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La battaglia degli orari dei negozi La Chiesa: la domenica è per il riposo

Il ministro Calenda: così si favoriscono Amazon e i big. La replica di Casaleggio (M5S): serve più e-commerce

di Claudia Voltattoni

Li chiama «schiavi» , perché, spiega, «fu il senso cristiano del vivere da figli e non da schiavi a fare della domenica, quasi universalmente il giorno del riposo». Poi cita il Concilio Vaticano II: «La domenica è il giorno di festa primordiale che deve essere proposto e inculcato alla pietà dei fedeli, in modo che divenga anche giorno di gioia e di astensione dal lavoro». Non parla di negozi aperti o chiusi papa Francesco nella sua catechesi durante l’udienza generale del mercoledì a Roma, ma tanto basta al Movimento Cinque Stelle per tornare sulla questione lanciata qualche giorno fa dal candidato premier Luigi Di Maio sulla chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali almeno in 6 giorni festivi all’anno, come prevede un disegno di legge approvato nel 2014 dalla Camera e poi rimasto fermo al Senato.

Negozi sempre aperti, Italia unico Paese in Europa
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L’Italia senza restrizioni, unico Paese in Europa

«Lavorare a Natale anche se vuoi stare con i tuoi familiari — ha ribadito anche ieri il grillino — non è liberalismo, è lacrime e sangue». E stavolta a rilanciare è Davide Casaleggio, il guru del Movimento, che scende direttamente in campo: «La soluzione non è restare aperti tutta la settimana, né far lavorare i negozianti o i dipendenti dei centri commerciali durante le feste o 24 ore su 24 sette giorni su sette». Bisogna piuttosto, «investire nella tecnologia e avvicinare le aziende italiane all’e-commerce». Casaleggio scrive un post su Facebook dal titolo «Buon Natale ministro Calenda» e al ministro dello Sviluppo economico si rivolge per spiegare la sua ricetta contro le aperture nei giorni festivi ma soprattutto per difendere Di Maio attaccato poche ore prima proprio dal ministro. «Negozi chiusi? — aveva detto Calenda in un’intervista tv —. Con queste proposte si fa un favore ad Amazon e ai grandi player… a sentire queste cose trasecolo». Parla di «visione molto semplicistica e inadeguata a comprendere il fenomeno» Davide Casaleggio e attacca il ministro: «Non si può essere esperti di tutto», anzi, aggiunge, «è proprio sotto il suo mandato che il retail italiano ha continuato a perdere, gli unici ad aver guadagnato sono le società della grande distribuzione estera, francese e tedesca, che può permettersi i turni». Invece, spiega, la soluzione è «l’ibridazione: combinare online e offline, clic e mattoni, velocità e qualità». Ma, «negozianti e lavoratori devono avere il diritto a godersi le feste con la propria famiglia».

La proposta di legge cui fanno riferimento Di Maio e Casaleggio è ferma al Senato dal 2014 e alla Camera è stata approvata da gran parte delle forze politiche. A quella si rifà anche il preside di Confcommercio Carlo Sangalli che al Corriere spiega: «Il principio di fondo è semplice: libertà di apertura in qualsiasi giorno dell’anno; obbligo di chiusura per 6 giornate festive su un pacchetto di 12, le altre 6 facoltative». Nessun arretramento dunque, «rispetto alle ragioni del mercato, ma una semplice regola di sostenibilità della concorrenza coerente con il modello italiano di pluralismo distributivo, fondato sulla compresenza di piccole medie e grandi strutture».

Sorgente: Corriere della Sera

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