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In liguria – Attenti al lupo, il consiglio: «Nei boschi tenete i cani al guinzaglio» | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

Genova – Per analizzare il fenomeno è necessario partire da un dato ben preciso. Nel 2013 il numero dei lupi in provincia di Genova non superava le dieci unità. Oggi, invece, l’ultimo censimento realizzato dagli studiosi del “Progetto Lupo” – nato sotto l’egida dalla Regione Liguria – evidenzia che il numero dei predatori che si muovono tra i confini della provincia ha superato le sessanta unità. In pratica si è moltiplicato di almeno sei volte rispetto a cinque anni fa. Ma non solo. Gli esperti dicono che tra Arenzano e Castiglione Chiavarese sono stanziati otto branchi di lupi che occupano le nostre montagne e si avvicinano sempre di più ai centri abitati.

Per questo Roberto Sobrero, consulente della Regione che segue i progetti legati al lupo finanziati dallo stesso ente, si rivolge ai cittadini proprietari di cani che fanno lunghe passeggiate nell’entroterra o nelle montagne genovesi. E invita loro a prestare massima attenzione quando lasciano liberi i cani nei boschi.

Non è un caso, infatti, che neppure due settimane fa sulle alture di Ronco Scrivia in Valle Scrivia un branco di lupi abbia attaccato e ucciso due cani che il proprietario aveva lasciato liberi di correre sui monti: «Occorre prestare la massima attenzione quando si va in montagna insieme ai cani – sottolinea Sobrero – e tenerli necessariamente al guinzaglio. Non solo perché c’è una legge che da indicazioni in questo senso ma perché possono diventare una preda dei lupi e dunque subire un attacco».

Il numero di questi animali selvatici rispetto al passato è salito notevolmente e ora incontrarli non è più difficile o raro come, invece, lo era un tempo. «I lupi – prosegue l’esperto – mangiano un po’ di tutto. E dunque anche i cani, soprattutto quelli di dimensioni più piccole, possono diventare prede se lasciati liberi nei boschi. È, invece, impensabile che si avvicinino o attacchino l’uomo. Tantomeno se la persona tiene il cane al guinzaglio. Questo li tiene sicuramente distanti».

Gli studi del progetto Lupo hanno portato a circoscrivere otto branchi che abitano e vivono nella provincia di Genova. «Sono predatori che si muovono in continuazione – prosegue Sobrero – abbiamo documentato come ogni giorno percorrano anche cento, centoventi chilometri per cacciare». Tra le prede preferite dal lupo “genovese” ci sono proprio gli ungulati che hanno raggiunto in provincia di Genova numeri altissimi rispetto al passato. E proprio a causa della loro massiccia presenza di che è cresciuto il numero dei lupi. A subire i maggiori attacchi sono i caprioli. Più rari, invece, gli assalti ai cinghiali. Quantomeno se non cuccioli o già feriti. Gli adulti di questa razza solo in qualche rara occasione diventano, invece, prede. La stazza e la loro forza, infatti, il più delle volte permette di respingere l’attacco. Ma i lupi, come spiegava l’esperto, sono soliti nutrirsi della selvaggina che trovano nei boschi. E per questo si sono anche spartiti il territorio. A Genova sono otto i branchi. Ogni branco è costituito da otto o le dieci unità all’interno. Gli studiosi hanno dato loro un nome a seconda della zona dove vivono e cacciano.

Si parte dal branco “Beigua” che si è spinto fino a Masone, Sassello e sulle alture di Arenzano a quello di “Capanne di Marcarolo” che ha realizzato incursioni fino a Campomorone, ai Piani di Praglia e nell’immediato alessandrino. In Val Trebbia ci sono due gruppi di lupi, invece. Il primo popola la parte bassa della valle (Torriglia, Bargagli, monte Fasce e Monte Moro), il secondo, invece, la parte più alta. E si muove tra il parco dell’Antola e il piacentino. Anche il levante genovese è contraddistinto dalla folta presenza di lupi. Lo studio commissionato dalla Regione Liguria ha permesso di censire la presenza di quattro grossi branchi che si muovo tra la Val Fontanabuona, l’alta e la bassa Val D’Aveto e Castiglione Chiavarese.

© Riproduzione riservata

Sorgente: In liguria – Attenti al lupo, il consiglio: «Nei boschi tenete i cani al guinzaglio» | Liguria | Genova | Il Secolo XIX

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