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La pioggia non libera il cielo: nel Nord è emergenza smog – La Stampa

A Torino, in Lombardia e Veneto scattano i blocchi della circolazione, si salva l’Emilia. Brusca impennata delle emissioni: nel 2017 i dati più preoccupanti degli ultimi anni

L’eredità del Natale è una sequenza di blocchi e limitazioni al traffico in buona parte del Nord Italia. Lo smog non dà tregua alla Pianura Padana, nonostante la pioggia, e forse solo da oggi – con il tempo in drastico peggioramento – comincerà a scendere. Ci sono zone in cui la situazione è critica da settimane: il Nord Ovest, ad esempio, dove le polveri sottili sono oltre i limiti da 15 giorni, tanto che a Torino oggi scatta il divieto di circolazione per i diesel fino all’Euro 5. Da ieri le limitazioni ai diesel fino all’Euro 4 sono in vigore a Milano e in tutte le province della Lombardia, con la sola eccezione di Como. Oggi tocca a buona parte del Veneto: degli 85 comuni coinvolti dal piano anti smog se ne salvano sette. Sorride – si fa per dire – solo l’Emilia Romagna, dove la pioggia ha già fatto il suo dovere e migliorato la qualità dell’aria, non rendendo necessarie le limitazioni al traffico.

 

La situazione è critica: questo 2017 ormai quasi all’epilogo ha segnato una brusca inversione di rotta: dopo anni di costante diminuzione si è registrata una nuova pennata delle polveri sottili. Torino ha già sforato i livelli di Pm10 114 volte contro le 89 di tutto il 2016; Milano è passata da 73 a 94, Padova da 68 a 95, Pavia addirittura da 67 a 102. Anche le concentrazioni di particolato nell’aria stanno tornando a salire: a Torino la media annuale del Pm10 supera i 45 microgrammi al metro cubo (per legge dovrebbe stare sotto i 40) mentre lo scorso anno era a poco oltre i 39 microgrammi.

 

Su un’annata decisamente negativa pesa principalmente un fattore: la siccità. La Pianura Padana è un bacino geograficamente anomalo, circondato dalle Alpi che ostacolano la circolazione dell’aria. Se nemmeno piove, il disastro è a portata di mano, con buona pace delle misure contro l’inquinamento che comuni, regioni, e governo si sforzano di attuare.

 

Non si capirebbe altrimenti come mai, proprio nell’anno in cui vede la luce il primo accordo su area vasta contro l’inquinamento, la situazione dello smog sia così critica. Per la prima volta le quattro regioni del Bacino Padano – Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, l’area più inquinata del continente, secondo i dati dell’Agenzia europea per l’Ambiente – hanno firmato con il ministero dell’Ambiente un protocollo: iniziative comuni, stessi orari, identico periodo di attuazione. Poi ciascuno ha continuato a fare di testa sua o quasi. Tanti hanno cominciato a bloccare prima del dovuto. Altri hanno modificato le categorie di veicoli coinvolti. Ad esempio, nel Bacino Padano, dopo quattro giorni consecutivi con il Pm10 oltre i 50 microgrammi al metro cubo, i veicoli diesel fino all’Euro 4 adibiti al trasporto persone si devono fermare dalle 8,30 alle 18,30; e così i mezzi che trasportano merci, dalle 8,30 alle 12,30, ma solo fino ai diesel Euro 3. A Torino no: lo stop si estende ai veicoli fino al diesel Euro 4 e va dalle 8 alle 19 per le auto (tutti i giorni ) e dalle 8,30 alle 14 e dalle 16 alle 19 per il trasporto merci, ma solo da lunedì a venerdì, perché il sabato e festivi si cambia e i furgoncini non possono circolare nella fascia 8,30-15 e 17-19.

 

Non solo, ma Torino è tra le poche città – e l’unica tra le grandi – ad aver fatto di testa sua includendo nei blocchi i diesel Euro 5, non previsti dal piano nazionale. È quel che succederà oggi, non senza un’infinità di polemiche. I sindaci della cintura torinese ancora ieri hanno chiesto a Chiara Appendino un incontro per evitare il caos. Che negli ultimi giorni è stato vorticoso: il 22 dicembre Torino ha prima decretato il blocco dei diesel Euro 5, poi l’ha limitato agli Euro 4, poi ha annullato ogni limitazione a Natale e Santo Stefano, mentre tutti gli altri comuni si attenevano al protocollo regionale.

 

Risultato: a Natale e Santo Stefano in città si circolava liberamente, nell’hinterland i diesel fino all’Euro 4 erano fermi; da oggi a Torino sono vietati i mezzi a gasolio fino all’Euro 5 mentre intorno resta il blocco agli Euro 4. Di questo passo non sarà facile averla vinta sullo smog. A meno che non ci pensi la pioggia.

Sorgente: La pioggia non libera il cielo: nel Nord è emergenza smog – La Stampa

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