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«Fake news? Biden non credibile. Putin rispetta le scelte dell’Italia»

Il leader di Forza Italia: l’ex vice presidente americano? «Vuole candidarsi, penso che abbia scritto quell’articolo per ragioni di politica interna». E sul Movimento 5 Stelle: sono complottisti, non usiamo lo stesso metodo contro di loro

di Marco Galluzzo

Le accuse di Joe Biden contro Mosca, contro la manipolazione delle opinioni delle democrazie occidentali, compresa quella italiana? «Sinceramente mi hanno meravigliato e le ho ritenute non credibili». Le fake news di cui tanto si parla? «Posso dire di essere uno dei maggiori esperti al mondo di fake news, nel senso che sono e sono stato vittima delle stesse, come forse nessun leader nella storia dell’occidente democratico». Silvio Berlusconi ha indubbiamente titolo per parlare dell’argomento, per la relazione speciale, politica e umana, che da alcuni decenni lo lega a Vladimir Putin. Per la sua storia personale: nell’immaginario collettivo l’ex premier, almeno a detta dei suoi detrattori, è stato accostato a tutti i mali possibili, e indubbiamente è stato anche «vittima di calunnie, pettegolezzi, falsità, accuse inventate e indimostrabili», è il riassunto del diretto interessato. In sintesi il leader di Forza Italia non crede alla accuse contro il Cremlino arrivate dal numero due dell’ex amministrazione Obama.

Biden? si vuole candidare nel 2020

Berlusconi la mette in questo modo: «Joe Biden è un politico esperto: se l’Amministrazione Obama, della quale era vice presidente, fosse stata in possesso di queste notizie, avrebbe avuto il dovere di avvertire paesi amici e alleati. La mia impressione è che Biden abbia in animo di candidarsi nel 2020 per i democratici, ed abbia scritto questo articolo soprattutto per ragioni di politica interna, per attaccare la politica di Trump. In realtà la sua analisi, anche per quanto riguarda le presunte difficoltà interne di Putin, mi sembra imprecisa e superficiale». Eppure non solo Washington, ma anche Berlino e Londra hanno più volte puntato l’indice contro l’agenzia di disinformazione digitale che le autorità russe sarebbero in grado di muovere in occasioni elettorali di Paesi occidentali.

Putin e il referendum perso da Renzi

Ritiene che Putin sia in grado di influenzare le opinioni degli italiani, o che lo abbia già fatto con il referendum fallito di Renzi? «Non lo credo affatto. Ritengo che gli italiani siano un popolo intelligente e consapevole, e che le loro scelte politiche siano razionali: hanno votato No al referendum costituzionale per difendere la democrazia e impedire una deriva pericolosa. Il Pd sbaglia ad attaccarsi a questi argomenti: dovrebbe ricordare che furono i loro antenati, il Partito Comunista, a ricevere da Mosca non solo finanziamenti, ma un diretto sostegno proprio con le tecniche della “disinformatia”. Eppure non vinsero mai, perché gli italiani con il voto scelsero sempre la libertà».

Il sostegno al M5S e alla Lega

Interpellato dal Corriere il leader di Forza Italia commenta anche il presunto aiuto digitale che Mosca darebbe al partito di Beppe Grillo o alla Lega dell’alleato Matteo Salvini: «Credo che il “complottismo” sia un atteggiamento piuttosto ingenuo. Molto spesso sono proprio i Cinque Stelle a farvi ricorso, sulla Rete, per fare l’unica cosa nella quale sono davvero bravi: strumentalizzare il legittimo malcontento degli elettori, ed orientarlo a loro favore, rappresentando poteri politici ed economici italiani e internazionali che cospirano ai loro danni. L’idea di usare lo stesso metodo contro di loro — e contro la Lega — mi pare sbagliata, da un punto di vista etico e politico». Eppure oggi esistono mezzi per influenzare in modo surrettizio l’opinione di cittadini di altri Paesi, lo abbiamo visto con le foto false di una musulmana indifferente sul ponte di Londra subito l’attentato, con le migliaia di mail che avrebbero avuto fonte russa nel corso dello scontro elettorale fra la Clinton e Trump.

Su Putin solo «pettegolezzi non dimostrati»

Berlusconi dice di non aver mai toccato direttamente con Putin l’argomento, ma aggiunge che «Putin è alla guida di uno degli stati più importanti del mondo, quindi è ovvio che le sue idee e le sue posizioni abbiano un’eco significativa nell’opinione pubblica occidentale. Ovviamente non abbiamo mai parlato di queste cose, che considero sciocchezze o tutt’al più pettegolezzi non dimostrati. Posso però dire che con il presidente Putin mi capita ovviamente spesso di parlare della situazione italiana. Putin è molto rispettoso delle libere scelte degli italiani, e vorrebbe — e io sono totalmente d’accordo su questo — che l’Italia fosse parte attiva in un migliore e più costrittivo rapporto fra la Russia e l’Occidente». Per molti analisti il capo del Cremlino persegue questo obiettivo a parole, ma non con i fatti: «Non credo affatto, per Putin questo rapporto è fondamentale per gli equilibri strategici del mondo, in una stagione della politica internazionale così complicata e densa di pericoli per la pace e la sicurezza».

Sorgente: Corriere della Sera

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