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Regionali Catalogna, alta affluenza alle 18: +5% rispetto alle precedenti consultazioni – Rai News

L’ombra degli hacker, niente exit-poll e conteggio manuale. La partecipazione in aumento: i 2.700 seggi aperti fino alle 20  La candidata di Ciudadanos, Arrimadas Regionali Catalogna, i protagonisti della battaglia politica
21 dicembre 2017 Lunghe code per votare, con alcuni ritardi dovuti all’emissione dei certificati per il lavoro, questa mattina nella maggior parte dei seggi elettorali in Catalogna. Alta la partecipazione: alle 18 aveva votato il 68,3%, in aumento rispetto al 63,1% delle precedenti del 2015, che però si svolsero di domenica. Il giorno delle elezioni passa normalmente, senza gravi incidenti, come riportato dal segretario tecnico del Ministero dell’Interno, Juan Antonio Puigserver, dal centro di diffusione dati installato a Fira Barcellona. Un totale di 2.680 seggi ha aperto i battenti alle 9, alcuni con pochi minuti di ritardo, in modo che 5.554.394 persone possano votare per il rinnovo dell’Assemblea regionale. In alcuni casi sono state registrate lunghe code prima dell’apertura, poiché oggi è giorno lavorativo e molte persone volevano esercitare il diritto di voto prima di iniziare la giornata. I seggi sono aperti in 947 comuni in Catalogna e un totale di 8.270 sezioni. Gli ultimi sondaggi Gli ultimi sondaggi indicano in testa la formazione di Oriol Junqueras, ex vice presidente della Regione autonoma, tuttora in arresto. Il suo partito della Sinistra Repubblicana Catalana (Erc) potrebbe ottenere fino a 37 seggi dei 135 in palio, un risultato migliore rispetto a quello indicato dalle rilevazioni precedenti. I dati del sondaggio sulle preferenze di voto espresse dai catalani, la cui pubblicazione in Spagna è vietata da sabato scorso, sono stati diffusi in questi giorni dal ‘Periodic D’Andorra’, con l’ultima pubblicazione risalente a ieri sera. A Erc seguono, stando all’indagine, i liberali unionisti di Ciutadans (C’s), partito capeggiato dall’avvocata trentaseienne Inés Arrimadas, che potrebbe ottenere fino a 32 seggi, e la piattaforma separatista Junts per Catalunya dell’ex presidente Carles Puigdemont, in leggero calo con un massimo previsto di 29 seggi. Altre forze in campo sono i socialisti unionisti del Psc di Miquel Iceta, che per Gesop potrebbero ottenere una ventina circa di seggi, e la sinistra populista contraria all’indipendenza di Catalunya en Comù-Podem, che sostiene come candidato Xavier Domènech e secondo il sondaggio potrebbe aggiudicarsi 10 o 11 seggi. I moderati unionisti del Partito Popolare di Catalogna (Ppc), guidati da Albiol, sembrano in calo e si potrebbero aggiudicare 4 o 5 seggi. Sul fronte secessionista, anche la Candidatura di Unità Popolare (Cup), che si definisce anticapitalista, sembra perdere consensi: la formazione di estrema sinistra rappresentata da Carles Riera potrebbe ottenere secondo lo studio tra i cinque e i sei seggi, meno di quanti sembrava le sarebbero spettati nei giorni scorsi, e meno dei 10 dell’ultima tornata elettorale analoga, del 2015. L’affluenza potebbe aumentare, con un 80-82%, mentre il 27,8% degli elettori sarebbe ancora indeciso. ​ L’ombra degli hacker, niente exit-poll e conteggio manuale Intanto, il governo spagnolo ha annunciato una serie di misure per scongiurare la possibilità di interferenze informatiche o altri brogli. In primo luogo, lo spoglio delle schede non sarà elettronico ma manuale e i presidenti di seggio informeranno dei risultati per via telefonica un’azienda privata incaricata dal governo che aggiornerà i conteggi in tempo reale; per le 22, due ore dopo al chiusura dei seggi, la percentuale del voto scrutinato dovrebbe aggirarsi attorno all’80%. Lo scrutinio ufficiale da parte del governo inizierà il 24 dicembre e i risultati definitivi dovrebbero essere pubblicati nel giro di tre giorni; da notare che, al contrario di quanto accade abitualmente, non sono previsti exit poll alla chiusura dei seggi. Dal canto loro, gli indipendentisti dispiegheranno oltre 4mila volontari per un “riconteggio parallelo”, ovvero trasmetteranno l’esito del voto nei singoli seggi (circa 2.700) a un centro dati a Barcellona per assicurarsi che non vi siano discrepanze con i dati ufficiali. I tweet dei grandi assenti Nell’impossibilità di partecipare alla giornata decisiva delle elezioni regionali catalane, i leader separatisti e “grandi assenti” Carles Puigdemont e Oriol Junqueras – rispettivamente in autoesilio in Belgio e in carcere a Madrid – hanno inviato dei tweet di incoraggiamento ai propri elettori. “Oggi è un giorno molto importante per la Catalogna del futuro”, scrive Puigdemont; Avui és un dia molt important, no per la Catalunya d’avui sinó per la #Catalunya del futur. I tu Laura representes aquesta albada d’esperança. És el moment que la República dels ciutadans jubili la monarquia del 155 #JuntsxCat #21D pic.twitter.com/5v9Meq0qJE — Carles Puigdemont 🎗 (@KRLS) 21 dicembre 2017 Junqueras si rivolge invece alla moglie Neus in occasione del quarto anniversario di matrimonio (che cade proprio il giorno delle elezioni) e senza alludere alla situazione politica (per evitare possibili sanzioni carcerarie) si dice però “convinto di poter uscire in breve tempo”. Estimada Neus, Avui voldria ser amb tu i els nens amb més motius que mai, la casualitat ha volgut que avui faci quatre que ens vam casar. 4 anys intensos però quatre anys de felicitat. Estic convençut que en breu sortiré i us podré abraçar a tots tres! Us estimo! — Oriol Junqueras 🎗️ (@junqueras) 21 dicembre 2017 Puigdemont, ancora in Belgio, ha visto alleggerita la sua posizione giuridica con la revoca del mandato di arresto europeo e quindi l’archiviazione dell’iter di estradizione, ma – nonostante akcune voci in questo senso circolate nei giorni scorsi – ha escluso qualsiasi ipotesi di un ritorno in patria dal momento che la richiesta di detenzione emessa dalla magistratura spagnola sul suo territorio rimane valida: di fatto, se provasse a votare presso gli uffici del consolato, verrebbe arrestato. Junqueras non ha beneficiato della “linea morbida” decisa dalla Corte Suprema nei confronti della maggior parte degli altri ex Ministri regionali e membri della presidenza parlamentare: non solo è rimasto in carcere, ma rischia ulteriori sanzioni per aver concesso interviste e mandato messaggi di natura politica ed elettorale. Risultati e reazioni in diretta su Rainews24 L’inviata Liana Mistretta garantirà la cronaca del voto da alcuni seggi di Barcellona. A partire dalle 20, ora di chiusura dei seggi, il canale all news della Rai aprirà finestre informative anche seguendo la diretta della Tv spagnola. Ospite in studio sarà Ettore Siniscalchi, che commenterà gli esiti del voto man mano che lo spoglio proseguirà. Questi i risultati delle precedenti elezioni, svoltesi il 27 settembre 2015. L’affluenza fu del 74,95%.

Sorgente: Regionali Catalogna, alta affluenza alle 18: +5% rispetto alle precedenti consultazioni – Rai News

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