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Ilva. Calenda: Regione e Comune ritirino ricorso o fabbrica chiude. Emiliano: ministro ‘immaturo’ – Rai News

Il governo – spiega il ministro dello Sviluppo economico – “ha dato tutte le risposte”, ma non è disposto a “buttare 2,2 miliardi per i ricorsi al Tar”. Il Presidente della Regione Puglia: “Bisogna evitare esuberi e fare un buon piano ambientale che non provochi ulteriori morti ed ammalati”. Poi attacca: tavolo saltato per crisi di nervi di Calenda  Ilva, Calenda: tavolo concluso se non ritirano il ricorso Ilva, Calenda: basta con i veti locali che bloccano l’Italia Ilva, Calenda a Radio1 Rai: “Emiliano ritiri il ricorso o l’investitore scappa” Ilva, i lavoratori di Genova occupano lo stabilimento Ilva, salta tavolo. Calenda chiede garanzie su lavoratori Ilva, il piano di rilancio prevede 4mila esuberi. No dai sindacati
20 dicembre 2017
Prosegue il braccio di ferro tra governo e Regione Puglia su Ilva, mentre i lavoratori sono sempre più preoccupati per il loro futuro occupazionale. “Il governatore, Michele Emiliano, e il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, non sono disponibili a ritirare il ricorso al Tar su Ilva e non possiamo accettare che si dica, come ha detto Emiliano, che intanto è disponibile al ritiro alla misura cautelare perché resta il giudizio di merito e il ricorso resta in piedi”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al termine del tavolo istituzionale su Ilva. “Ognuno si assumerà le sue responsabilità nei confronti del Paese e dei lavoratori”, ha aggiunto il ministro. E pensare che in un tweet poco prima dell’incontro Calenda sperava di arrivare ad un ‘accordo’ con Emiliano e Melucci. Speriamo! Abbiamo lavorato molto per dare una risposta forte ai punti dell’ordine del giorno indicati da @RinaldoMelucci nel nostro incontro a Taranto. Spero riunione costruttiva con lui e @micheleemiliano. https://t.co/9i3TOFTzU9 — Carlo Calenda (@CarloCalenda) 20 dicembre 2017 Ma le cose sono andate diversamente. Al termine del tavolo istituzionale il ministro ha spiegato: “Noi abbiamo dato risposte a tutto” e “il governo non è disponibile a buttare 2,2 miliardi per i ricorsi al Tar del presidente della Regione Puglia”. Calenda ha sottolineato: “La posizione del governo era ‘non ci si siede se non si ritira il ricorso’, io mi sono seduto”, ma “da qui non vado avanti”. Il ministro ha premesso: “Abbiamo inserito la valutazione del danno sanitario secondo cui è prevista una verifica ogni anno. E Arpa Puglia non lo fa dal 2015 per questo ho chiesto ad Emiliano di farla eseguire. Poi abbiamo ribadito che la copertura e le ambientalizzazioni danno risultati. Poi c’è il tema delle bonifiche con 1,8 miliardi di Invitalia per interventi importanti. Abbiamo fatto un lavoro guardando ogni singola richiesta fatta da Regione e Comune e presentato ogni risposta di controdeduzioni da parte del comitato di esperti”. Non arretra di un passo il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che – fermo sulle sue posizioni – replica: “Sul caso Ilva è necessaria una sdrammatizzazione” aggiungendo che se il ministro Carlo Calenda “fa questa pantomima” è perché “ha capito che l’operazione può avere altre problematiche e pensa di dare la colpa alla Regione Puglia e al Comune di Taranto, si sta comportando in maniera immatura e ne risponderà nelle sedi competenti”. Ed aggiunge: “Noi dobbiamo produrre un buon piano industriale che non abbia esuberi ed un buon piano ambientale che non mi provochi ulteriori morti ed ammalati”. Poi, riferendosi all’incontro di oggi ha sottolineato: c’era “un clima positivo da parte di tutti” poi c’è stato uno scambio “di sms o non so cosa” fra Calenda e De Vincenti al termine del quale Calenda ha avuto una crisi nervosa. Ha fatto un intervento durissimo e se ne è andato”. Ilva: finalmente un tavolo unico tra @RegionePuglia, Comune di Taranto, Governo, sindacati e azienda. https://t.co/faGAGIOiSh pic.twitter.com/YuQsbxm7Ro — Michele Emiliano (@micheleemiliano) 20 dicembre 2017 Secca la replica di Calenda: “Non entro nel merito delle solite dichiarazioni scomposte del presidente Emiliano su di me. Preciso, però, che l’unico sms che ho ricevuto nel corso della riunione veniva proprio dal governatore Emiliano ed era il seguente: ‘Dobbiamo chiedere formalmente di riaprire il riesame Aia nelle sedi opportune… ministero ambiente con autorità competenti, tra cui regione prov comune, e poi travasare gli esiti nel piano industriale.. altrimenti aria fritta.. questa riunione di oggi non può superare le norme vigenti che attengono l’Aia’. Se seguissimo la linea indicata dal governatore dovremmo annullare il Piano Ambientale, ovvero lo stesso effetto dell’accoglimento del ricorso al Tar. E’ del tutto evidente come il governatore, nonostante gli impegni presi su anticipo copertura parchi, danno sanitario e bonifiche avesse già maturato l’intenzione di non raggiungere alcun accordo al tavolo. De Vincenti: Emiliano non sa quel che dice Dura anche la reazione del Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti: “Leggo dichiarazioni farneticanti del presidente Emiliano: non sa quel che dice e, forse, neanche quel che fa”. Fiom: da irresponsabili far saltare migliaia di posti di lavoro Preoccupati per il futuro occupazionale degli stabilimenti Ilva, i sindacati. “La responsabilità di un presidente di Regione non può ricadere su 14mila lavoratori e non è accettabile che il Governo metta a rischio gli stabilimenti Ilva per un conflitto con la Regione Puglia”. Così il segretario della Fiom di Genova, Bruno Manganaro, commenta le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico Calenda, dopo la fumata nera nel vertice convocato dal MiSE sulle misure per la tutela dell’ambiente a Taranto. E prosegue: “Gli impianti di Genova e Novi ligure possono continuare a lavorare se alimentati in modo alternativo rispetto a Taranto” ha ricordato Manganaro. Ora l’attesa convocazione del tavolo sullo stabilimento di Genova sembra sfumare: “Il ministro aveva fatto sapere al nostro rappresentante Rosario Rappa che a gennaio avrebbe convocato il tavolo con tutti i firmatari dell’accordo di programma, ma a questo punto non sappiamo cosa accadra’”. Al momento gli occupati a Cornigliano sono 1500, di cui 350 in cassa integrazione. Ugl: chiediamo atto di responsabilità a istituzioni locali “Chiediamo alle istituzioni locali, la Regione Puglia e il Comune di Taranto, un atto di responsabilità sulla vertenza Ilva, anche perché nel corso dell’incontro di oggi sono state messe a punto e approvate importanti modifiche e migliorie al piano di ambientalizzazione, ed è stata ulteriormente accorciata la tempistica per la copertura dei parchi minerali” sottolineano a loro volta – in una nota congiunta – il responsabile nazionale del Dipartimento Grandi vertenze dell’Ugl, Ermenegildo Rossi, e il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera. Landini (Cgil): non si può giocare con chi rischia il posto di lavoro “Ci vuole un atto di responsabilità da parte del Comune e della Regione per ritirare il ricorso” – sottolinea Maurizio Landini, segretario confederale Cgil – non si può giocare con chi rischia di perdere il posto di lavoro. Siccome si possono fare gli investimenti perché non si inquini più né dentro né fuori, questo è quello che si deve fare, punto. Questa è la posizione molto precisa che noi assumiamo, anche perché è frutto delle lotte dei lavoratori di questi mesi ed anni”. Renzi: Ilva non può chiudere “La chiusura di Ilva sarebbe tragico errore per i lavoratori di Taranto ma anche per tutto l’indotto del Mezzogiorno. Sono pronto a fare tutto ciò che è utile perchè il tavolo del ministro Calenda, del Governatore e del Sindaco produca risultato positivo. Ilva non può chiudere #avanti”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Matteo Renzi. Chiusura ILVA sarebbe tragico errore per i lavoratori di Taranto ma anche per tutto l’indotto del Mezzogiorno. Sono pronto a fare tutto ciò che è utile perché il tavolo del Ministro Calenda, del Governatore e del Sindaco produca risultato positivo. ILVA non può chiudere #avanti — Matteo Renzi (@matteorenzi) 20 dicembre 2017 –

 

Sorgente: Ilva. Calenda: Regione e Comune ritirino ricorso o fabbrica chiude. Emiliano: ministro ‘immaturo’ – Rai News

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