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Barriere d’artista e fioriere, il Natale nelle città ai tempi del terrorismo – La Stampa

Un anno dopo l’attentato di Berlino la sicurezza resta una priorità, ma si scelgono soluzioni alternative per salvaguardare anche l’estetica

Era il 19 dicembre del 2016, cinque mesi dopo la strage di Nizza, otto prima di quella di Barcellona. Il terrorista Anis Amri rubò un camion e travolse le bancarelle e i clienti del mercatino di Natale della Breitscheidplatz di Charlottenburg a Berlino. Nei giorni successivi alla strage, il ministro dell’interno Marco Minniti chiese un rinforzo delle misure di sicurezza, sottolineando come l’Italia fosse fra i Paesi a rischio terrorismo.

 

Fra new jersey (le barriere di cemento), telecamere ed eventi pensati con una logistica diversa rispetto al passato, a un anno di distanza la priorità per la sicurezza contro il terrorismo non è più vissuta come un’emergenza, ma come un dato di fatto. Semmai nelle città italiane si discute su come si possa intervenire senza snaturare il fascino del Natale, integrando aspettative dei turisti e sicurezza.

 

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Una lanterna anti-terrorismo

«Sono proprio loro, i turisti, i primi a informarsi sulla sicurezza dei luoghi che andranno a visitare – dice Sara Zadra, direttore dell’Azienda di soggiorno di Merano, in Alto Adige – Lo fanno soprattutto gli stranieri, chi viene da Austria, Germania e Svizzera. Certi provvedimenti non sono più un’opzione, semmai si pensa a come fare per renderli più creativi». A Merano hanno costruito una piramide tridimensionale in alluminio, una sorta di grande lanterna posta all’ingresso del mercatino di Natale. Così hanno una struttura che funziona come un new jersey ma che è più bella. E più natalizia.

 

Le fioriere in piazza San Carlo a Torino

 

Mettete dei fiori nei vostri new jersey

La sicurezza può diventare insomma uno stimolo per migliorare l’arredo urbano, così come aveva suggerito l’architetto Stefano Boeri dopo l’attentato di Barcellona. È la scelta adottata da molte città italiane ormai da mesi, soprattutto da quando si è capito che le barriere anti-terrorismo non erano più un’opzione dettata da un’emergenza temporanea, ma una realtà con cui convivere. Così a Torino con le fioriere di via Roma, a Firenze nei pressi del Duomo, a Milano Roma in varie zone delle città. E poi ancora: ad AnconaBariBresciaBolognaFolignoMateraParmaRavennaSan Benedetto del Tronto, per fare altri esempi. A Salerno i new jersey saranno sostituiti proprio in vista del Natale: le fioriere hanno un aspetto più in linea con l’estetica delle “Luci d’artista”, le tradizionali luminarie della città campana.

 

New jersey a scomparsa

«Credo che tutti i sindaci la pensino allo stesso modo: la sicurezza deve andare di pari passo con il decoro e l’estetica della città – dice a La Stampa GiovanniManildo, primo cittadino di Treviso – I new jersey possono avere l’effetto contrario: non è solo una questione estetica, possono amplificare la paura». La città veneta attualmente è protetta grazie alla presenza di alcuni cantieri che fanno da barriera ai varchi più pericolosi. Entro Natale saranno installati dei sistemi “a scomparsa” che potranno essere attivati solo in occasione di particolari eventi.

 

(I new jersey di Bolzano)

 

New jersey d’artista

Ma i new jersey possono diventare persino delle tele per delle opere d’arte cittadine. A Bolzano la giunta comunale ha investito 50 mila euro e le barriere anti-terrorismo sono state pitturate con i colori di Babbo Natale, imbottite con dei cuscini e con steli d’erba come fossero dei prati. A pochi chilometri di distanza, i new jersey sono comparsi nelle strade di Trento a fine novembre, in occasione del mercatino di Natale. Dopo pochi giorni i vandali li hanno imbrattati con scritte anarchiche. Il Comune ha deciso di ricorrere ai ripari, chiedendo a un gruppo di writers di dare ai new jersey un aspetto più elegante: perché in fondo c’è un’estetica anche nel modo in cui si garantisce la sicurezza.

Sorgente: Barriere d’artista e fioriere, il Natale nelle città ai tempi del terrorismo – La Stampa

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