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Dalla manovra da 3,5 miliardi alla vendita di Alitalia: ecco cosa aspetta il governo che verrà – Tiscali Notizie

Redazione TiscaliA gettare acqua sulle parole del commissario europeo Moscovici è Antonio Tajani. Il presidente dell’Europarlamento, facendo riferimento alle parole del politico francese e alla sua “preoccupazione per l’instabilità del Paese” nel dopo elezioni del 4 marzo, dice che l’Italia avrà un governo che garantirà equilibrio. L’intervento del commissario francese – che molti analisti vedono funzionale all’avanzata nei sondaggi del M5Stelle, in particolare al Sud – può essere liquidato come il timore “pur comprensibile” delle massime istituzioni europee che l’Italia possa non rispettare gli obblighi, soprattutto in termini di deficit di bilancio e contenimento della spesa pubblica.Conto Corrente WidibaLa convenienza di avere un conto a zero spese. Scopri di più!SPONSORIZZATOLa manovra correttiva e i crediti deteriorati dell bancheIn effetti quel che aspetta chi uscirà vincitore dalle urne del 4 marzo è una serie di compiti gravosi che il governo Gentiloni ha pensato bene di non affrontare e rimandare alle incombenze del prossimo esecutivo. In primis proprio i conti pubblici: secondo l’Ue il nostro Paese avrà bisogno di una manovra correttiva di 3,5 miliardi per rientrare nei parametri di bilancio previsti dai trattati europei. Il “compitino” è già stato preannunciato nell’esame preliminare della Commissione, ma il giudizio finale è stato rimandato a dopo le elezioni: la patata bollente passa al prossimo inquilino di Palazzo Chigi. Anche gli ulteriori sacrifici derivanti dalle nuove regole sui nuovi crediti deteriorati nel capitale delle banche proposte dalla Bce. Gli istituti italiani vantano sofferenze per 66,3 miliardi. A questo si aggiunge, scrive La Repubblica, tutta una serie di norme attuative di provvedimenti importanti come il Jobs Act e gli anticipi pensionistici: a riprova di come la stasi del perido preelettorale colpisca anche gli atti amministrativi. In particolare appare fallimentare, almeno fino a ora, la cosiddetta “seconda gamba” del Jobs Act, cioè l’assegno di ricollocamento per chi perde il posto. le REgioni fanno ostruzionismo e il govenro deve mettere mano a una serie di correttivi: rimandato. Come rimandato sarà l’elenco delle categorie escluse dall’aumento dell’età pensionistica a 67 anni che dovrebbe arrivare entro gennaio ma che è plausibile scalerà a dopo marzo. Dalla vendita di Alitalia alla vertenza IlvaLa vendita dell’Alitalia poteva essere chiusa già prima della fine della legislatura, ma il presidente del Consiglio Gentiloni ha preferito rimandare. La compagnia di bandiera ha ricevuto un prestito ponte di 900 milioni di euro che dovrà traghettare il vettore verso l’acquisto da parte di una compagnia straniera. Fino a ora sono diverse le dimstrazioni di interesse (Air France e Delta, ma anche Luftansa, EasyJet e il fondo Cerberus). Ma c’è l’incognita degli esuberi che va risolta prima della vendita. Una campagna elettorale con i dipendenti Alitalia sul piede di guerra non avrebbe di certo giovato alle forze politiche attualmente al governo. Sospesa anche la vertenza Ilva, dopo il ricorso al Tar della Puglia e lo socntro con il governo. Il piano di risanamento presentato dai nuovi proprietari di Arcelor Mittal prevede 4 mila esuberi: la questione spinosa verrà seguita dal governo che verrà.

Sorgente: Dalla manovra da 3,5 miliardi alla vendita di Alitalia: ecco cosa aspetta il governo che verrà – Tiscali Notizie

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