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Napoli: Protocollo di intesa con il ministero dell’interno per l’accoglienza- Je so’ pazzo – Post

Ieri nella città di Napoli è stato firmato dal sindaco di Napoli, e del 70% dei comuni campani, il protocollo di intesa con il ministero dell’interno per l’accoglienza dei richiedenti protezione. In quasi due anni di lotte e controllo popolare in più di 150 Cas, mobilitazioni, presidi e incontri con la prefettura con il forte protagonismo del Movimento Rifugiati e Migranti hanno dato una grande vittoria, e ne beneficeranno tutti i comuni della Campania.Ma sebbene abbiamo ottenuto una grande vittoria contro il sistema criminale dell’accoglienza straordinaria, non possiamo esultare di fronte alle seconda parte del protocollo che parla di impiego dei richiedenti protezione internazionale per i lavori socialmente utile. Una prassi intrapresa già dall’epoca ministro Alfano, al governo con la lega di Matteo Salvini, e già praticata in molte regioni e comuni. La lega nord, già in fase elettorale, denuncia che la Campania riceverà “30 milioni di euro per far lavorare i rifugiati”. Questa rimane una grande falsità populista che solo chi soffia quotidianamente sull’odio e la guerra contro i poveri può affermare con leggerezza. I fondi che sono arrivati non sono stati sottratti ad altri possibili investimenti, ma sono soldi presi dal fondo europeo l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, parliamo dunque di soldi con un vincolo di destinazione d’uso. La pratica del lavoro socialmente utile rimane per noi un istituzione contro i lavoratori, il lavoro in quanto tale deve essere retribuito, lavorare gratis rimane per noi una grave forma di sfruttamento e di schiavitù. Se c’è richiesta per lo svolgimento di lavori socialmente utile vuol dire che il lavoro c’è e che devono esseri impiegati i lavoratori disoccupati a prescindere dalla provenienza e dal colore della pelle, far lavorare gratis i migranti colpisce ugualmente migranti e disoccupati, Non è tollerabile questa pratica che divide i lavoratori e che permette agli sciacalli razzisti di vomitare falsità e diffondere odio.Altre domanda che ci poniamo è come verrà gestita la transizione dal sistema di accoglienza straordinaria all’accoglienza di secondo grado ordinaria? Chi potrà partecipare ai bandi? Le stesse cooperative private che attualmente gestiscono molti lager? Come verranno assunti gli operatori? Chi vigilerà sul funzionamento effettivo di questi nuovi Sprar? Tutte queste domande ci pongono davanti all’esigenza di istituire un osservatorio permanente sull’accoglienza, un organo di controllo popolare dal basso, con associazioni, attivisti, giuristi, docenti, esperti della materia, avvocati etc. Un strumento che possa vigilare attentamente su questa transizione ed evitare che diventi un nuovo business imprenditoriale per gli stessi enti gestori di molte cooperative fasulle. Consci di tutto questo la lotta per il superamento di questo modello di accoglienza non si esaurisce finché non sarà garantita l’autonomia dei migranti, superando il sistema dei grossi centri in favore dell’inserimento abitativo e garantendo l’immediato rilascio permesso di soggiorno per ragioni umanitarie a i tutti i richiedenti protezione. La lotta contro un sistema legislativo di segregazione razzista continua ancora più convinta!

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