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Ultimo appello ai compagni della sinistra

Cari Compagni che vi riunite domani a Roma per dar vita a “Una nuova proposta”,

vorrei dirvi nel modo più sincero una cosa semplice. Spero che questo vostro viaggio motivi a pensare che la sinistra è viva, ricca, plurale. Spero che possiate trovare le parole giuste, e assieme alle parole il tono, lo stile, per ricostruire in quella parte della sinistra la coscienza di sentirsi accolti dentro una comunità nuova.

Con alcuni di voi, direi molti, ci conosciamo da anni. Penso di sapere quale passione sorregga le scelte che state compiendo. Diversi – non tutti, ma diversi tra voi – hanno militato nel Pd. Quel partito lo hanno pensato, voluto, costruito, sino però a maturare la convinzione che si trattasse di un progetto incompiuto. E allora hanno fatto quel passo deciso verso l’uscita. Nei loro confronti – verso ciascuno di loro – ho avuto e avrò sempre rispetto e considerazione.

Io quella decisione non l’ho condivisa, per i tempi, le forme, alcune delle ragioni di fondo. Non da ora vedo i limiti che hanno segnato la mia parte, ma assieme vivo la realtà di donne e uomini che continuano a riversare in quel partito la loro sincerità e speranza di una sinistra vincente. Insomma vedo le cose buone, importanti, che in questi anni si sono fatte e penso che non si debba rimuovere ciò che la forza più grande esprime e rappresenta nella coscienza di milioni di persone per bene, progressiste, di sinistra.

Allo stesso tempo non mi nascondo la durezza di una rottura che ci accompagnerà nei mesi della più difficile campagna elettorale degli ultimi anni. La considero una prova faticosa e non posso arrendermi all’idea che mentre la destra – quella vera, pensante, di nuovo a volte violenta – incalza, questa nostra metà del campo marci divisa. E allora credo conteranno molto i modi che segneranno il percorso davanti a noi. La capacità delle classi dirigenti, vecchie e nuove, di lavorare per ricostruire il perimetro largo di un’alleanza che può e deve riscoprire il senso profondo della sua unità.

Ma il primo piccolo passo per immaginare che qualcosa di simile domani possa compiersi è mirare lo sguardo sul buono che per la sua parte ciascuno coltiva e pensare che sarà un bene per tutti – per voi che mollate gli ormeggi e anche per quanti hanno scelto di stare o rimanere altrove – dicevo, sarà un bene per tutti se la sinistra rafforzerà sé stessa, rinnoverà i suoi principi e li collocherà nella storia del dopo.

Che sia una buona giornata.

Sorgente: Ultimo appello ai compagni della sinistra

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