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Il cowboy di Trump cade da cavallo, troppo razzista persino in Alabama – Remocontro

Il bullismo politico dell’era Trump inciampa. L’Alabama, che non è Stato Usa di tradizioni avanzate, boccia Moore, il candidato sostenuto dal presidente Usa, un estremista coinvolto in una serie di scandali sessuali. Elezioni vinte dal democratico Doug Jones. E la maggioranza repubblicana al senato si riduce ad un solo voto.Tra 11 mesi si vota per le mid-term, l’elezione a metà mandato presidenziale in cui si rinnova un terzo del Senato e tutta la Camera.Nella foto di copertina, il candidato sconfitto mentre si reca al seggio a cavallo.

Di rem 13 dicembre 2017

Un ceffone per Trump

Il profondo Sud volta le spalle alla destra ed elegge un senatore democratico. Per l’Alabama una sorta di rivoluzione, da sempre roccaforte repubblicana con spinte all’ultra destra un po’ razzista e suprematista. In un’elezione suppletiva per il Senato, vince il candidato dell’opposizione Doug Jones contro l’ultra destro Roy Moore, il cowboy. Sconfessione del presidente e del suo ex stratega Bannon che sostenevano il discusso personaggio, e crisi al Senato dove la maggioranza repubblicana si riduce ad un voto, con qualche sanatore che Trump proprio non lo ama. I repubblicani dell’Alabama stanno provando a contestare il risultato, ma la sconfitta politica è netta.

Il coyboy e il palazzinaro

Politica e modello culturale nella sfida in Alabama. Il repubblicano sconfitto è un estremista. In passato dichiarò che sarebbe stato meglio se l’America si fosse fermata ai primi dieci emendamenti della Costituzione. Dopo il decimo arriva la cittadinanza agli ex schiavi neri o il voto alle donne. In più, accuse di molestie sessuali, donne anche minorenni. Nonostante questo bel passato, Trump si è schierato a favore di Moore. Sconfitta monito. Tra 11 mesi si vota per le mid-term, l’elezione a metà mandato presidenziale in cui si rinnova un terzo del Senato e tutta la Camera. Una vittoria democratica, bloccherebbe Trump trasformandolo in ‘anatra zoppa’ già al suo primo biennio.

L’Imperatore Donald I da ieri è nudo

In Alabama Trump aveva incassato il 70 per cento dei voti disintegrando Hillary Clinton, ci ricorda Vittorio Zucconi. «E l’Imperatore Donald I da ieri sera è nudo. L’incredibile sconfitta del ‘Candidato a Cavallo, è il segnale di allarme più squillante per Trump e per il suo fanatico ideologo, Steve Bannon». Efficace la descrizione del personaggio scelta da Trump bocciato dagli elettori: «Moore, uno sgangherato personaggio che per due volte era stato deposto dalla sua cattedra di giudice per violazioni della Costituzione, che è seguito da accuse di molestie sessuali anche di ragazzine di 14 anni, che ha osato sostenere che le famiglie erano più solide fra gli schiavi nelle piantagioni».

Candidato grottesco e l’Altra America

L’errore colossale di valutazione compiuto da Trump e dal suo ‘consigliore’ ideologico, Bannon. Avere appoggiato un impresentabile, essersi gettato senza esitazioni dalla sua parte per dimostrare il la forza contro ogni razionalità di giudizio. «Narcisismo, vanità di chi si crede capace di trasformare qualsiasi somaro in un purosangue», scrive Repubblica. La sconfitta dell’impresentabile Moore è dunque la sconfitta di Trump. Troppo presto per dire “il vento è cambiato”, ci dicono dagli Stati Uniti, «ma è il segno che l’America razionale, giovane, meglio istruita, femminile, urbanizzata, non è morta. Trump e il suo grottesco candidato hanno svegliato “l’altra America” dal sonno».

Sorgente: Il cowboy di Trump cade da cavallo, troppo razzista persino in Alabama – Remocontro

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