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Scoppia la bitcoin-mania in Borsa: ecco i titoli che hanno guadagnato di più

 

  • di Pierangelo Soldavini

I grandi gestori di fondi non possono fare a meno di guardare con invidia ai lauti ritorni garantiti finora da bitcoin, tanto più in tempi di tassi zero. Così la posizione lunga sulla criptovaluta è diventata il trade più diffuso sui mercati finanziari globali, stando al periodico survey di Bank of America Merrill Lynch, condotto tra oltre 200 gestori con un portafoglio complessivo di oltre 550 miliardi di dollari: un terzo di loro ritiene che la posizione al rialzo su bitcoin sia più conveniente di quelle lunghe sui titoli del big tech.

Il debutto nel “salotto buono” dei futures di Chicago, sia al Cboe che al Cme, sta istituzionalizzando l’interesse su uno strumento che rimane ancora resistente alle regole. E che, nonostante i recenti assestamenti rispetto ai massimi – ieri sera quotava 17.000 dollari dopo un picco di 20.000 nelle ultime settimane -, si conferma su valori impensabili un anno fa, quando veleggiava attorno a 800 dollari. Proprio ieri gli scambi quotidiani sulle criptovalute hanno superato la soglia dei 50 miliardi di dollari, un livello non molto distante dal turnover medio del Nyse, la borsa di Wall Street.

La startup e la blockchain
Ma le scommesse sulle criptovalute coinvolgono sempre più l’azionario, con performance che poco hanno da invidiare al bitcoin. Ne è un esempio Longfin Corp, startup che ha lanciato la sua Ipo giusto una settimana fa a 5 dollari: è bastato che venerdì scorso annunciasse l’acquisizione di una società attiva nell’ambito della blockchain per mettere le ali alla quotazione che a inizio settimana ha toccato i 125 dollari, per poi assestarsi attorno a 70 dollari, con un valore lievitato comunque di quasi quindici volte.

Longfin è una fintech di trade finance nata solo lo scorso febbraio con un sistema basato su intelligenza artificiale e machine learning, con un fatturato nel primo semestre di vita arrivato a 28 milioni di dollari e un risultato netto di 2 milioni. Dopo aver lanciato la sua Ipo al Nasdaq con la nuova regolamentazione Reg A+ per le piccole fintech, venerdì ha annunciato l’acquisizione di Ziddu, società che fa capo allo stesso azionista specializzata nei microfinanziamenti ad aziende mediante Ziddu Coins, criptovaluta che utilizza la blockchain di Bitcoin o di Ethereum a scelta. In più ha servizi di finanziamento e hedging per esportatori basato su machine learning.
Anche Square, il sistema di pagamento inventato da Jack Dorsey, ha visto il suo titolo quadruplicare dopo aver annunciato di accettare i pagamenti in bitcoin.

BITCOIN: VAI AL DOSSIER

Chi si improvvisa minatore
Le autorità di vigilanza non stanno a guardare. Martedì la Sec ha sospeso gli scambi su The Crypto Company, attiva nella tecnologia e nella consulenza sulla blockchain, dopo un balzo del 1.800% nel corso dell’ultimo mese e del 17.000% negli ultimi tre mesi: troppi i dubbi sull’accuratezza dei conti e delle informazioni fornite al mercato, secondo la Sec.
D’altra parte gli eccessi sono evidenti. Basti pensare al produttore di sigari, Rich Cigars, il cui titolo è balzato del 2mila per cento all’over the counter dopo aver cambiato il suo nome in International Technology entrando nel business del mining di criptovalute. Anche una piccola biotech, BiOptix ha messo a segno una performance simile dopo essere stata ribattezzata Riot Blockchain per dedicarsi al mining, mentre Marathon Patent Group, che ha investito in brevetti legati alla blockchain, ha visto lievitare le quotazioni del 300% nello stesso periodo. La cinese Future Fintech Group, finora nota per la produzione di succhi di frutta come SkyPeople Fruit Juice, è balzata di oltre il 200% in due giorni dopo essere convertita alle criptovalute. Da 360Blockchain a Btcs, da Overstock a Bitcoin Services, sono innumerevoli i casi di piccole startup del criptomondo che hanno visto lievitare le quotazioni quest’anno.

Le scommesse più solide
Le scommesse azionarie connesse al mondo delle criptovalute riguardano anche titoli più consolidati, come per esempio Nvidia e Amd, i due maggiori produttori di schede grafiche per il mining di criptovalute e che hanno visto la richiesta lievitare su livelli poco sostenibili, tanto che negli ultimi tempi si sono accumulate le posizioni corte su questi titoli dopo una lunga rincorsa. In particolare Nvidia ha visto sostanzialmente raddoppiare le quotazioni negli ultimi dodici mesi. Tra i titoli connessi a questo mondo figura anche Ibm, che sta investendo sui servizi per i propri clienti garantiti mediante blockchain.
A sintesi del fenomeno finanziario dell’anno c’è un modello come Pantera Capital, uno dei primi hedge fund a investire in criptovalute fin dal 2013: in quattro anni ha garantito un ritorno stellare del 24.000%, che va ben oltre la performance dello stesso bitcoin. Sul suo esempio, sono diversi i fondi speculativi che si stanno lanciando sul settore: a settembre erano più di cinquanta.

 

 

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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