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Un giorno migliore, domenicale del 19 novembre 2017 di m@cwalt – un colpo di remo

uncolpo di remo – Un giorno migliore – m@cwalt

Domenicale del 19 novembre 2017

Una pagina che é quasi un editoriale, historia di una settimana tra cose serie, seriose e serissime del nostro Purgatorio Comunitario.

Eccolo il giorno migliore, la società differente. Finalmente la rivoluzione culturale che abbiamo sempre proposto da quei giorni belli del 1968 ha fatto il suo corso. La famiglia patriarcale non è più il punto di riferimento sociale, le allenze atlantiche, le Pesco e gli accordi per la deterrenza atomica sono stati stracciati.

La ecclesia cattolica romana è finalmente fluita naturalmente nell’idea di spiritualità che é  dialetticamente riconosciuta come creazione dell’Uomo ed é mantenuta per chi alla propria religiosità non può rinunciare. I beni del Vaticano sono confluiti in una cassa popolare che aiuterà i bisognosi, costruirà case, ospedali e scuole di indirizzo tecnico e umanista.

Ecco che in fine ma non in finale le Donne occupano il proprio posto di parità e dignità preposto sia dalla società civile sia da quel dio minore così lungamente pregato.

Poi mi sveglio e mi accorgo che era solo un sogno. E che molte di queste possibilità alternative sono nate “dall’immaginazione al potere” che accompagnò la generazione del ’68 ancora oggi oltraggiata.

A me pare che nei limiti di risposte strumentali a situazioni difficili sia tutto l’impianto politico valoriale da rimettere in discussione. Questo Paese una rivoluzione culturale non l’ha fatta al mometo giusto e così per anni si è portato appresso uomini, istituzioni, comportamenti, valori e politiche inutili, desuete e molte siano di ispirazione anti politica sia conservatrice che reazionaria.

L’immobilismo è cultura per una classe politica, che persegue il “tutto rimanga com’è sempre stato” fondo di quel Gattopardo, romanzo che avvolge tutta la cultura italiana dal ‘900° ad oggi.

Si temono nuove disposizioni e anche le persone che hanno qualcosa di nuovo da dire.

E per ciò è stata seminata la paura di creare anche istituzioni più libertarie e meno oppressive per i cittadini. Si cita la giustezza delle azioni delle forze dell’ordine divenute ormai debolezza nel disordine, così abbiamo 4 o 5 istituti di sicurezza dentro un servizio di Forze Armate con dipendenti esosi e spesso anche inutili e ripetitivi, ci sono più generali che truppe.

Siamo invasi da un potere che spesso è contro i cittadini, un potere dentro altri poteri. Rimaniamo una Nazione giovane ma con istituzioni logore e ormai vecchie, poco modernamente vicine alle persone che dice di amministrare e guidare.

Scatole di metallo dentro altre scatole che non vengono mai cambiate. Forze dell’ordine come altre istituzioni, sia politiche che economiche eppure morali e portatrici di un valore comune più alto che appaiono lontane e poco comprensibili. Delle volte personalmente ho avuto timore di avere a che fare con vigili urbani, poliziotti e carabinieri violenti e ignoranti. Ed ho inseguito funzionari tra uffici diversi in luoghi lontani della città. Ci accontentiamo senza fare uno sforzo comune per migliorare le nostre vite che non sia uno sforzo individuale.

Ecco si, abbiamo rinforzato l’individualità con un modello americano ma poco é stato fatto per la comunità intera. Hora pro nobis. Come si interviene verso “loro” che decidono, controllano, dispongono per noi propositi, leggi, disposizioni, regolamenti da così lontano?

Ci portiamo dietro pure una ecclesia antica e vecchia, davvero con troppo potere ricattatorio che costa molto e porta con se’ valori usurati che sembra non segua più neanche lei stessa.

E li ritroviamo tutti sempre lì, come i giorni del calendario. Guardate l’esempio pietoso dell’ex segretario di Rifondazione Fausto Bertinotti che per ultima sua propria illuminazione scopre Dio. Bon dieu quale incerto socialista e comunista abbiamo avuto per anni a pontificare sui palchi e in televisione rappresentante consumato di una classe sociale fiduciosa … Un politico disperso come tanti altri politici democratici cristiani doc che se ne sono impippati di spiritualità e religione … Figuriamoci più che andare a messa la domenica altro non hanno fatto. Che ci permette almeno di dire: ” thò guarda ci ha pensato, ha riflettuto, é cambiato!

Con l’esempio dato da santa madre romana chiesa immobile con le sue dispense ed eresie papali distribuite in brucianti roghi inquisitori a Bagaudi, Catari, all’umanista Pelagio e ai suoi seguaci, a Giordano Bruno bruciato vivo in una piazza romana e via via fino alla condanna degli psicoanalisti, dei comunisti, dei diversi al punto di essere essa stessa condannata anticamente per le sue prebende & privilegi dai protestanti del nord-europa e dal moderno pensiero illuminista.

Tutto é pervaso da questo senso ieratico di una spiritualità resasi necessaria ma incerta come una riffa, fino a quando un filosofo sognante si è messo a studiare i rapporti dell’uomo con la realtà materiale che lo circonda e scopre che anche Dio quando scende in terra diventa dio ed è uno dei tanti seguaci dell’interesse particolare, così capace di conquistare le tasche dei potenti e il sorriso degli ultimi. Profittando anche degli umili esempi di Jesus di Nazaret e di Francesco l’umbro d’Assisi che ne ammorbidiscono l’imago ma ne denunciano l’essenza perduta.

Scoperta magnifica e manipolazione feroce.

E’ così da per tutto e in tutte le travagliate nascite dell’intelletto umano. Regole e disposizioni sempre ri-condotte ad un unico scopo, rafforzato anche dall’unicità spirituale, un unico dio e un unico intendimento della classe sociale … ed é per questi motivi che noi popolo non glie la faremo mai, malgrado la rivoluzione possibile. L’idea del denaro è così radicalizzata all’interno della a-natura dell’uomo che è difficle anche pensare e poi proporre qualcosa di economicamente diverso.

E’ un lungo viaggio nella Storia del Potere, nel Dominio e nello Sfruttamento dell’uomo sull’uomo. La ricchezza che poi è l’agio di vivere senza impellenti problemi economici, e la povertà che è figlia dello sfruttamento. Zenit e Nadir della precarietà nell’esistenza.

La condizione umana.

Fino ad un certo livello ci pensa lo Stato in quanto è il fornitore di servizi al cittadino che lavora e paga le sue tasse in base al proprio reddito. Lo Stato é l’ente preposto alla soluzione dei problemi socio-economici, e la politica è la scienza della comprensione delle necessità legali e dei bisogni dell’uomo da soluzionare; l’arte di comunicare tra il soggetto e l’oggetto in una soluzione condivisa.

A un livello minimo lo Stato sostiene anche quanti non lavorano, i disoccupati, gli invalidi, i minori, gli studenti e i diversamente abili e tra questi anche uomini & donne degli ordini religiosi per accordi sulla necessità statuale ad avere un fideistico Credo rinunciando all’umano materiale Pensiero. Pietra miliare del capitalismo e del suo fascismo rampante il Credo ha dominato per secoli e domina ancora molte società contemporanee.

In questo nostro sistema tardo-capitalista i servizi sono minimi e in rapporto alla contribuzione. In un differente sistema Socialista la platea dei servizi sociali é più ampia ed ha differenti motivazioni economiche. Welfare, pensione e diritti umani e sociali che sono funzionali al Sistema Capitalista, sono invece garanzia in un Sistema Socialdemocratico.

In quasi tutti i Paesi questi Diritti sono conquista recente. Solamente 100 anni fa nel 1917 l’Italia ne era del tutto priva, esempio calzante le donne a cui non era concessa la pari dignità di genere ne’ riconosciuto il diritto di voto.

Anche molti diritti dei lavoratori erano assenti e anche il Sindacato vede la sua nascita dalle politiche socialiste, verso la fine del 1800. Ed é il fascismo che nei primi momenti della presa del potere attualizza strumentalmente alcune idee socialiste per manipolare il consenso.

Ogni cosa nata nel ventennio fascista vede la soppressione dei diritti civili e umani dei cittadini, dei lavoratori e delle donne come proprio compenso ideologico.

La camicia nera contro le camice rosse, le Corporazioni contro le Coperative, favori dell’appartenenza al PNF per la soppressione della libertà di stampa e di espressione. Le colonie dei bambini come le Colonie dell’Impero. La promessa repubblicana tradita per il riconoscimento della maesta reale, le scuole pubbliche imposte in cambio del Concordato vaticano.

Tradendo le istanze popolari e socialiste il fascismo italiano è l’arma del neo-capitalismo statuale imposto al nostro Paese da un manipolo di malfattori, con l’appoggio politico degli agrari e degli industriali. In Parlamento si tirano fuori le armi e Matteotti viene ucciso perchè il suo pensiero era un pensiero di libertà.

Il giorno migliore fu la caduta 23 anni dopo di un sistema politico e di potere che finì in braccio alla guerra nazista, ma che aveva ormai da tempo esaurito la forza e le capacità di milioni di persone. Deportati gli operai italiani lavoravano per l’industria di guerra tedesca e vi morivano.

I lavoratori e gli studenti, Partigiani e politici armati ribellandosi provarono a cambiare il sistema sociale fino al crollo generale e alla sconfitta fascista nella seconda guerra mondiale.

La scelta di campo imposta al ns Paese quale Nazione sconfitta è un dazio che paghiamo per quella dittaura imposta dai fascisti nel 1922 e confermata alle elezioni del 1924. Nel 1934 gli elettori italiani furono costretti a votare uomini imposti dal partito nazionale fascista che rimasero in carica anche quando il duce si schierò in guerra con i nazisti tedeschi.

La sconfitta in quella guerra che coinvolse 46 nazioni e causò 50 milioni di vittime è detta seconda guerra mondiale e ha reinserito l’Italia tra le nazioni liberal-democratiche capitaliste.

Non abbiamo avuto alcuna capacità di scelta, allora come oggi. Dopo aver tentato di imporre ad altre Nazioni le proprie scelte autoritarie l’Italia subisce l’imperialismo USA. In quello scenario post-bellico due sono i sistemi politico-filosoficici di riferimento socio-economico mondiale. Quello americano di campo occidentale e capitalista e quello dell’URSS marcatamente orientale, sovietico e social-comunista, fortemente contrastanti tra loro.

Washington o Mosca, come pietanza e come ricatto nel concreto potere atomico ed economico.

I comunisti che avevano liberato il Paese diventano improvvisamente dei mostri mangia bambini, i papalini invece assumono la forma pietosa di un dio incostante che ha lasciato morire anche suo figlio, ma capace invero di sostenere tutti, basta credergli, anche se non sei d’accordo con lui, e  così profittare degli aiuti di merci e dollari che traversano l’Oceano Atlantico.

Sorridono a Broocklin i figli dei siciliani immigrati, invece a Roma fa presto a sciogliersi una maggioranza composita che ha avuto appena il tempo di varare la propria Carta Costituzionale e di mandare in esilio quel Re tentenna, che andava invece processato per le complicità nazifasciste, che voilà arrivano minacciosi moniti americani contro quelle forze partigiane che erano stati i veri vincitori nella liberazione dell’Italia.

Così i “bravi” democratici & cristiani ottengono quel potere elettivo che arrenderà ancora una volta l’Italia al più forte, il quale paga dazi con cioccolate e sigarette e aiuti economici per la ricostruzione delle città bombardate. Le imprese sono italo-americane le fabbriche sono modello Ford, le istituzioni si uniformano al volere statunitense, i comunisti sono gli agenti di Stalin e vanno messi in minoranza sconfitti.

La salsa alla pietanza è comune a tutti i Paesi che gli USA fanno propri alleati contro l’uguaglianza sociale e il coperativismo sociale sovietico. Pagate i debiti di guerra tuonano le assemblee democratiche di Washington e quelle repubblicane di Dallas e resiste impavida la ricchezza di pochi a fronte della povertà di molti.

Oggi il palazzinaro di New York se la prende con tutti in specie con messicani e i migranti d’ogni razza alimentando quell’odio contro latinos, nativi e negri presenti nella società industriale USA da secoli. Seguito a ruota dal signor Governo Italiano che si dibatte e se la mena sui problemi di cittadinanza, i diritti civili e quelli umani. Lo ius soli, il lavoro sotto pagato, la parità di genere e la questione giovanile tra innalzamento dell’età pensionabile, l’APE social e la formazione professionale dopo la scuola dell’obbligo e l’università.

Economia dispersa o insufficiente ma che trova sempre cassa per i Patti lateranensi, le forze armate e gli aerei da combattimento. Nuove sono le fregate per il controllo dei mari e  solite sono invece le sovvenzioni alle imprese ma non ai lavoratori. Problemi che si trascinano da decenni e che solamente una nuova direzione politica potrà soluzionare.

Nell’attesa che venga quel giorno dobbiamo accontentarci di… un giorno migliore.

La colonna sonora di questo intervento è di un gruppo musicale italiano: i Nomadi con “io vagabondo”

m@cwalt

Sorgente: Un giorno migliore – m@cwalt – un colpo di remo

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