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Intel, il ceo ha venduto azioni per 39 milioni appena ha saputo del «bug»

L’amministratore delegato di Intel, Brian Krzanich, ha venduto azioni della sua società per oltre 39 milioni di dollari non appena ha saputo della falla di sicurezza nei processori. E lo ha fatto prima che il bug, scoperto da Google Project Zero nel giugno scorso, diventasse una notizia di pubblico dominio, arrivando addirittura a modificare le regole interne sul trading di azioni da parte del top management (scritte proprio per evitare episodi di insider trading).

La clamorosa notizia arriva dalla Sec, la Consob statunitense, che ha ricostruito in dettaglio l’accaduto. Dopo aver saputo della scoperta da parte di Google Project Zero, Krzanich il 30 ottobre ha provveduto a modificare i termini del suo “trading plan” per poi vendere, il 29 novembre, tutte le azioni in suo possesso a eccezione del limite minimo di 250mila titoli che è tenuto a mantenere in portafoglio.

La società nega che ci sia un legame tra la scoperta della falla e la vendita delle azioni da parte di Krzanich. Ieri sera, dopo che il “bug” dei processori è diventato di pubblico dominio, il titolo Intel ha chiuso in Borsa con un calo dell’1,83%, in controtendenza rispetto ai record di Wall Street e all’andamento positivo delle “cugine” Amd e Nvidia.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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