Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

In campagna elettorale l’Italia diventa il Paese delle Meraviglie

Riccardo Nencini

Proprio il paese delle meraviglie. Salvini: abolizione dell’obbligo di vaccinare bambine e bambini; Grasso: abolizione delle tasse universitarie; Berlusconi: abolizione del Jobs act(che in seguito ha rettificato); Di Maio: reddito minimo per tutti, ma proprio tutti, compresi gli eredi disoccupati di chi presenta dichiarazioni dei redditi milionarie.

Un tempo si confidava nella scienza prima di parlare, meglio, prima di assumere decisioni su temi, appunto, delicati, a forte valenza scientifica, sui quali la campagna elettorale non dovrebbe entrare, nemmeno di soppiatto. Oggi bastano stregoni e fattucchiere.

Un tempo attraverso le tasse universitarie si garantiva un servizio universale, figli di papà e figli di operai senza nessuna differenza salvo esenzioni, buoni pasto, borse di studio… Oggi l’esenzione totale, planetaria, fatta apposta per danneggiare chi si trova nella condizione del bisogno. Sai perché? Perché chi è più debole non pagherà tassa di iscrizione ma studierà in atenei impoveriti di risorse e godrà di un insegnamento di seconda categoria. L’opposto dell’equità.

Resta il fatto che livellare alla soglia più bassa – chi ha di più non paga esattamente come chi ha di meno – è iniquo e, non si offenda presidente, demagogico. Resta il fatto che va premiato, supportato, valorizzato chi ha talento. Resta il fatto che chi è capace ma la famiglia non è in grado di sostenerlo, lui sì che va aiutato, a ogni costo.

Un tempo il signor B. si dichiarava liberale, in economia perfino liberista. Candidava imprenditori e il fior fiore dei professionisti. Corteggiava il nordest e spadroneggiava nei convegni confindustriali. Non ho capito bene se l’abolizione del Jobs act preluda a provvedimenti che consentano il licenziamento sempre e ovunque, in ogni condizione, via tutele crescenti e diritti dei lavoratori oppure faccia il paio con la posizione radicale di Landini. Resto convinto che avesse ragione Gino Giugni, il padre del giuslavorismo in Italia, che anni fa propose proprio le misure assunte dal governo. Risalita la china, nulla osta a ridiscuterne.

Un tempo si separava il grano dal loglio. Consuetudine cancellata dai grillini. Per quale ragione a mio figlio senza lavoro, con la dichiarazione dei redditi che presenta suo padre, dovrebbe essere garantito il reddito di cittadinanza? Ingiusto, sbagliato, immotivato. Altra cosa sostenere le fasce più deboli utilizzando per un periodo il reddito di cittadinanza e valorizzare la formazione per inserirti nel mercato del lavoro.

Dimenticavo, tuttavia si tratta di una questione marginale: chi paga? Con quali soldi? Poiché la mano destra e la mano qualunquista promettono un’autentica rivoluzione fiscale, non è che intendono alzare le tasse per fronteggiare misure che pioveranno come grandine d’agosto sulle casse dello Stato?

Tutto sommato, altroché un’Italia normale. Tutti Maradona, Didì, Vavà, Pelè, goal! Un paese che osanna la diseguaglianza e mette a rischio la salute. Manca solo di sapere quale sarà il collegio dove Alice si candiderà.

Sorgente: In campagna elettorale l’Italia diventa il Paese delle Meraviglie

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.