Dall’Austria a Taiwan, dal Belgio all’Australia, dalla Finlandia al Canada passando per Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Regno Unito, Bielorussia, Montenegro, Singapore.

In tutti questi paesi i detective della Polizia postale e gli inquirenti di Italia, Germania e con la collaborazione degli Stati Uniti con l’Fbi hanno hanno smantellato la propaggine italiana della Rete Andromeda, una delle più longeve ed insidiose “botnet” operanti a livello mondiale, responsabile della infezione di milioni di computer utilizzati da hacker per la diffusione di virus informatici su larghissima scala.

La Polizia postale e delle comunicazioni ha disattivato smantellato due server command&control e circa 150 domini localizzati in Italia.

Collaborazione a livello globale tra istituzioni e privati
L’indagine è stata condotta in stretta collaborazione con l’Ispettorato per le indagini criminali centrali di Luneburg in Germania, il Centro europeo per la criminalità informatica di Europol (EC3), la Task Force congiunta per i crimini informatici (J-CAT), Eurojust e private – partner di settore. Insieme, i partner internazionali hanno agito contro 1500 server e domini, che sono stati utilizzati per diffondere il malware Andromeda.

Per Steven Wilson, capo del Centro europeo per la criminalità informatica di Europol, “questo è un altro esempio delle forze dell’ordine internazionali che collaborano con i partner industriali per affrontare i criminali informatici più significativi e l’infrastruttura dedicata che usano per distribuire malware su scala globale. Il messaggio chiaro è che i partenariati pubblico-privato possono avere un impatto su questi criminali e rendere Internet più sicuro per tutti noi “.

L’operazione è stata supportata da partner privati e istituzionali: Shadowserver Foundation, Microsoft, Registrar of Last Resort, Internet Corporation per nomi e numeri assegnati (ICANN) e registri di dominio associati, Fraunhofer Institute for Communication, Information Processing and Ergonomics (FKIE), e l’Ufficio federale tedesco per la sicurezza delle informazioni (BSI).

I pc-zombie e la botnet
Una botnet, nel gergo informatico, è una rete di centinaia di migliaia di computer infettati dai criminali informatici per assumerne il controllo all’insaputa dei legittimi proprietari; successivamente, i pc possono essere manovrati e utilizzati: i proprietari dei pc infettati (detti significativamente, computer-zombie) non sospettano nulla.

Tutto quello che notano è che i loro pc sono un po’ più lenti del solito. Assunto il controllo dei sistemi, gli hacker sono in grado di sfruttarli per compiere attività illecite su larga scala, quali il furto di dati personali, password, numeri di carte di credito, indirizzi, numeri di telefono e dati sensibili.

Nelle ipotesi più gravi, la potente rete di computer-zombie è utilizzata per lanciare attacchi a sistemi informatici appartenenti ad infrastrutture critiche del Paese (pubbliche amministrazioni, sanità, energia, trasporti, finanza, telecomunicazioni), con evidente pericolo per l’erogazione dei servizi pubblici essenziali ai cittadini.

Quattro anni di indagini
L’operazione ha preso il via un anno fa, quando, dopo più di quattro anni di indagini, la Procura della Repubblica di Verden e la Polizia di Luneburg (Germania), insieme alle Autorità Usa e alle Agenzie europee Europol ed Eurojust, rilevarono l’esistenza di un’infrastruttura criminale internazionale denominata Avalanche, utilizzata per lanciare, diffondere e gestire attacchi malware globali, tra cui Andromeda.

La condivisione dei dati acquisiti durante l’operazione Avalanche, ha gettato le basi per la creazione, a livello planetario, di una task force formata dagli investigatori di 15 paesi, tra cui l’Italia, attraverso cui è stata avviata quest’anno l’indagine Andromeda.

Ricostruita pazientemente la complessa rete di server e computer che componevano la botnet, le forze di polizia e le autorità giudiziarie dei 15 Paesi hanno così dato corso ad un’azione coordinata di spegnimento simultaneo (tecnicamente denominata ‘takedown’) dei sistemi informatici infetti, che ha condotto alla disarticolazione della struttura criminale.

.

leggi –  Daphne Caruana Galizia, la vittima ‘sfortunata’ della corruzione maltese

Daphne Caruana Galizia, la vittima ‘sfortunata’ della corruzione maltese