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Banca Etruria, il procuratore di Arezzo si difende. Casini: “Lettera chiara ed esauriente” – Rai News

“Tutto il resto afferisce a giudizi politici” aggiunge il presidente della Commissione Banche. Rossi è stato accusato di aver taciuto in commissione sul nuovo fascicolo aperto a carico di Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena. Intanto, M5S va all’attacco del Pd Banca Etruria, indagato il padre della Boschi. Pm di Arezzo scrive a Casini: “Non ho omesso nulla” Banca Etruria, Orfini: “Emergono responsabilità di Bankitalia” Banche, Renzi: “Banca Etruria alibi per azzerare ogni critica”

04 dicembre 2017La lettera inviata dal Pm di Arezzo Roberto Rossi “fornisce una risposta chiara ed esauriente”: è quanto afferma in una nota il presidente della Commissione Banche Pier Ferdinando Casini in merito al caso del padre di Maria Elena Boschi, precisando che “tutto il resto afferisce ai giudizi politici che ciascun Gruppo ha il diritto di formulare”.La missiva del procuratore di Arezzo a Casini nasce dalle polemiche di queste ore riguardo alla sua audizione in commissione, avvenuta giovedì scorso. Rossi è stato accusato di aver taciuto sul nuovo fascicolo aperto a carico di Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena. Polemiche che hanno rinfocolato lo scontro sulle banche, con M5s subito all’attacco del Pd.La lettera di Rossi a Casini”Non ho nascosto nulla circa la posizione del consigliere Boschi in relazione alle domande che mi venivano poste” dalla Commissione parlamentare. “Le domande hanno riguardato i fatti in oggetto e non, in alcun modo, le persone iscritte nel registro degli indagati”, scrive il Pm. Rossi nella lettera risponde alle accuse di aver “omesso notizie in merito a un presunto status di indagato di Pierluigi Boschi”. Il magistrato avrebbe detto di ritenere tali addebiti “gravemente offensivi”, e di aver risposto “a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza né omissione”. “Ho chiarito che l’esclusione di Boschi riguardava il processo per bancarotta attualmente in corso, mentre per gli altri procedimenti ho precisato che non essere imputati non significava non essere indagati. Null’altro mi è stato chiesto in merito”.M5s attacca il Pd”Il Pd prima usa le banche per coltivare potere e clientele. Poi, quando le ha definitivamente scassate, lascia sul lastrico i risparmiatori”. E quindi, sul blog di Beppe Grillo, accusa: “In questi giorni si è cercato di far credere (come se gli italiani fossero scemi) che Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, fosse quasi un passante dalle parti della banchetta del giglio tragico. Si è detto che lui era senza colpe rispetto ai disastri dell’istituto e che tutta la responsabilità era della vigilanza” e che nonostante “Bankitalia abbia demeriti rilevanti” secondo i 5 Stelle “scaricare tutto il biasimo sulla vigilanza era ed è un’operazione risibile. Adesso sappiamo che papà Boschi è di nuovo indagato per falso in prospetto e accesso abusivo al credito assieme a tutto il cda 2011-2014 (lui poi divenne addirittura vicepresidente di Etruria dal maggio 2014, guarda caso due mesi dopo che la figlia era stata nominata ministro. Altro che passante). Si tratta – prosegue M5s – di un fascicolo che sarebbe scaturito dalle sanzioni comminate dalla Consob agli ex amministratori, nel settembre scorso, per 2,76 milioni di euro. Al centro dell’interesse degli inquirenti stavolta sono le due obbligazioni subordinate del 2013, che fruttarono 110 milioni” accusano i pentastellati. Quindi, concludono: “Il Movimento 5 Stelle aveva subito definito surreali le esultanze degli “yes men” del Pd pochi giorni fa, a seguito dell’audizione del procuratore capo di Arezzo, Roberto Rossi, in commissione di inchiesta sul sistema bancario. Oggi, alla luce delle notizie che abbiamo, gli starnazzamenti festanti appaiono addirittura grotteschi”.La ricostruzione della vicendaC’è un nuovo fascicolo aperto dalla procura di Arezzo sulla ex Banca Etruria: secondo quanto appreso si tratterebbe di uno spezzone di indagine che riguarda la vendita di obbligazioni considerate rischiose ai clienti retail che non avrebbero avuto il profilo per acquisirle. Nel registro degli indagati ci sarebbero membri del cda della Banca presieduto da Giuseppe Fornasari tra cui, secondo quanto riporta dal quotidiano La Verità, anche Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena, che è stato all’epoca vicepresidente della banca, sebbene senza incarichi operativi.L’apertura del fascicolo sarebbe scaturita dalle sanzioni comminate dalla Consob agli ex amministratori di Banca Etruria nel settembre scorso, per complessivi 2,76 milioni di euro. E riguarda il periodo 2012-2014, incentrato proprio sulle violazioni riscontrare nei prospetti informativi. La procura, sempre secondo quanto appreso, starebbe dunque valutando i profili penali relativi alle norme che puniscono il falso in prospetto e il ricorso abusivo al credito.Sempre ieri è intervenuto il senatore Andrea Augello, componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche

Sorgente: Banca Etruria, il procuratore di Arezzo si difende. Casini: “Lettera chiara ed esauriente” – Rai News

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