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Rottamazione delle cartelle, cosa rischia chi non paga entro giovedì – ilsole24ore.com

ilsole24ore.com – FISCO. Rottamazione delle cartelle, cosa rischia chi non paga entro giovedì – –di e

La rottamazione cartelle “prima edizione”, chiusa con la domanda presentata entro il 21 aprile 2017, è valida solo se tutte le somme dovute saranno state tempestivamente versate.

Per agevolare la definizione agevolata, è stata disposta la riammissione dei contribuenti decaduti per mancato pagamento dell’unica rata scaduta il 31 luglio 2017 o delle due rate già scadute il 31 luglio 2017 e il 2 ottobre 2017, a condizione che venga effettuato il pagamento di quanto già scaduto entro il 7 dicembre 2017.

Il differimento al 7 dicembre 2017 vale anche per la terza rata scaduta il 30 novembre 2017. Può essere il caso del contribuente, in regola con il pagamento della prima e della seconda rata, magari pagate in ritardo rispetto alla scadenza originaria, che potrà pagare la terza rata, effettuando il relativo pagamento entro il 7 dicembre 2017 e “salvare” la rottamazione cartelle.

Rottamazione cartelle, in un mese quasi 50mila domande

I benefici della rottamazione
Con la prima rottamazione, i contribuenti hanno potuto estinguere i debiti affidati all’agente della riscossione negli anni dal 2000 al 2016. In questo modo, hanno beneficiato di abbattimenti consistenti, alcune volte di importo superiore al 50%, grazie alla cancellazione delle sanzioni e dei relativi aggi, degli interessi di mora e di dilazione, e delle altre sanzioni e somme aggiuntive, cioè degli accessori dovuti sui ritardati od omessi pagamenti dei contributi previdenziali.

Il tardivo o omesso pagamento “cancella” la rottamazione
La rottamazione è valida solo se i contribuenti pagano le somme dovute, rispettando i termini di scadenza. I contribuenti “pentiti” di avere presentato la domanda di definizione agevolata hanno potuto fare marcia indietro non eseguendo alcun pagamento.

In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata, ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la rottamazione cartelle non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione.

In questo caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attività di recupero e il cui pagamento non può essere rateato.

Tutte le scadenze della rottamazione bisCome si paga il conto della rottamazione


Per chi ha scelto di pagare a rate, il 70% delle somme dovute deve essere versato nell’anno 2017 e il restante 30% nel 2018. Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi del 4,5% annuo, da calcolare a partire dal 1° agosto 2017.

Il pagamento dell’importo da versare in ciascuno dei due anni è effettuato in rate di pari ammontare, nel numero massimo di tre nel 2017 e due nel 2018. Per il 2017, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre, tenendo conto che le tre rate in scadenza nel 2017 sono “regolari” se pagate entro il 7 dicembre 2017; per il 2018, la scadenza delle rate è fissata nei mesi di luglio (la scadenza di aprile è stata prorogata a luglio) e settembre.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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