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Il militare Usa e la strage di Ustica: «Due Mig abbattuti dai nostri caccia»

fotografia d’archivio

La nuova testimonianza,
resa da un marinaio Usa alla trasmissione Atlantide di Andrea Purgatori (in onda stasera su La7), riapre il caso della strage del Dc-9 dell’Itavia

Il giudice Rosario Priore ha scartato ogni ipotesi diversa dalla «battaglia aerea» di cui il DC9 fu bersaglio involontario ma non ha individuato colpevoli. I depistaggi e il risarcimento ali familiari

di Claudio Del Frate

Un mistero lungo 37 anni

Tra i misteri irrisolti che feriscono la storia recente dell’Italia, quello di Ustica è ancora oggi uno dei più dolorosi. A distanza di oltre 37 anni da quando il DC9 dell’Itavia precipitò in mare provocando la morte di 81 persone non c’è nessuno condannato come responsabile della strage. E ancora non c’è una spiegazione unanime su come il velivolo cadde improvvisamente in mare; l’ipotesi prevalente è che il DC9 sia stato colpito per errore da un missile durante un duello nei cieli tra aerei militari. A questa conclusione è giunto ad esempio il giudice Rosario Priore. Processi sono stati avviati anche a carico di chi tentò di depistare le indagini ma non si sono individuati colpevoli. I familiari di 49 vittime hanno visto riconosciuto il loro diritto a un risarcimento da parte dei ministeri della Difesa e dei Trasporti in sede civile. I resti del DC9, ripescati nel Tirreno a oltre 3.000 metri di profondità sono stati ricomposti in un «museo della memoria» a Bologna e dedicato alla strage.

I resti del DC9 Itavia ricostruiti a Bologna
I resti del DC9 Itavia ricostruiti a Bologna

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