniero proprio dentro la Trump Tower – dice Bannon – senza avvocati al seguito. Anche se uno avesse pensato che non si trattasse di qualcosa di sovversivo, antipatriottico, o di pure cazzate (e io penso invece che si trattasse di tutto questo), avrebbe avuto comunque il dovere di chiamare subito l’Fbi. Questo è lo spessore cerebrale della gente che c’era».

ALTRI ERRORI sarebbero stati la decisione di Trump di licenziare il capo dell’Fbi James Comey e pensare che l’indagine del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate sarebbe stata rapida e indolore, mentre Bannon prevede che crescerà e si concentrerà sul riciclaggio di denaro sporco. «La strada per fottere Trump passa da Paul Manafort, Jared Kushner e Donald Jr. Chiaro come l’acqua» conclude Bannon.

LE DICHIARAZIONI del suo ex guru non sono piaciute a Trump secondo il quale Bannon «non ha niente a che fare con me, la mia storica vittoria o la mia presidenza. Quando è stato licenziato, non solo ha perso il lavoro, ha perso anche la testa». Bannon, ha proseguito Trump, «dice di essere in guerra con i media, che chiama il partito di opposizione, ma ha trascorso il suo periodo alla Casa bianca a consegnare soffiate e informazioni fasulle per sembrare molto più importante di quanto fosse. È l’unica cosa che sa fare bene; millanta di avere avuto la capacità di influenzarmi per ingannare alcune persone senza accesso e senza indizi, che ha aiutato a scrivere libri fasulli».

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