Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Ius soli, Luigi Manconi a Radio1 Rai: “Troppi i 29 senatori assenti: il Pd non ci ha creduto” – Rai News

“Mancata approvazione non è stata solo colpa della destra”, dice il senatore Pd e presidente della Commissione dei diritti umani intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio1. Lo Ius soli e’ stato rinviato al prossimo 9 gennaio ma se – come sembra ormai probabile – il presidente della Repubblica sciogliera’ le Camere domani, il provvedimento sulla cittadinanza non potra’ diventare legge  Cittadinanza. Tramonta ipotesi Ius soli: stop all’esame del ddl per mancanza del numero legale Ius soli, Salvini: per fermarlo il 10 dicembre manifestazione a Roma Ius soli, Minniti: “Prendiamo un impegno solenne, Pd non rinunci” Pd. Renzi: chi va via tradisce popolo non i leader.Gentiloni: ius soli sarà legge entro legislatura Si moltiplicano le adesioni allo sciopero della fame per approvare lo Ius soli
27 dicembre 2017
Lo Ius soli mancato continua a infiammare gli animi a pochi giorni dall’archiviazione di fatto del provvedimento per assenza di numero legale. L’ultima polemica politica dell’anno è sui diritti, o meglio sui mancati diritti. Sono durissime le parole di Luigi Manconi, senatore Pd e presidente della Commissione dei diritti umani che è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio1. Manconi a Radio Anch’io: “Non solo colpa della destra” “Attribuisco la colpa per un verso alla destra, che ha mobilitato la paura manipolandola e presentando questo provvedimento sacrosanto e saggio come una misura che puntasse ad attribuire la cittadinanza italiana a coloro che sbarcano quotidianamente sulle nostre coste, il che rappresenta un falso clamoroso. E per un altro verso al Pd perché quei 29 senatori assenti dicono che il Pd non ci credeva abbastanza. Il dato politico è inequivocabile. Lo dico con tranquillità e con dolore, visto che il Pd è il mio partito. La cittadinanza di cui parliamo riguarda i bambini che nascono in Italia da genitori stranieri residenti regolarmente. Il compito della politica deve essere quello di spiegare, motivare. Ben 6 Ministri dell’interno hanno sottoscritto un documento in cui si dice che la riforma della cittadinanza è un contributo prezioso alla sicurezza collettiva. L’epilogo di questa vicenda oscilla tra il grottesco e l’indegno”. . “Un epilogo tra il grottesco e l’indegno”. Stop allo #IusSoli: riascolta gli interventi di @LuigiManconi1 @PetrisDe @giamma71 questa mattina a @radioanchio https://t.co/uBzmzovOM3 — Rai Radio1 (@Radio1Rai) 27 dicembre 2017 La lettera di Italiani senza cittadinanza Appello del movimento ‘Italiani senza cittadinanza’ al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per far si’ che lo Ius soli non rimanga nel dimenticatoio. In una lettera aperta, ragazzi e ragazze del movimento – che conta un milione di giovani residenti in Italia ma senza cittadinanza, la maggior parte nati nel nostro Paese – torna a sollecitare il via libera della legge sulla cittadinanza che in realta’ sembra ormai destinata all’oblio. Specie dopo la mancanza del numero legale al Senato nell’ultima seduta prima della pausa natalizia. “Talvolta le autorita’ di un Paese democratico sono chiamate dalla storia a promuovere leggi che possono apparire divisive ma che in realta’ sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti. Non lasciateci soli ancora una volta” si legge nella lettera aperta. “Egregio presidente della Repubblica – scrivono gli esponenti di ‘Italiani senza cittadinanza’ – il 27 dicembre ricorrono i settant’anni della promulgazione della Costituzione del nostro Paese. In una giornata cosi’ bella e fondamentale per le nostre vite e per la nostra democrazia, e’ nostro dovere ricordarle come molte e molti di noi abbiano imparato a conoscerla tra i banchi di scuola, imparandone i valori fondamentali di liberta’, uguaglianza, pace, rispetto, imparando a diventare di fatto cittadini e non piu’ sudditi, secondo gli auspici di Piero Calamandrei e le opportune circolari ministeriali che spingono i docenti a seminare semi di cittadinanza attiva nei loro allievi e nelle loro allieve”. Quindi, prosegue: “Tutti e tutte noi l’abbiamo letta, riletta e riscoperta in questo anno di mobilitazione a favore della riforma della cittadinanza, ci siamo riconosciuti profondamente nei suoi valori, e in particolare nell’articolo 3, il cui secondo, magnifico comma, concepito dal padre costituente Lelio Basso, che recitando “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, prospetta un orizzonte di riduzione delle diversita’ e di accesso ai diritti fra le varie componenti della Nazione e di progressivo ampliamento dei diritti e della platea degli aventi diritto come inscritto nell’intelaiatura profonda della Repubblica”. Facendo riferimento quindi alla mancanza del numero legale di sabato scorso in Senato, la lettera aperta di ‘Italiani senza cittadinanza’ sottolinea: “Caro Presidente, concordera’ con noi che il 23 dicembre la Repubblica ha fallito nella rimozione di questi “ostacoli”, mantenendo di fatto una distinzione netta tra cittadini e non, basata su una concezione prettamente elitaria ed economica della cittadinanza. La cittadinanza e’ qualcosa di piu’ di un diritto. La grande filosofa Hannah Arendt l’ha definita “il diritto ad avere diritti” in quanto solo il riconoscimento della cittadinanza trasforma un individuo in un soggetto giuridico detentore di diritti”. Quindi la richiesta al Capo dello Stato: “Non lasci che questa battaglia, iniziata con le prime mobilitazioni della Rete Nazionale Antirazzista nel 1997, quando molti e molte di noi non erano ancora nati, cada in un nulla di fatto. Anche perche’ cosi’ non e’. Il quadro che consegnerebbe al Paese la rinuncia a discutere in aula la riforma della cittadinanza e’ ben diverso da quello che si presentava all’inizio della legislatura. In questi mesi, forze oscure che puntano a indebolire le ragioni della convivenza e dello stato di diritto sono cresciute, proprio cavalcando le ragioni del fronte del no alla riforma, riattivando la memoria di parole d’ordine che credevamo dimenticate, legate al fascismo e del colonialismo. Qui, non si parla di una battaglia che punta semplicemente alla conquista di un accesso alla cittadinanza piu’ semplificato, con la nostra battaglia puntiamo ad ottenere, finalmente, il nostro riconoscimento come categoria sociale finora ignorata e dimenticata; con la nostra battaglia puntiamo ad una politica di ampio respiro, al passo con i tempi e che soprattutto sappia riconoscere i cambiamenti sociali e culturali del proprio Paese. Con la nostra battaglia, inoltre, puntiamo ad ottenere un’applicazione ancora piu’ incisiva della nostra Costituzione Italiana”. Lo Ius soli e’ stato rinviato al prossimo 9 gennaio ma se – come sembra ormai probabile – il presidente della Repubblica sciogliera’ le Camere il 28 dicembre, il provvedimento sulla cittadinanza non potra’ diventare legge. Cuperlo: Pd chieda prolungare legislatura “Non può e non deve finire così. Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia. Quegli scranni vuoti al Senato nell’ultimo giorno utile, la fuga dei senatori 5 stelle, quel brindisi leghista, il dispiacere profondo per quelle assenze di parlamentari del Pd, sono una immagine da cancellare”. Così in una nota il deputato del Pd Gianni Cuperlo. “Per la loro sensibilità a questa battaglia – prosegue – io dico che adesso è il momento giusto perché il capo del governo e il segretario del partito democratico chiedano al Presidente Mattarella di prolungare la legislatura di pochi giorni. Ciò consentirebbe di riconvocare l’Aula di palazzo Madama alla ripresa così da poter discutere e votare una legge giusta e di civiltà. Una legge attesa da 800.000 ragazze e ragazzi che rischiamo di mortificare e deludere ancora una volta. A quel punto tutti si assumeranno la loro responsabilità dinanzi al Paese. In questi mesi molti – da ultimo con l’appello promosso dalla vice presidente del Pd e sottoscritto da oltre 400 tra amministratori, parlamentari, esponenti delle associazioni – hanno chiesto che la legge sullo Ius Soli non divenisse materia di campagna elettorale. L’ultima flebile speranza ancora resiste. Non lasciamola cadere”. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Ius-soli-Luigi-Manconi-a-Radio1-Rai-Troppi-i-29-senatori-assenti-il-Pd-non-ci-ha-creduto-46e228ce-e1ce-47a0-b8c7-3c148ccde325.html

Sorgente: Ius soli, Luigi Manconi a Radio1 Rai: “Troppi i 29 senatori assenti: il Pd non ci ha creduto” – Rai News

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Adsense