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Cara Luxuria: please, non parlare in nome delle “vere vittime”. Non in mio nome! – Al di là del Buco

Risultati immagini per violenza sulle donneabbattoimuri – Cara Luxuria: please, non parlare in nome delle “vere vittime”. Non in mio nome!

A Carta Bianca, condotto da Bianca Berlinguer, sono ospiti Asia Argento e Luxuria. Si parla delle donne del #Metoo in copertina sul Time scelte come “Uomo dell’anno del 2017”. La puntata integrale della trasmissione sta QUI

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Sopra vedete parte dell’intervista a Asia Argento e QUI potete vedere lo scambio, se così vogliamo dire, tra Asia e Luxuria. Mi soffermerò sulle affermazioni di Luxuria per il suo alto contenuto di Victim Blaming.

Luxuria: “Asia a 21 anni non era proprio Heidi che scendeva dai monti e le caprette dicevano ciao

Sei una figlia … io immagino che una figlia d’arte, una che ha cominciato a recitare a nove anni un minimo questo mondo lo conosce o che comunque ti hanno dato dei consigli dato che ci lavorano…

Cara Luxuria ti sei calata nei panni della peggio curtigghiara, pettegola per chi non mastica il siculo. Ti sei addentrata in considerazioni sulla vita privata e professionale di Asia Argento a partire da tue personali visioni della cosa, da tuoi pregiudizi, visioni stereotipate e preconcetti.

Hai usato un ragionamento che potrebbe andare bene in certe trasmissioni pomeridiane dei canali mediaset ma non nella vita reale. Generalizzare negando una violenza è come porsi nei panni del giudice ed emettere una sentenza di condanna. Parli di diritto e poi però su Asia concludi con una totale presunzione di colpevolezza.

Il fatto di essere andata a una festa… con una crema ti chiede di fargli un massaggio quando io ti dico che tu avresti potuto dire di no, non è che io lo dico… perché conosco questi temi, perché il messaggio che dobbiamo dare è che se una donna è sola con un uomo in accappatoio che chiede un massaggio questa donna il massaggio non lo deve fare perché cara Asia in questo modo tu incentivi questo uomo ad andare avanti perché per esserci violenza ci deve essere il dissenso.

Ma quante stronzate, casa Luxuria. Ma che ne sai tu di cosa accade in una dinamica violenta. In Inghilterra c’è una campagna in cui si spiega che in caso di stupro una donna resta pietrificata.

Non è così semplice. Si resta paralizzate. Non tutte sono in grado di reagire con violenza o scappando.

Il corpo non agisce se il cervello è intimorito in qualche modo. E poi chi incentiva chi? Dunque una donna che viene stuprata e che non è stata in grado di salvarsi incentiverebbe il suo stupratore a stuprare ancora?

La vittima sarebbe colpevole di quel che farà il suo carnefice? E tu pensi di star parlando in nome delle “vere vittime”? Il messaggio che va dato è che certamente se può deve salvarsi ma se non c’è la fa non significa che se l’è cercata o che era consenziente.

Bisogna dire che le vittime non sono mai colpevoli di quello che è avvenuto perché delineare un’estetica della “vera” vittima fa solo in modo da fare sentire quelle che non fanno parte della tua visione stereotipata doppiamente colpevoli. Si chiama rivittimizzazione della vittima.

Quindi tu a una tua figlia nel caso si trovasse in una stanza con un uomo che chiedesse un massaggio suggeriresti di farglielo?

E dopo questa violenza subita tu continui a frequentare weinstein per cinque anni per andarlo a trovare…

A parte che Asia Argento nega il fatto che lei abbia continuato per cinque anni a fare quel che pensi ma poi realmente come ti permetti di chiedere cosa una vittima potrebbe dire a sua figlia?

Tu a una figlia cosa diresti? Che se non riesce a scappare allora se l’è cercata? La educheresti ad un victim blaming degno della peggiore cultura patriarcale?

Allora non è vero che hai continuato ad avere rapporti sessuali con lui consenziente dopo?

e lei, a parte dire che i tempi non sono quelli che dici tu, ti parla della sindrome di stoccolma, cosa che provano molte vittime nei confronti dei propri carnefici.

Cose che riguardano molte donne nei confronti di fidanzati e mariti violenti dai quali non si separano neppure dopo vent’anni.

e vabbè io non ci credo

E questo è un tuo problema. La tua “opinione”, anzi il tuo “giudizio” non corrisponde necessariamente alla verità. Non sei mica un prete che determina dogmaticamente l’interpretazione del presente, passato e futuro degli esseri umani.

Donne: se un uomo vi violenta denunciatelo subito e non aspettate e non continuate ad avere rapporti sessuali con lui perché altrimenti … vittime vere

‘Sta cosa di pararsi dietro le “vere vittime” per giustificare il proprio giudizio che separa le vittime perbene da quelle per male non sta né il cielo né in terra.

Questa cosa la leggi sui siti di maschilisti ai quali delle “vere vittime” strumentalizzate per l’occasione non gliene frega assolutamente un tubo.

Ci sono vittime che non denunciano affatto, quelle che denunciano subito, quelle che denunciano dopo vent’anni e se tu ti occupassi di violenza di genere lo sapresti.

Invece dimostri di non sapere niente e ti consiglio seriamente di consultarti con chi si occupa di violenza sulle donne e se ne occupa davvero.

Perché il messaggio che tu diffondi è sbagliato e diseducativo. Parecchio diseducativo. Come dire ad una donna picchiata dal marito che se non parla subito allora non sarebbe una vera vittima.

Alla storia di Asia io non ci riesco a credere … basta una sola storia per togliere credibilità a un tema così importante 

Non si fanno le denunce con gli psicodrammi. le denunce si fanno in procura non raccontando questa storia in un film

E grazie per essere tanto preoccupata della credibilità delle vittime dopo che il castello che hai in testa ha deformato il senso di una storia alla quale in primo luogo va dedicato ascolto.

E che ne sai di come le persone esorcizzano il mostro, il trauma, per liberarsene e per andare avanti?

Sai che ci sono tante donne che raccontano a me le proprie storie e io le pubblico rispettando il loro anonimato? E’ terapeutico raccontare, con qualunque stile e forma d’arte, quello che ti è successo e questo è più normale di quanto a te possa sembrare.

Tu hai avuto la fortuna di avere un cognome “Argento”, hai cominciato a lavorare a nove anni, ti sei fatta una carriera europea che motivo avevi

E questo è un tuo pregiudizio. Non altro che questo. Non sai nulla se non una visione che hai tu nella tua testa di quel che ha vissuto Asia Argento.

Se mandiamo il messaggio che dopo vent’anni facciamo le pentite, le paladine delle battaglie delle donne in qualche modo incentiviamo le altre e dire fate la stessa cosa che poi diventerete famose

Guarda: usi lo stesso linguaggio di chi fa anche del victim blaming peggiore. Hai letto di chi dice che se il giorno prima lei c’è stata e il giorno dopo se ne è pentita non avrebbe alcun diritto na parlare di violenza sessuale?

Ecco lo stato delle cose in Italia e questa si chiama cultura dello stupro, il se l’è cercata, oltretutto con l’aggiunta di un ulteriore pregiudizio dedicato a quelle che secondo il tuo parere denunciamo una violenza per diventare “famose”.

Hai mai visto realmente quel che accade alle donne che subiscono violenza? Se non sono forti abbastanza, dopo aver denunciato, restano sole, bullizzate, massacrate mediaticamente, altro che “famose”. Non ne traggono alcun beneficio.

Vengono messe alla gogna da chi difende i carnefici e c’è chi alla fine, per troppa solitudine, si ammala di depressione e si suicida, perfino. Il messaggio che bisogna mandare è: denunciate quando e come volete.

Ce l’ho l’umanità e io non mi vergogno cara… non ti permettere… la tua storia ha tante e troppe lacune

Non ho contatti su twitter con Johnny Depp per essere stato stuprato a 14 anni da Kevin Spacey e per aver denunciato vent’anni dopo.

Ma che c’entra la tua storia con la sua, scusa

io sono una persona schietta e non la finta amica che davanti ti dice brava brava e poi dietro…

Queste risposte alle parole di Asia Argento non le commento neppure perché sono solo un balbettio dal quale non esci tanto bene.

Dire ad una donna che la sua storia ha “tante, troppe lacune” e poi dire che non sei la “finta amica” è davvero una roba comica se non fosse di una tristezza unica.

Come ti ha risposto Asia? Che se volevi fare la vera amica l’avresti contattata personalmente invece di far girare un tweet con un hashtag ad Asia al quale lei ha risposto senza essere taggata.

E ha ragione lei quando dice che dopo il giudizio sommario che pende sulla testa delle persone che denunciano una violenza nessuna donna si fiderà e denuncerà, neppure dopo vent’anni.

quando una prima acconsente e poi se ne pente… così si toglie credibilità alle donne che veramente vengono violentate perché una in quelle condizioni avresti potuto dire di no. asia non eri in una villa isolata … lui stava in albergo, te ne potevi anche andare, 

vergognati di raccontare delle baggianate

una persona che ha subito una violenza vuole vedere il proprio mostro? l’uomo non lo vuole vedere manco in cartolina

la moglie picchiata dal marito non denuncerebbe perché c’è il ricatto economico

Tutto ciò, Luxuria, è orrendo. Quel che dici è orrendo. Supposizioni, illazioni, ulteriori pregiudizi, come se tu fossi stata là per vedere e giudicare. Ancora victim blaming che ammicca a un maschilismo che nega le violenze (donna acconsente e poi se ne pente – è il loro mantra costante).

Delle vere vittime secondo me non dovresti parlare affatto perché io stessa sono una “vera vittima” e non è così facile liberarsi dell’uomo violento.

Non puoi parlare in mio/nostro nome. Non lo puoi fare perché ciò che dici mi offende. Ci offende. La moglie picchiata dal marito resta col marito e non per forza per il ricatto economico.

C’è qualcosa di complesso nella dinamica violenta che ha radici nella cultura patriarcale che nega la nostra percezione del disagio. La consapevolezza arriva piano e si elabora il senso di quella violenza, si capisce cioè che quella roba che fa schifo è una violenza a tutti gli effetti dopo un po’ di tempo e non subito.

E questo accade a 15, a 20 e a 50 anni. Chiedi alle donne in menopausa che vengono maltrattate da quanto subiscono violenza e poi, mi raccomando, prenditela con loro perché non hanno avuto la prontezza di reagire vent’anni prima.

Sai quanto può essere negativo e offensivo quello che tu enunci come fosse il dogma della vera vittima? Noi sappiamo che non ci sono dogmi e quel che dici è un continuo arrampicarti sugli specchi con le unghie che stridono e stridono forte.

Con i miei più cordiali saluti

Eretica

Sorgente: Cara Luxuria: please, non parlare in nome delle “vere vittime”. Non in mio nome! – Al di là del Buco

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