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Islanda, la parità di salario tra uomo e donna entra in vigore

Dal primo gennaio 2018 iniziano i controlli e le certificazioni per mettere in atto le norme della legge approvata in primavera. In Islanda la disparità di salario tra uomo e donna va dal 14 al 20%: molto meno che in altri Paesi europei

di Valentina Santarpia

L’Islanda è diventata il primo paese al mondo rendere obbligatoria per legge la parità di stipendio tra uomo e donna, nella primavera scorsa. E da oggi, con il nuovo anno, iniziano i controlli e le certificazioni per metterla in atto: aziende e uffici pubblici con più di 25 impiegati dovranno dimostrare con una serie di documenti che le dipendenti sono pagate quanto i loro colleghi, altrimenti saranno puniti con un’ammenda. L’Islanda non è nuova a misure che promuovano l’uguaglianza tra uomo e donna tanto che negli ultimi nove anni è stata al primo posto della lista dei paesi più avanti nella parità di genere stilata dal World Economic Forum.

Dove si applica

In Islanda le donne guadagnano in media il 14-20% in media in meno rispetto agli uomini, un gap decisamente inferiore a molti altri Paesi. Ma ha già ottenuto grandi successi in tema di parità di genere: metà delle ministre sono donne, l’80% delle donna lavora, e leggi come quelle sull’aspettativa in maternità, contro la violenza sulle donne, sulle quote, hanno fatto fare al Paese enormi passi in avanti. Il paese scandinavo è stato anche il primo al mondo ad avere già decenni fa una capo dello Stato donna, Vigdis Finnbogadottir, e forte è la presenza di talenti femminili nel mondo accademico e nella letteratura. La legge sulla parità di salario, approvata in Parlamento a marzo e pubblicata i primi di aprile sulla Gazzetta ufficiale, si applica sia nel settore pubblico che nelle aziende private e prevede controlli severissimi da parte della Lögreglan, la polizia locale, di quella tributaria e del cosiddetto «Squadrone vichingo», un reparto scelto.

Sorgente: Corriere della Sera

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