Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Così Macron si conquista la leadership europea – ilsole24ore.com

ilsole24ore.com – Così Macron si conquista la leadership europea

Potestas abhorret a vacuo. Corretto, il vecchio adagio in origine riferito alla natura, si applica spesso perfettamente al potere: dove si crea vuoto qualcuno lo riempie, e quel qualcuno, oggi, è sicuramente Emmanuel Macron. Anche in campo internazionale.

La fase politica gli è particolarmente favorevole. Gli Usa di Trump si ritirano, come è avvenuto dall’accordo sul clima (con qualche ripensamento); oppure compiono passi che fanno terra bruciata intorno a loro, come nel caso dell’ambasciata di Gerusalemme.

Angela Merkel è in difficoltà: non riesce a dar vita a un governo, e tanto meno a un’ampia strategia di politica estera che tra l’altro non sembra congeniale alla Germania.

La Gran Bretagna, con Brexit, rinuncia al potere e all’influenza – notevole perché Londra è portatrice di una cultura diversa e complementare a quella continentale – sull’Unione europea e i suoi paesi membri e se ne allontana.

Mosca non ha il soft power necessario per essere leader – anche se seduce molti populismi – e la Cina è ancora (per quanto tempo?) lontana.

Ambizioso, colto – a chi mai verrebbe in mente oggi di citare Hegel e la nottola di Minerva, per giunta ad Atene, di fronte al Partenone – e leader di un paese che alla sua sgualcita grandeur tiene ancora, Macron cerca di riempire tutti i vuoti.

Eccolo in viaggio verso l’Africa francofona dove chiude – retoricamente, certo – la stagione neocolonialista, propone un nuovo approccio (con un occhio attento alle mosse degli Usa) a cominciare dalla Libia del petrolio e dei migranti-schiavi; e ne approfitta per strizzare l’occhio – una sua abitudine – ai concittadini.

«Il francese sarà la prima lingua dell’Africa, forse del mondo», ha detto con il suo tono enfatico, e forse un po’ démodé, scatenando sui giornali inglesi una reazione troppo piccata per suscitare davvero, come vorrebbe, il senso del ridicolo.

Sarà un caso, o il risultato di sortite come questa, se il consenso interno, crollato dopo le prime riforme interne, è tornato al 50%?

Nei giorni scorsi – dopo essersi assicurato in Qatar commesse militari da 12 miliardi – ha preso le distanze dal premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita a Parigi anche per perorare la causa di Gerusalemme capitale, e lo ha invitato a fare un gesto di pace. Ieri ha ripreso in mano il dossier del clima: il patron di una formidabile rete di 58 centrali nucleari si è presentato con un piano di investimenti da 25 miliardi nell’energia solare, che in 18 anni potrebbe sostituire la metà della produzione atomica; e questa, su un tema strategico come l’energia – dove è facile conciliare ambientalismo, geopolitica ed economia – non sarà l’unica iniziativa.

Per capire davvero dove vuole andare, bisognerà però guardarlo in azione in Europa, che non è né uno stato né l’anarchica arena internazionale, ma una complessa rete di governi e istituzioni.

A settembre, Macron ha lanciato la sua sfida proponendo un’ampia riforma che ha raccolto consensi frammentari, su singoli temi.

La domanda è ora se la sua nuova Francia avrà la capacità – che solo una cultura politica alta può donare – di attrarre i partner attorno al suo progetto. Macron, si può esserne certi, ci proverà.

Sorgente: Il Sole 24 ORE

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Adsense