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Quando Topolino era fascista (l’educazione italiana…)

TOPOLINO VA IN ABISSINIA, QUANDO IL REGIME FASCISTA USAVA IL CELEBRE PERSONAGGIO DEI FUMETTI PER INSEGNARE AI BAMBINI IL RAZZISMO E LA VIOLENZA VERSO GLI ETIOPI

«Ho molta premura: ho promesso a mia mamma di mandarle una pelle di un moro per farsi un paio di scarpe. A mio padre manderò tre o quattro pelli per fare i cuscini della sua Balilla. E a mio zio un vagone di pelli perché fa il guantaio. Me la vedrò da solo con quei cioccolatini!»

Così Mickey Mouse parlava degli etiopi in “Topolino va in Abissinia”, metà canzone e metà racconto, a cui Fernando Crivelli, in arte Crivel, prestò la voce nel 1935. Cantante di grande fama durante il ventennio, servì il regime con canzoni come “Duce, duce, duce” “Ti saluto vado in Abissinia”, “Africa Nostra” “Inno marcia per i legionari dell’Africa Orientale”, “Adesso viene il bello”. Come detto incise anche questo brano in cui, tra musica e narrativa, raccontava l’arrivo del soldato Topolino nel Corno D’Africa.
Il roditore, chiaramente volontario come tutte le brave camicie nere, interloquisce con alcuni ufficiali del regio esercito e alla domanda “sei armato?” risponde con una limpidezza sconcertante: “mi sono armato da solo. Ho la spada, il fucile, una mitragliatrice sulle spalle e mezzo litro di gas asfissiante”. Insomma il gas che a lungo il fascismo negherà di aver usato nella guerra etiope viene candidamente e gioiosamente ammesso dal “più bel militare che sia sbarcato nell’Africa Orientale”, appunto il nostro Mickey Mouse.
Chiaramente il pubblico a cui è destinato “Topolino va in Abissinia” è principalmente quello dei giovani e dei giovanissimi a cui il regime, anche attraverso questo tipo di produzioni oltreché grazie alle organizzazioni giovanili, cercava di instillare i valori del fascismo, e nel caso specifico il militarismo, l’ardore bellico, la superiorità dell’ “italica razza”.
Come detto siamo nel 1935, e la guerra d’Etiopia è ai suoi esordi.
Una guerra che è bene ricordarlo contemplò da parte italiano l’uso di armi chimiche in aperta violazione della Convenzione di Ginevra. Nel corso della conquista l’aviazione italiana bombardò campi di raccolta per feriti allestiti dalla croce rossa, torturò prigionieri di guerra e compì violenze di varia natura sulla popolazione civile. Le brutalità non cessarono nemmeno dopo l’occupazione.
Per quanto riguarda Topolino il regime se ne servì fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Era sopravvissuto all’epurazione dei fumetti americani di fine anni 30’ ma dopo l’entrata in guerra contro gli Stati Uniti non era più tollerabile la sua presenza sulla stampa nostrana. Lo sostituì il “prode” Tuffolino, copia imbarazzante dell’originale, che sostanzialmente ebbe una vita breve e poco fortunata.

Cannibali e Re

PS. All’audio che dovrebbe essere il testo originale della canzone, trovato su Youtube, abbiamo accostato la vignetta di Mauro Biani, che satiricamente, ricorda quelle razziste di Enrico de Seta, di cui parlammo qualche tempo fa.

guarda il video cliccando questo link: https://www.youtube.com/watch?v=n8xsJMJG1Ho&list=PLkOJJMVb5Xg02DOOwB8QIu1bU6fTox6Jh

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