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Piombino, congelati i conti correnti. A rischio gli stipendi – Corriere.it

Lo ha deciso Piero Nardi, commissario della ex Lucchini. Sotto accusa le inadempienze degli algerini di Cevital che controllano Aferpi, società che aveva rilevato gli impianti

Rischiano di non ricevere la busta paga di dicembre e anche la tredicesima i 2.100 lavoratori delle acciaierie di Piombino, dopo che Piero Nardi, commissario della Lucchini, ha pignorato i conti correnti bancari di Aferpi (Acciaierie e ferriere Piombino), la società controllata dagli algerini di Cevital che tre anni fa avevano vinto il bando e si erano aggiudicati gli asset dal fallimento della Lucchini. Dopo la questione Ilva, scoppia così un’altra grana nel settore siderurgico italiano.

Turbolenza d’acciaio

In realtà, a Piombino non la situazione è sempre stata turbolenta: l’arrivo degli algerini avrebbe dovuto portare investimenti (per 700 milioni) di primo intervento e una seconda fase (2017 -2019) con la partenza di un secondo forno. Ma di tutte queste promesse nel polo siderurgico toscano si è visto poco. Tanto che nei giorni scorsi Cevital aveva annunciato di essere pronta a cedere l’acciaieria. In risposta era arrivata una dura presa di posizione di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico che aveva parlato di «speculazione» circa la richiesta degli algerini di ottenere più del doppio «di quanto ci hanno messo dentro». Oggi, a confermare il pignoramento dei conti correnti da parte del commissario è stato Sai Benikene, ceo di Aferpi, secondo il quale la decisione «è legata a pretese penali» chieste dal commissario. «Un atto non legato a nostre mancanze o inadempimenti nei confronti delle banche o di terzi – spiega sempre il manager –le penali sono state da noi prontamente contestate in quanto l’interruzione delle attività è stata solo parziale e soprattutto diretta conseguenza del diniego all’esportazione di valuta dall’Algeria e ciò costituisce notoriamente un evento di forza maggiore. Quindi, a suo dire queste penali non sarebbero applicabili.

Sorgente: Piombino, congelati i conti correnti. A rischio gli stipendi – Corriere.it

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