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COMUNICATO STAMPA UNIONE INQUILINI: LETTERA AL MINISTRO CALENDA E ALLA SINDACA RAGGI

 

COMUNICATO STAMPA
UNIONE INQUILINI: LETTERA AL MINISTRO CALENDA E ALLA SINDACA RAGGI

IL RILANCIO SOCIO ECONOMICO DI ROMA PASSA PER IL RIUSO E RECUPERO DEGLI IMMOBILI

14 dicembre 2017 – Un tavolo complicato, molto complicato, anzi complicatissimo quello Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e la Sindaca Virginia Raggi. Accuse pesanti tra le due cariche che sul “Tavolo per Roma” giocano altre partite.
Unione Inquilini rilancia sull’ estrema urgenza di questi 1,6 miliardi in totale, di cui 1,2 miliardi “risorse individuate” più 420 milioni “in corso di finalizzazione” per il rilancio di Roma Capitale annunciati dal ministro Calenda. Come spiega il segretario nazionale dell’Unione Inquilini Massimo Pasquini nella lettera aperta: “Un tema, quello delle politiche abitative tra i più sentiti dai cittadini romani, tenuto conto delle famiglie coinvolte, e delle ricadute che, programmi e iniziative strutturali di politiche abitative, possono avere anche in termini occupazionali e produttivi su Roma, oltreché rispondere ad uno dei bisogni fondamentali delle persone.”
Un segno importante per i cittadini romani è ripartire dalla casa. I dati che abbiamo sono allarmanti, nonostante la cementificazione selvaggia, la precarietà alloggiativa coinvolge gran parte dei romani. Guido Lanciano segretario romano dell’Unione Inquilini: “A Roma secondo la nostra stima più realistica abbiamo circa 500 interi stabili abbandonati, oltre a 80 mila appartamenti immediatamente utilizzabili frutto di una speculazione incontrollata. Sarebbe necessario avviare un grande piano strutturale per il riuso e il recupero ad uso abitativo sociale dell’immenso patrimonio immobiliare del demanio civile e militare, delle amministrazioni pubbliche e del privato, oggi inutilizzato e lasciato nell’abbandono più totale.”
Massimo Pasquini: “Proprio perché riteniamo che le politiche abitative sono una infrastruttura sociale necessaria e della quale è, altresì, evidente la necessità di svilupparla, siamo a chiedervi che nell’ambito del “Tavolo per Roma” il tema delle politiche abitative possa entrare con pieno diritto e a pieno titolo perché non è solo una risposta ad un diritto delle persone ma rappresenta la possibilità concreta, attraverso un vasto piano di recupero e riuso degli immobili inutilizzati, di creare opportunità lavorative per imprese e per chi oggi è alla ricerca di occupazione.”

segue testo integrale lettera
Lettera aperta al Ministro Carlo Calenda e alla Sindaca di Roma Virginia Raggi
Presso il Ministero dello sviluppo economico è stato istituito il “ Tavolo per Roma”. Non abbiamo notizie certe su quali iniziative o filoni di intervento intenda muoversi o se ha già discusso proposte concrete che possano rivitalizzare Roma a partire dalla sua rete produttiva e dal rilancio dell’occupazione.
Noi riteniamo questo Tavolo importante, tanto importante da proporvi che in tale sede sia discussa anche la questione delle politiche abitative.
Un tema, quello delle politiche abitative tra i più sentiti dai cittadini romani, tenuto conto delle famiglie coinvolte, e delle ricadute che, programmi e iniziative strutturali di politiche abitative, possono avere anche in termini occupazionali e produttivi su Roma, oltreché rispondere ad uno dei bisogni fondamentali delle persone.
A Roma, in particolare, non ci troviamo di fronte ad una questione abitativa di carattere “emergenziale”, ma strutturale. I dati delle famiglie interessate sono drammatici ed esaustivi:
1) circa 7000 le sentenze di sfratto che mediamente vengono emesse dal Tribunale;
2) 15.000 circa le richieste di esecuzione con forza pubblica degli sfratti esecutivi nell’85% dei casi per morosità incolpevole
3) 3200 gli sfratti eseguiti con la forza pubblica nel solo 2016, ovvero una media di 15/20 esecuzioni al giorno;
4) 10.500 le famiglie collocate nella graduatoria a Luglio 2017 e composte dalle domande presentate al 31 dicembre 2015;
5) oltre 100 immobili occupati da circa 2000 nuclei famigliari;
6) 1400 persone collocate nei residence ad un costo di circa 25/30 milioni annui;
7) 150 famiglie che hanno ricevuto il buono casa per uscire dal residence ma che hanno diritto di avere una casa di edilizia residenziale pubblica;
circa 75.000 le case di edilizia residenziale pubblica tra quelle comunali e quelle Ater che vivono gravi situazioni di degrado a causa della mancanza quasi assoluta di manutenzioni, che genera guasti sociali enormi;
9) migliaia i senza fissa dimora e le famiglie che vivono in baraccopoli.
Da questi dati si evince che la questione casa a Roma non può essere marginalizzata a “emergenza abitativa” ma che deve essere affrontata in maniera strategica abbandonando, una volta per tutte, le fallimentari politiche abitative emergenzialiste delle Amministrazioni comunali che si sono succedute fino ad oggi e che hanno prodotto uno spreco immane di risorse senza fornire alcun miglioramento al fabbisogno abitativo.
Sarebbe necessario, a Roma, avviare un grande piano strutturale per il riuso e il recupero ad uso abitativo sociale dell’immenso patrimonio immobiliare del demanio civile e militare, delle amministrazioni pubbliche e del privato, oggi inutilizzato e lasciato nell’abbandono più totale da noi stimato in circa 500 immobili e circa 80.000 appartamenti.
Questi rappresenterebbe non solo un modo concreto ed efficace per rispondere alle esigenze di decine di migliaia di famiglie romane ma anche un formidabile volano occupazionale senza proseguire in un insensato consumo di suolo.
Del resto ancora oggi risulta non applicato quanto previsto dall’articolo 26 , commi 1 e 1 bis della legge Sblocca Italia, e dalla recente Circolare del Ministero dell’interno del 1 settembre 2017 che, nell’istituire una apposita cabina di regia nazionale, impegnava i Prefetti a eseguire una mappatura degli immobili delle pubbliche amministrazioni e dei privati inutilizzati per arrivare ad un Piano per il loro riuso.
Di tale mappatura a oltre tre mesi dalla citata circolare non se ne sa nulla.
Proprio perché riteniamo che le politiche abitative sono una infrastruttura sociale necessaria e della quale è, altresì, evidente la necessità di svilupparla, siamo a chiedervi che nell’ambito del “Tavolo per Roma” il tema delle politiche abitative possa entrare con pieno diritto e a pieno titolo perché non è solo una risposta ad un diritto delle persone ma rappresenta la possibilità concreta, attraverso un vasto piano di recupero e riuso degli immobili inutilizzati, di creare opportunità lavorative per imprese e per chi oggi è alla ricerca di occupazione.
Siamo, altresì, disponibili a incontrarvi in sede di “Tavolo per Roma” per fornirvi ulteriori approfondimenti e indicare delle proposte concrete che sono dentro il percorso che ha come fine il rilancio di Roma Capitale.
Vi ringraziamo per l’attenzione e con l’occasione porgiamo distinti saluti.

Massimo Pasquini Segretario Nazionale Unione Inquilini

Guido Lanciano Segretario Provinciale Unione Inquilini Roma

 

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