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Yellen, ultimo atto senza sorprese – MilanoFinanza.it

La Fed alza i tassi di un quarto di punto all’1.25-1,50%. Nuovo record per il Dow Jones. La decisione presa con due voti contrari. Il Fomc ribadisce la previsione di tre aumenti del costo del denaro l’anno prossimo, ognuno dello 0,25%. Il rally di Wall Street non desta preoccupazione

Janet Yellen ha presieduto ieri la sua ultima riunione del Comitato di politica monetaria della Federal reserve (Fomc), che ha deciso un telefonatissimo rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base, portandoli così nella fascia 1,25-1,50%. Due i dissidenti, che avrebbero preferito mantenere il costo del denaro all’1-1,25%. Si tratta di Charles Evans e Neel Kashkari, rispettivamente presidenti delle sede regionali della Fed di Chicago e Minneapolis. L’aumento del costo del denaro era talmente annunciato che i mercati azionari non hanno reagito alla decisione: a un’ora dalla chiusura di Wall Street, il Dow Jones saliva dello 0,6% a 24.641 punti, toccando così il nuovo massimo storico, il Nasdaq dello 0,4% a 6.887, lo S&P 500 lo 0,2% a 2.670. Il record del Dow Jones, in realtà, è dovuto più all’annuncio che i negoziatori della Camera e del Senato Usa hanno raggiunto un accordo di principio sulla riforma fiscale, portando il partito Repubblicano più vicino all’approvazione dell’accordo. Il piano prevede un’aliquota al 21% per le imprese e una tassazione massima per le persone fisiche al 37%. Più mosso il mercato valutario, con l’euro che saliva dello 0,4% a 1,1786 dollari, mentre il rendimento del T-bond decennale scendeva di 4 punti base al 2,369%.Come aveva già fatto lo scorso settembre, il Fomc prevede tre rialzi dei tassi di un quarto di punto ciascuno per l’anno prossimo.

Nel suo comunicato, il Fomc dice di aspettarsi che «le condizioni economiche evolvano in modo tale da richiedere un rialzo graduale dei tassi», che «probabilmente e per un po’ di tempo resteranno al di sotto dei livelli che ci si aspetta prevalgano nel lungo termine». Tutto, come al solito, dipenderà dai dati macroeconomici in arrivo, a cominciare da quelli relativi all’inflazione. Se la piena occupazione è ormai raggiunta, è la stabilità dei prezzi che la Fed non è riuscita ancora a garantire come vorrebbe, visto che da cinque anni e mezzo l’inflazione non cresce al tasso annuo desiderato del 2%. La Fed lo ha riconosciuto: su base annuale l’inflazione, sia core sia generale, «è scesa quest’anno e sta viaggiando al di sotto del 2%». La Fed resta però convinta che l’inflazione resterà «un po’» sotto il 2% «nel breve termine» per poi stabilizzarsi intorno a quell’obiettivo «nel medio termine». Anche per questo la banca centrale intende monitorare «attentamente gli sviluppi sull’inflazione» mentre giudica «equilibrati» i rischi di breve termine per l’outlook economico. Nella sua ultima conferenza stampa come numero uno della Fed, la Yellen ha dichiarato che l’economia americana continuerà a espandersi «a un ritmo moderato», visto che dopo il rallentamento del primo trimestre c’è stato un recupero nel secondo e nel terzo. «La riforma fiscale», ha sottolineato la Yellen, «potrà dare slancio all’economia, ma è presto per stabilire il possibile impatto economico. Anche il mercato del lavoro continuerà a rimanere solido negli anni a venire». La Yellen ha quindi detto di essere «personalmente preoccupata per la situazione del debito americano», molto elevato, e «le stime dicono che il pacchetto fiscale in approvazione al Congresso potrà farlo salire ulteriormente». La numero uno della banca centrale Usa ha infine assicurato di non essere preoccupata dalle elevate quotazioni di borsa. Archiviato l’ultimo atto della Yellen, gli occhi sono già puntati sul successore, Jerome Powell. Ron Temple, capo dell’azionario Usa presso Lazard Asset Management, ha detto di aspettrasi da lui «continuità, ma sappiamo bene che i cambiamenti nella composizione dei membri votanti del Fomc, combinata con la presenza dei quattro nuovi membri, complica ogni possibilità di previsione». (riproduzione riservata)

Sorgente: Yellen, ultimo atto senza sorprese – MilanoFinanza.it

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