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All’Onu veto Usa su Gerusalemme, a Riad Abu Mazen e il capo della Cia – Remocontro

Gli Stati Uniti soli contro il voto favorevole degli altri 14 membri del Consiglio di Sicurezza, hanno bloccato la risoluzione di condanna su Gerusalemme capitale d’Israele. I palestinesi si rivolgeranno all’Assemblea Generale.
– Il Presidente palestinese Abu Mazen oggi in Arabia Saudita.
– Ieri dal sovrano saudita il direttore della Cia, Mike Pompeo.

Washington è sola

Gli Stati Uniti hanno posto il veto alla risoluzione su Gerusalemme presentata dall’Egitto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu dopo il riconoscimento di Gerusalemme capitale d’Israele da parte di Donald Trump. Tutti gli altri 14 Paesi del Consiglio di sicurezza hanno votato a favore. Senza nominate Trump o gli Stati Uniti, il testo affermava che «le decisioni e azioni che pretendono di alterare lo status della Città Santa di Gerusalemme non hanno alcun effetto giuridico, sono nulle e devono essere annullate in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu». Sbagliato e inutile farlo. «Tutti gli Stati […] non riconoscano nessuna azione o misura contraria a tali risoluzioni».

Titolari della verità

Isolamento totale degli Usa dopo il via libera alla risoluzione della Francia e della Gran Bretagna, membri permanenti nel Consiglio di sicurezza, e alleato storici degli Stati Uniti. Applausi all’incontrario del premier israeliano Netanyahu per il veto Usa, che per l’occasione diventa biblico. «Nella festa (ebraica) di Hanukkà hai acceso la luce della verità e cacciato il buio. Uno trionfa su molti, la verità prevale sulla menzogna. Grazie presidente Trump». Tra i titolari delle verità, anche l’ambasciatrice statunitense all’Onu, Nikki Haley, falco tra i falchi dell’Amministrazione. Non è la dichiarazione di Trump che dal 6 novembre sta incendiando il Medio Oriente ma «simili risoluzioni che allontanano la pace tra israeliani e palestinesi».

Non dimenticheremo!

Nikki Haley, alleata di ferro di Israele all’Onu, ha citato come esempio definito negativo, la risoluzione di condanna degli insediamenti coloniali israeliani costruiti in violazione della legalità internazionale, approvata nel dicembre di un anno fa grazie alla astensione dell’Amministrazione Obama. Ieri dopo il voto Haley ha reagito con stizza. «Quello a cui abbiamo assistito qui in Consiglio di Sicurezza è un insulto. Non sarà dimenticato». E ha motivato il ricorso al veto con la necessità di difendere «la sovranità americana e del ruolo degli Usa nel processo di pace in Medio Oriente», sostenendo che saranno i negoziati tra israeliani e palestinesi a decidere i confini a Gerusalemme.

Trattative e sauditi

L’Autorità nazionale palestinese dice di non volere più gli Stati Uniti come mediatori, ruolo perduto con il riconoscimento di Gerusalemme capitale in violazione dagli accordi di Oslo del 1993. Ora l’Anp si rivolgerà all’Assemblea generale dell’Onu con la risoluzione bloccata dagli Usa. Esito positivo scontato ma effetti zero. Problemi anche in casa palestinese sopratutto per la cooperazione di sicurezza con Israele, sostenuta ancora oggi da Abu Mazen. Presidente palestinese che oggi vedrà a Riyadh re Salman, alleato di Israele dietro le quinte e accusato dai palestinesi di non aver preso una posizione netta contro Trump.
Ieri il sovrano saudita ha ricevuto con grandi onori il direttore della Cia, Mike Pompeo.

 

DELEGA USA ALL’ARABIA SAUDITA?

Sorgente: All’Onu veto Usa su Gerusalemme, a Riad Abu Mazen e il capo della Cia – Remocontro

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