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E’ già una polveriera

Migliaia di palestinesi sono scesi in piazza stamane in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per protestare contro l’imminente decisione degli Stati Uniti di trasferire la loro ambasciata in Israele a Gerusalemme, riconoscendo di fatto la città santa come capitale dello Stato ebraico. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Wafa.

Le manifestazioni, che hanno avuto per protagonisti soprattutto studenti, rappresentanti delle fazioni politiche palestinesi e della società civile, hanno avuto luogo a Ramallah, Jenin, Tubas, Hebron, Nablus, Gaza, Rafah e Khan Younes. I dimostranti, secondo la Wafa, hanno sventolato le bandiere palestinesi e lanciato slogan per Gerusalemme capitale dello Stato di Palestina.

La decisione Usa “farà divampare il conflitto e porterà ad un’escalation di violenza in tutta la regione“. E’ questo l’avvertimento lanciato dal premier del governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Rami al-Hamdallah. In un incontro nel suo ufficio a Ramallah con i diplomatici dei Paesi dell’Ue, Hamdallah ha precisato che “Gerusalemme non riguarda solo i palestinesi, bensì tutti i popoli e i Paesi arabi e islamici, che rifiutano questa decisione”.

L’eventuale trasferimento dell’ambasciata Usa, ha sottolineato, “porrà fine al processo di pace e alla soluzione dei due Stati“. Hamdallah ha poi chiesto ai Paesi dell’Ue di riconoscere lo Stato di Palestina per salvare il processo di pace e la soluzione dei due Stati e di fare pressioni affinché siano applicate le risoluzioni dell’Onu.

ABBAS: INTERVENGA L’ONU – Il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, ha chiesto l’intervento del Consiglio di Sicurezza dell’Onu affinché convinca Trump a rinunciare al trasferimento a Gerusalemme dell’ambasciata degli Stati Uniti in Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che la lettera “urgente” inviata da Abbas al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, rappresenta un “ultimo disperato tentativo” di evitare il trasferimento dell’ambasciata, che implica il riconoscimento da parte degli Usa di Gerusalemme capitale d’Israele.

Nella lettera, riporta la Wafa, Abbas ha sottolineato che la mossa di Trump significherebbe “la fine del processo di pace”. Nabil Shaath, uno dei principali consiglieri del leader palestinese, ha detto che il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele rappresenta la “morte della madre di tutti gli accordi” sulla città santa.

HAMAS – La decisione dell’Amministrazione Usa su Gerusalemme è una mossa pericolosa che porterà a una “rivolta popolare”. E’ quanto sostiene un dirigente di Hamas nella Striscia di Gaza, Salah al-Bardawil. “Questa decisione porterà a una travolgente rivolta popolare e alla resistenza che scotterà la Terra e taglierà la mano di chiunque toccherà Gerusalemme e i suoi luoghi sacri”, ha detto Bardawil, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Dpa.

Sorgente: E’ già una polveriera

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