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Trump: “Gerusalemme è la capitale di Israele”. Netanyahu esulta, Hamas minaccia: “Apre le porte dell’inferno” – Repubblica.it

L’Onu critica la decisione unilaterale. Il Pontefice: “Lasciate le cose come stanno”. La scelta del capo della Casa Bianca sta inquietando il mondo

ROMA – La svolta Usa che da 48 ore sta gettando il Medioriente e il mondo nel caos è arrivata. Il presidente Donald Trump ha annunciato ufficialmente la sua decisione: “È ora di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, è l’inizio di un nuovo approccio al conflitto israelo palestinese. Israele è uno stato sovrano che ha il diritto, come ogni altro Paese, di decidere la sua capitale. Essere consapevole di questo è una condizione necessaria per raggiungere la pace”.

“Gerusalemme non è solo il cuore di tre religioni, ma di una delle democrazie più importanti al mondo. Gli israeliani hanno costruito un paese dove tutti sono liberi di professare la loro religione. Gerusalemme è e deve restare un posto dove tutti possono pregare”, ha spiegato Trump. “Oggi riconosciamo l’ovvio: Gerusalemme è la capitale d’Israele. È Il riconoscimento della realtà, niente di più”.

Una decisione che dà seguito alla legge statunitense del 1995 in cui Gerusalemme veniva riconosciuta come capitale di Israele, ma che finora è stato rinviata di sei mesi in sei mesi dai presidenti Usa, proprio per l’importante valore geopolitico di questa affermazione. Che infatti preoccupa i capi di Stato dalla Cina a Londra. Per tutti il timore è che il già precario equilibrio in Medio Oriente possa incrinarsi definitivamente, perché non si può entrare così, a gamba tesa, in una delle questioni più complicate della geopolitica.

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Anche papa Francesco è intervenuto per chiedere un dietrofront a Trump, senza successo: “Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani ed ha una vocazione speciale alla pace. Rispettate lo status quo”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu era rimasto in silenzio alla vigilia dell’annuncio e si era limitato a commentare che “l’identità storica e nazionale di Israele sta ricevendo riconoscimento, soprattutto oggi”. Ma dopo l’annuncio di Trump, il premier ha espresso la sua soddisfazione: “La decisione segna un giorno storico ed è un importante passo verso la pace”. Altrettanto soddisfatto il presidente israeliano, Reuven Rivlin: “Grazie al presidente americano Donald Trump per il suo annuncio”, “non c’è regalo più bello né adeguato, quando ci avviciniamo ai 70 anni dell’indipendenza dello Stato d’Israele”. La decisione della Casa Bianca di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele, ha aggiunto, “è un risultato nel riconoscimento del diritto del popolo ebraico alla nostra terra e una pietra miliare nel nostro cammino per la pace”.

Di tutt’altro avviso l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp). “Riconoscendo Gerusalemme capitale di Israele e preannunciando lo spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv, Donald Trump ha distrutto ogni speranza di soluzione di pace sulla base del principio dei due Stati” come previsti dagli accordi di Oslo del 1993. L’Olp, ex formazione terroristica di Yasser Arafat, è oggi l’ombrello politico che include Fatah, fazione maggioritaria nell’Anp di Abu Mazen. E il gruppo palestinese Hamas è stato ancora più diretto: “La decisione di Trump apre le porte dell’inferno”. Il gruppo aveva ammonito nei giorni scorsi sul rischio di una nuova intifada.

L’Onu critica duramente la scelta di Trump: “Dal mio primo giorno qui – ha ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres – mi sono costantemente dichiarato contrario a ogni misura unilaterale che metta a repentaglio la prospettiva della pace. Solo realizzando la visione di due Stati che convivono in pace e sicurezza, con Gerusalemme capitale di Israele e della Palestina, tutte le questioni sullo status saranno risolte in via definitiva attraverso negoziati, e le legittime aspirazioni di entrambi i popoli saranno raggiunte”.

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Durissima la reazione del presidente francese, Emmanuel Macron: la Francia, “non approva” la “deplorevole” decisione del presidente Usa, ha detto il capo dell’Eliseo, che però invita alla calma.

Anche il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, ha esortato a definire il futuro di Gerusalemme “nell’ambito del processo di pace basato sui due Stati, Israele e Palestina”.

· LE REAZIONI PRIMA DELL’ANNUNCIO
Iran e Turchia lanciano messaggi preoccupati. “Segno di incompetenza e fallimento. La Palestina sarà libera e i palestinesi vinceranno”, ha detto il leader supremo dell’Iran Ali Khamenei. E il tono del presidente Rohani non è dei più cordiali: “Non tollereremo una violazione dei luoghi santi musulmani”. Mentre su Twitter il vicepremier turco Bekir Bozdag scrive: “Questa scelta potrebbe far precipare la regione in uno scontro senza fine”. Commento in linea con quanto sostenuto dal capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu, che già ieri aveva messo in guardia dal “caos” che si potrebbe scatenare nella regione.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che aveva definito Gerusalemme come una “linea rossa” e aveva ipotizzato la possibile rottura dei rapporti con Israele, vedrà re Abdullah II di Giordania in Turchia, in occasione del 70° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Ankara e Amman. In agenda c’è ovviamente anche il nodo di Gerusalemme.Questione per cui Erdogan ha già convocato per il 13 dicembre una riunione straordinaria dell’Organizzazione per la cooperazione islamica.

Per discutere la decisione degli Stati Uniti e le possibili contromisure un altro summit è stato chiesto da Palestina e Giordania, si tratta di quello della Lega araba. Riunione convocata con urgenza per sabato.

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